Recensione Fitbit Charge 6: è la smartband migliore e più avanzata in questo momento

Recensione Fitbit Charge 6 scaled

Subito dopo essere stata presentata da Google, la prima cosa che mi è passata per la testa è stata quella di volerla provare perché leggendo le funzionalità e la scheda tecnica mi sono reso conto immediatamente di trovarmi davanti alla smartband più avanzata di sempre. Così, senza il minimo dubbio e con grandi aspettative, ho indossato Fitbit Charge 6 al polso per far sì che mi accompagnasse nelle attività quotidiane per qualche tempo e dopo essere stato in sua compagnia per un po’ è arrivato il momento di parlarvene.

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Solita confezione e solita qualità

La confezione con cui arriva a casa è la solita dei dispositivi di Fitbit e contiene la smartband, il cavetto, ahimè ancora cortissimo, con la basetta magnetica dotata di pin per la ricarica, un cinturino di ricambio di misura diversa e qualche manualetto. Non cambia la confezione di vendita quindi e non cambia nemmeno la qualità dei materiali e dell’assemblaggio perché è la solita eccellente dei prodotti di Fitbit. Nonostante il suo prezzo sia molto più basso di quello dei fratelli Sense 2 e Versa 4, Fitbit Charge 6 è costruita nel loro stesso modo e questo fa sì che sia una smartband premium: il cinturino è in gomma morbida al tatto di ottima qualità, il display è protetto da un vetro Gorilla Glass 3 estremamente resistente e la cassa è realizzata in alluminio, plastica e acciaio, tutti materiali assemblati fra loro in modo impeccabile.

Per di più, è resistente, non crea problemi alla pelle, non mostra segni di cedimento e integra un bel display sulla parte superiore, con tanto di sensore di luce ambientale, che è luminoso, definito e vivido, che dà quel tocco in più alla qualità dei materiali e dell’assemblaggio. E, udite udite, sul lato sinistro, nella piastra d’acciaio per la conduzione elettrica, è incastonato un tasto “fisico” utile per navigare all’interno del sistema operativo ed eseguire azioni; fisico tra virgolette perché è effettivamente fisico però non è un tasto dotato di una corsa meccanica ma è un tasto stile quello del Charge 4 e quindi a pressione, però questo, a differenza dell’altro, funziona in maniera esemplare. Poi è piccola, leggera e al polso quasi non si sente e tutto questo è l’ideale per chi vuole qualche cosa di discreto e che non rechi fastidio.

L’app di Fitbit e Fitbit OS sono una bella coppia

Alleluia, alleluia e alleluia. Mi sono lamentato, e non solo io, un sacco in passato perché l’applicazione e il sistema operativo di Fitbit funzionavano male e finalmente l’azienda è riuscita a sistemare tutte le cose che non andavano. Partiamo dall’applicazione poiché è quella che è stata rinnovata maggiormente e più volte abbiamo avuto modo di parlarne in questi ultimi mesi perché sono andate via alcune parti di essa e soprattutto è stata rinnovata completamente a livello grafico con l’aggiunta di un stile Material You semplice, moderno e gradevole; ora funziona alla grande ed è reattiva, stabile, non fallisce nemmeno una sincronizzazione del dispositivo, è molto meno caotica ed è piacevole da utilizzare, sia per impostare la smartband e sia e soprattutto per visualizzare le informazioni sulla salute raccolte.

E lo stesso discorso vale per il sistema operativo del Fitbit Charge 6 perché si lascia utilizzare con piacere sotto ogni aspetto: i rallentamenti, i blocchi e la bassa reattività del sistema sono solo un brutto ricordo e qui è veloce, reattivo e stabile, proprio come dovrebbe essere per uno prodotto premium di questo tipo; merito, secondo me, anche del touchscreen perché, nonostante le dimensioni minuscole del display, è preciso, sensibile e reagisce al tocco sempre con prontezza. Essendo lei una smartband completa e avanzata non mancano poi tutte le impostazioni solite che abbiamo visto con gli altri prodotti della famiglia, sia nell’applicazione che nel dispositivo, e utili per impostare gli obiettivi personali, per personalizzarla secondo le proprie esigenze, per configurare Google Maps, Google Wallet e YouTube Music e per visualizzare le informazioni di cui si ha bisogno.

Un’ottima amica per fare attività sportiva

Da questo punto di vista devo dire che non è cambiata molto rispetto al modello precedente e rispetto anche ai fratelli lanciati lo scorso anno. Monitora oltre 40 attività sportive, molte delle quali vengono rilevate e avviate in automatico, integra il GPS-GLONASS, con tanto di modalità dinamica lanciata col feature drop di giugno e velocissimo e preciso nel geolocalizzare la posizione, è in grado di fornire i minuti in zona attiva e il livello di recupero giornaliero e offre tutte le funzioni che da sempre caratterizzano i dispositivi di Fitbit. L’unica aggiunta qui è il supporto alle attrezzature dotate di Bluetooth Heart Rate Profile, che le consente di mostrare la frequenza cardiaca in tempo reale sui display delle attrezzature per l’allenamento compatibili.

Da quello che ho potuto vedere, dà diverse possibilità di allenamento per chi è un atleta di livello medio, funziona bene, è affidabile nella registrazione dei dati e monitora un sacco di parametri al fine di restituire diverse informazioni utili; i suoi unici limiti, se così vogliamo definirli, sono legati alle dimensioni sue e del display perché non permette la visualizzazione delle informazioni e l’interazione con esse in modo profondo, almeno senza ricorrere all’applicazione. È pur vero però che è il tipo di prodotto a essere stato pensato così perché è una smartband, per di più compatta, con un display minuscolo, per cui chi cerca qualche cosa di più è logico che debba posare gli occhi su uno smartwatch con un display ampio e con un sistema operativo che consente molto più raggio d’azione senza l’ausilio dello smartphone. Detto questo, lei per uno sportivo medio-amatoriale è più che sufficiente ed è capace di essere un ottimo compagno di allenamenti, soprattutto con l’aiuto dei vari contenuti istruttivi presenti all’interno dell’applicazione.

È tanto smart, nonostante le dimensioni

Google Fast Pair è una goduria, devo dirlo subito: per abbinarla è stato sufficiente accenderla, attivare il Bluetooth dello smartphone e toccare il pop-up a schermo che ne confermava la presenza nelle vicinanze; non c’è stato bisogno di fare altro, come sempre con i dispositivi che ne sono dotati, e quindi non c’è stato bisogno di portare avanti lunghe e macchinose procedure piene di errori. La mano di Google c’è e si vede e non solo in questo perché Fitbit Charge 6 è un concentrato di funzioni smart, a dispetto delle dimensioni compatte e del display minuscolo. Per capirci, include un cronometro, un timer, una sveglia intelligente, una modalità sonno, una modalità non disturbare, i controlli per YouTube Music, le indicazioni di Google Maps, i pagamenti digitali con Google Wallet, la funzione Trova il mio telefono, l’Always on Display, l’installazione-disinstallazione delle mini-app disponibili, la personalizzazione e modifica delle watchface e il supporto completo alle notifiche di chiamate, messaggi e applicazioni; capite bene che non è una cosa di poco conto considerando che lei è grande sì e no come una noce (è la stessa cosa che mi sorprese quando indossai al polso Sense 2 perché l’idea dietro è la stessa).

Io ho provato tutto e mi sono sorpreso quando ho scoperto che ogni cosa è veramente smart, non solo in linea teorica: quello che intendo è che qualsiasi cosa è accessibile al volo dal suo display nonostante le dimensioni, funziona bene e dà sul serio quel valore aggiunto che è utile nelle attività quotidiane; per esempio, è sufficiente non più di qualche swipe per impostare una sveglia, per aprire Google Wallet e pagare, per avviare un timer, per visualizzare frequenza cardiaca e ore di sonno e per leggere una notifica dello smartphone, giusto per citare le operazioni che io eseguo maggiormente. È eccezionale Fitbit Charge 6 da questo punto di vista, ripeto, perché è tutto immediato, affidabile e semplice e queste sono tutte caratteristiche che io reputo fondamentali nei dispositivi da indossare al polso. A questo poi devo aggiungere che è un piacere, seppur possa sembrare strano per via delle dimensioni, visualizzare le notifiche e rispondere ai messaggi sul suo display: questo perché innanzitutto è un display con colori vividi, luminoso e molto definito, poi lei integra una modalità per ingrandire il testo tramite un doppio tocco e infine notifiche, messaggi e chiamate sono gestiti in modo davvero intelligente; mi spiego meglio: una volta aperta la notifica, ci si trova davanti, in modo ben visibile, mittente e contenuto e scorrendo è possibile eseguire diverse azioni per eliminare, rispondere tramite emoji, rispondere tramite testo predefinito e per aprire la notifica sullo smartphone.

Mancano tastiera e dettatura vocale, per ovvi motivi, ma a parte questo possiede una gestione delle notifiche esemplare e in più supporta qualsiasi tipo di applicazione, persino gli eventi di Google Calendar. E, infine, la vibrazione è forte e corposa, già al livello normale, per sveglie e notifiche belle intense, e la rotazione del polso per accendere il display è perfetta.

È pensata per di più per il benessere

Proprio come i fratelli e i modelli precedenti, anche lei è pensata principalmente per la salute fisica e mentale e per questo include diverse funzionalità volte a migliorare il benessere personale. Oltre al monitoraggio dei passi, delle calorie bruciate e della distanza percorsa, che, per carità, funziona bene e raccoglie i dati con estrema affidabilità, al suo interno troviamo delle cose che è difficile, se non impossibile, trovare nella concorrenza a parità di prezzo e queste la rendono una smartband ancora più di valore. Prima fra tutte è la possibilità di eseguire un vero e proprio elettrocardiogramma per analizzare la salute del cuore: sono sufficienti 30 secondi, due dita sugli elettrodi e il gioco è fatto; poi dall’applicazione si può visualizzare, scaricare e condividere il report in formato pdf.

A questa funzione sono strettamente legate le notifiche relative al battito cardiaco alto e basso, la misurazione del battito cardiaco a riposo, il monitoraggio di irregolarità cardiache e ovviamente la misurazione della frequenza cardiaca in tempo reale, 24 su 24; lei tiene sotto controllo il cuore in tutto e per tutto. Poi c’è il monitoraggio avanzato del sonno e non avanzato tanto per dire ma è sul serio avanzato perché registra un sacco di parametri: oltre alle varie fasi del sonno e a tutte le cose che questi dispositivi monitorano, Fitbit Charge 6 aggiunge la misurazione dell’ossigenazione nel sangue, della temperatura cutanea, della frequenza respiratoria e dello stress così da creare dei report sul sonno quanto più affidabili e completi possibile. E con tutti questi dati raccolti e con l’ausilio dell’applicazione, lei crea dei report sulla salute fisica e mentale di chi la indossa fornendo punteggi sul sonno e sulla gestione dello stress, un profilo del sonno, informazioni sul recupero mentale e fisico, sulla salute del cuore e in generale sulla nostra salute; la cosa bella di questi report è che non sono messi lì a caso ma sono accompagnati da grafici, numeri, storici e consigli su come migliorare gli aspetti e le abitudini che possono farci vivere meglio. Supporta anche il monitoraggio del ciclo mestruale, i promemoria sulla salute e sul benessere e le sessioni di mindfulness tramite l’applicazione EDA Scan utili per rilassarsi e tenere a bada lo stress.

Non si fa mancare proprio nulla da questo punto di vista e per di più tutto quello che fa lo fa in modo egregio e affidabile, come da tradizione di Fitbit; è un vero e proprio strumento per vivere meglio e tenere sott’occhio la nostra salute. Purtroppo lei, come tutti gli altri dispositivi di Fitbit, è completamente autonoma in quello che fa e non consente all’utente misurazioni manuali oltre a quelle legate a battiti cardiaci ed ECG: ciò significa, per esempio, che SpO2 e temperatura cutanea vengono misurati automaticamente solo di notte e che lo stress è misurato solo in determinate condizioni; a questo si aggiunge che delle funzionalità sono disponibili solo con un abbonamento a Fitbit Premium (ci sono 6 mesi gratis inclusi con l’acquisto) e che molti dei dati raccolti sono consultabili solo dall’applicazione o dopo aver eseguito una sincronizzazione con l’applicazione. Fitbit Charge 6 è assai dipendente dall’applicazione da questo punto di vista, seppur monitori tutto senza il suo aiuto.

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L’autonomia è top, come al solito

Non solo come al solito, anzi, perché Fitbit Charge 6 è stata una piacevole sorpresa perché riesce a fare meglio di tutti gli altri membri della famiglia. Premesso che l’autonomia è assai soggettiva e variabile in base a decine di fattori, dato che è soggetta al tipo di utilizzo personale, lei con un uso normale, quasi sempre al polso e con tutte le misurazioni attive, riesce a garantire un’autonomia di una decina di giorni; questo è il suo massimo, mentre con un uso intenso è capace di offrire un’autonomia di una settimana e con l’Always-on-Display abilitato arriva a non più di 3-4 giorni. L’autonomia quindi è una certezza per lei e seppur non sia la più elevata della sua categoria c’è da considerare che lei è una smartband avanzata, completa e con il monitoraggio della frequenza cardiaca in tempo reale e 24 su 24. Si ricarica in meno di due ore con la sua basetta magnetica dotati di pin e di un cavetto fastidiosamente corto.

Dove e perché comprarla

Potrei far presente che mancano le notifiche e le risposte avanzate, un altoparlante, un microfono, il Wi-Fi, il barometro, la bussola digitale e forse qualche altra cosa ma queste sono tutte cose da smartwatch e lei è una smartband, per di più compatta e leggera, e quindi svalutarla per questa cosa sarebbe un grosso errore. Lei è una smartband e va valutata come smartband e al massimo messa a confronto con le concorrenti, anche se di questo livello non ce ne sono in giro. Ed è proprio questo il punto del mio discorso: Fitbit Charge 6 è la smartband migliore in circolazione in questo momento, senza se e senza ma, perché è la più avanzata, la più completa, è costruita bene, può contare su un software di alto livello, è precisa e affidabile e poi è dannatamente piccola e leggera. Chi cerca una smartband premium, per vivere meglio e tuttofare non può che metterle gli occhi addosso, al contrario chi cerca altre cose è meglio che guardi altrove perché lei fa quello per cui è stata pensata. I suoi unici aspetti poco felici sono legati al doverla per forza collegare all’applicazione per visualizzare i dati sul sonno e di alcuni altri parametri e la richiesta di un abbonamento a Fitbit Premium per poterla sfruttare al massimo delle sue potenzialità (sono poche le funzionalità a pagamento, ci tengo a precisarlo). Fitbit Charge 6 è disponibile all’acquisto presso i negozi di elettronica e soprattutto su Amazon, sul Google Store e sul sito di Fitbit in bianco, nero e arancione al prezzo di 159,99 euro.

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