Nothing Ear (3a) sono i nuovi auricolari true wireless di fascia media del brand londinese, capaci di unire il solito design trasparente e riconoscibile a due funzioni davvero inedite nel settore: l’Audio Snapshot e la registrazione delle chiamate, il tutto mantenendo un prezzo di lancio di 99 euro, identico a quello delle Ear (a) di due generazioni fa.
Dopo averli utilizzati per qualche giorno, possiamo dire che Nothing ha fatto un salto qualitativo interessante non tanto sulla scheda tecnica pura, quanto sull’utilità reale nella vita di tutti i giorni. Vediamo insieme ogni singolo aspetto, con pregi e difetti, senza tralasciare nulla.
Indice:
- Nothing Ear (3a): la video recensione
- Design: maturità senza tradire l’identità
- Controlli touch e usabilità quotidiana
- Audio Snapshot: la funzione più originale (e più discutibile)
- Registrazione delle chiamate: comoda, ma delicata
- Qualità audio: driver più grande, suono più maturo
- Cancellazione del rumore: efficace e naturale
- Chiamate vocali e microfoni
- Autonomia e ricarica
- Connettività: Bluetooth 6.0 e resistenza IP54
- App Nothing X: personalizzazione completa
- Prezzo e considerazioni finali
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Nothing Ear (3a): la video recensione
Design: maturità senza tradire l’identità
Il primo elemento che salta all’occhio aprendo la scatola è quanto Nothing sia rimasta fedele alla propria estetica trasparente, ma con un livello di maturità superiore rispetto alle Ear (a) di prima generazione, uscite più di due anni fa. Non è un semplice restyling: la custodia si presenta più compatta, con linee più morbide e arrotondate, ispirata esplicitamente ai blister dei farmaci e alla pellicola termoretraibile usata per confezionare piccoli oggetti, un rimando concettuale che definirei quasi artistico e che richiama anche il movimento Finish Fetish e gli studi cromatici di Josef Albers.
Nell’uso quotidiano questa scelta si traduce in una custodia che entra più facilmente in tasca o in un marsupio, un dettaglio banale sulla carta ma che fa davvero la differenza quando gli auricolari diventano un oggetto che porti con te ogni giorno, tutto il giorno.
Un altro particolare che abbiamo apprezzato parecchio è la stabilità del coperchio, che non traballa più come succedeva con la generazione precedente: sembra un dettaglio minore, ma è proprio la cura di questi piccoli aspetti che fa percepire un salto di qualità costruttiva reale. A livello tecnico, la custodia ora integra anche una cerniera in acciaio inossidabile e una chiusura magnetica nascosta, che regala un’apertura più fluida e un feedback tattile più premium al tocco.

Gli auricolari in sé mantengono quella trasparenza ormai diventata una firma stilistica del brand, ma con una conformazione più curata nelle linee e più armoniosa nelle proporzioni, che dà immediatamente la sensazione di un prodotto pensato con più attenzione anche dal punto di vista ergonomico. Nell’uso pratico, questo si traduce in una vestibilità migliore all’interno del padiglione auricolare: personalmente li abbiamo indossati per sessioni prolungate, camminando, correndo e anche facendo movimenti bruschi, e non sono mai caduti, nemmeno con scossoni più intensi del normale.
Un merito va dato anche alla scelta di includere in confezione ben cinque taglie di gommini in silicone liquido (XS, S, M, L, oltre alla misura di base), un dettaglio che aiuta tantissimo l’indossabilità e permette di trovare la misura corretta anche a chi ha un padiglione auricolare più piccolo o più grande della media. È una cosa che spesso i produttori sottovalutano, e trovarla qui, su un prodotto da 99 euro, è sicuramente un punto a favore.
Sul fronte colori, Nothing introduce la nuova finitura Pink, che si affianca alle già note Black, White e Yellow. È una scelta che condividiamo: in una categoria di prodotto piena di auricolari praticamente identici tra loro, distinguersi con scelte cromatiche più audaci è un modo intelligente per costruire un’identità di marca senza inseguire solo l’effetto “wow” da vetrina.
Controlli touch e usabilità quotidiana
Il sistema di controllo si basa su un gesto a “pinch”, cioè un piccolo pizzicotto sullo stelo dell’auricolare, che di serie permette di avviare/pausare la riproduzione con un pinch singolo, saltare la traccia con un doppio pinch, tornare indietro con un triplo pinch e regolare il volume con un pinch prolungato. Tutti questi comandi sono personalizzabili tramite l’app Nothing X, quindi se non vi piace la mappatura predefinita potete cambiarla senza problemi.

Nell’uso reale il gesto risulta preciso e reattivo, decisamente meno soggetto a falsi tocchi accidentali rispetto ai controlli touch capacitivi che si trovano su tanti altri auricolari concorrenti, dove basta un urto con la sciarpa o il cappuccio per skippare una canzone senza volerlo. Qui il fatto di dover effettivamente “pizzicare” il gambo riduce parecchio questo tipo di fastidio, ed è una delle piccole cose che, usate tutti i giorni, fanno davvero la differenza nella qualità percepita del prodotto.
Audio Snapshot: la funzione più originale (e più discutibile)
Arriviamo al cuore della novità di questi Ear (3a), quella funzione che merita davvero attenzione: l’Audio Snapshot. L’idea di base è semplice quanto geniale: quante volte, con le cuffie indossate, avete sentito una frase importante e l’avete persa un secondo dopo perché non avevate modo di “tornare indietro”? Con gli Ear (3a) potete bloccare quel momento al volo, quasi trasformando gli auricolari in una piccola memoria esterna dei momenti audio.
Tecnicamente, questa funzione si basa su 32 MB di memoria flash integrata direttamente negli auricolari. Premendo simultaneamente entrambi gli auricolari (pinch su entrambi i buds), si attiva la registrazione, che salva sia alcuni secondi precedenti al gesto sia quelli successivi, creando di fatto un’istantanea audio del momento, che può essere un frammento di una lezione online, un podcast, un vocale ricevuto da un amico o un passaggio musicale che non si vuole assolutamente perdere.








Nella pratica abbiamo trovato questa funzione sorprendentemente utile in contesti che non mi aspettavo: durante una call per salvare al volo un concetto spiegato velocemente, durante un podcast per fermare una citazione interessante senza dover prendere il telefono e tornare indietro manualmente. Il gesto è rapido, intuitivo, e non richiede di interrompere quello che si stava facendo. Dall’app Nothing X è poi possibile impostare la finestra di registrazione, scegliendo da 30 secondi prima fino a 60 secondi dopo l’attivazione del gesto, con una durata massima complessiva di circa 2 ore di memoria disponibile.
Una volta salvato, il contenuto si sincronizza automaticamente con l’app Nothing X, dove può essere riascoltato, trascritto e condiviso, anche sotto forma di “quote card” condivisibili sui social, un’aggiunta carina per chi crea contenuti o vuole semplicemente salvare una frase memorabile in formato immagine. Qui entra in gioco anche la Pro Transcription, offerta gratuitamente per tre mesi con 120 minuti di utilizzo mensile, che garantisce trascrizioni più rapide e accurate.

Detto questo, ed è qui che veniamo alla parte critica, la funzione Audio Snapshot porta con sé anche dei limiti evidenti che vanno sottolineati. Primo: è pensata esclusivamente per un uso personale e non commerciale, quindi chiunque pensasse di usarla per catturare contenuti protetti da copyright o per scopi professionali deve sapere che Nothing stessa specifica che l’utilizzo deve rispettare le normative applicabili e i diritti di terze parti. Secondo: la memoria di 2 ore massime, per quanto sufficiente per l’uso quotidiano occasionale, resta comunque limitata se si pensa a un utilizzo più intensivo, ad esempio per chi segue molte lezioni consecutive nella stessa giornata.
Registrazione delle chiamate: comoda, ma delicata
L’altra grande novità, sempre presentata come esclusiva rispetto alla concorrenza, è la registrazione delle chiamate direttamente dagli auricolari, senza dover tirare fuori lo smartphone. Con lo stesso gesto rapido di pinch su entrambi gli auricolari si avvia la registrazione, che può arrivare fino a circa due ore consecutive, terminando automaticamente alla fine della chiamata oppure con un nuovo pinch per interromperla manualmente.
Nell’uso pratico questa funzione si rivela particolarmente comoda per chi, come molti professionisti oggi, vive di call e riunioni continue: poter registrare senza interrompere il flusso della conversazione, senza dover armeggiare con il telefono o aprire app terze, è un vantaggio concreto e immediatamente percepibile. Anche qui, tutto viene sincronizzato automaticamente nell’app Nothing X, dove è possibile riascoltare, modificare, velocizzare la riproduzione e generare trascrizioni, con la possibilità aggiuntiva di creare riassunti delle chiamate, identificare i diversi interlocutori e, a partire da agosto, ricevere promemoria direttamente sul calendario.
Sul fronte privacy, va detto che Nothing ha gestito la questione con una certa attenzione: durante la registrazione viene riprodotta una notifica audio che avvisa tutti i partecipanti alla chiamata che la registrazione è attiva, un dettaglio che consideriamo corretto e trasparente, perché evita registrazioni nascoste all’insaputa degli interlocutori.
Qualità audio: driver più grande, suono più maturo
Passando alla parte più “classica” della recensione, gli Ear (3a) montano un nuovo driver dinamico da 12 mm, più grande degli 11 mm della generazione Ear (a) precedente, capace di spostare più aria e generare bassi fino a 5 dB più potenti. Il diaframma utilizza un materiale PMI ultraleggero, ispirato ai materiali dell’industria aerospaziale, che secondo Nothing garantisce alte frequenze più nitide e ricche di dettaglio.
All’ascolto reale, questa descrizione tecnica si traduce effettivamente in un suono più pieno e bilanciato rispetto a quanto ci si aspetterebbe da un prodotto di questa fascia di prezzo: i bassi hanno corpo senza risultare eccessivamente invasivi, le voci restano centrate e naturali, e le frequenze alte non risultano mai fastidiose anche durante ascolti prolungati. Il supporto certificato Hi-Res Audio Wireless con codec LDAC fino a 24-bit/96 kHz permette di preservare più dettaglio rispetto alla compressione classica del Bluetooth, un valore aggiunto per chi ascolta musica in streaming da piattaforme che offrono qualità superiore.

Pur non essendo cuffie top di gamma, l’obiettivo dichiarato e raggiunto da Nothing è quello di offrire un prodotto che regga bene anche con un ascolto più attento e non solo “carino” per un uso distratto in background, ed è un aspetto che consideriamo fondamentale in questa fascia di prezzo. A completare l’esperienza sonora c’è la funzione Static Spatial Audio, che amplia la scena sonora tradizionale stereo rendendola più ampia e immersiva, particolarmente indicata per film, concerti dal vivo e contenuti video in generale.
Sul fronte personalizzazione, l’app Nothing X offre un equalizzatore Simple EQ con preset (bilanciato, più bassi, più alti, boosted vocals), oltre a un equalizzatore avanzato a 8 bande per chi vuole creare un profilo sonoro personalizzato da zero. C’è anche una EQ Library dove è possibile scaricare profili audio creati dalla community Nothing e da artisti collaboratori, una feature che aggiunge un tocco sociale interessante e che pochi altri brand offrono con questa cura.
Cancellazione del rumore: efficace e naturale
Sul fronte ANC, gli Ear (3a) offrono una cancellazione del rumore Wideband fino a 45 dB, un miglioramento reso possibile da una maggiore densità della rete acustica e da un algoritmo perfezionato, che consente una riduzione più efficace su una gamma di frequenze più ampia, in particolare tra 400 Hz e 2000 Hz, dove si concentra gran parte del rumore ambientale quotidiano. Nel complesso, Nothing dichiara un miglioramento della copertura di cancellazione del rumore del 17,1% rispetto alla generazione precedente.

Nell’uso quotidiano questa non è solo una questione di numeri sulla carta: l‘isolamento risulta effettivamente più naturale e meno aggressivo rispetto ad altri brand concorrenti, e questo si traduce in un maggiore comfort reale durante ascolti prolungati, anche di più ore consecutive, senza quella sensazione di pressione fastidiosa alle orecchie che a volte si percepisce con ANC troppo aggressivi. Sono disponibili tre modalità di cancellazione del rumore regolabili in base al contesto, oltre alla Transparency Mode, che lascia filtrare i suoni esterni in modo naturale quando serve rimanere consapevoli di ciò che accade intorno, ad esempio in strada o durante una conversazione veloce senza dover togliere gli auricolari.
Chiamate vocali e microfoni
Sul fronte chiamate vocali “normali” (non registrate), Ear (3a) integrano tre microfoni MEMS per ciascun auricolare, supportati da un sistema di riduzione del rumore basato sull’intelligenza artificiale, addestrato su 28 milioni di scenari differenti, chiamato Clear Voice Technology. Questo permette di isolare la voce dell’utente tagliando rumori di fondo come traffico, vento o rumori da cantiere, garantendo chiamate nitide anche in ambienti affollati, sui mezzi pubblici o in condizioni di vento. Consideriamo questo un requisito quasi obbligatorio per un prodotto moderno: oggi un paio di auricolari non deve solo suonare bene in ascolto, ma deve anche far sentire bene chi ci parla al telefono.
Autonomia e ricarica
Sul fronte batteria, Nothing dichiara fino a 42 ore complessive di autonomia utilizzando la custodia di ricarica, con fino a 10 ore di ascolto continuativo con una singola carica ad ANC disattivato, grazie a batterie da 55 mAh per ciascun auricolare. Con la cancellazione del rumore attiva, l’autonomia scende, come prevedibile, mantenendosi comunque su valori solidi grazie alla combinazione con la custodia. Personalmente, nell’uso quotidiano, abbiamo superato le 40 ore complessive senza particolari accortezze, un dato molto vicino a quello dichiarato ufficialmente e che considero un ottimo segnale di onestà nella comunicazione delle specifiche da parte di Nothing.

Sul fronte ricarica rapida, bastano 5 minuti di carica per ottenere circa un’ora di riproduzione aggiuntiva, un dato utile per chi ha poco tempo e deve uscire di corsa. La ricarica completa richiede circa 70 minuti tramite porta USB-C.
Connettività: Bluetooth 6.0 e resistenza IP54
Sul fronte connettività, gli Ear (3a) si comportano davvero bene: oltre al Bluetooth 6.0, che garantisce una connessione più stabile anche in spazi wireless affollati come aeroporti o festival, con meno lag durante gaming o streaming, offrono anche la connessione dual-device, utile per passare rapidamente tra smartphone, PC e tablet senza dover ripetere l’accoppiamento ogni volta.
La resistenza IP54 contro polvere e schizzi d’acqua completa un quadro di prodotto pronto per un uso trasversale nella vita di tutti i giorni. Nothing dichiara anche di aver sottoposto il prodotto a oltre cinquanta test di affidabilità, tra cui l’apertura e chiusura della custodia per 20.000 volte e l’esposizione a temperature fino a 75°C per 96 ore consecutive, un livello di stress test che dà una certa fiducia sulla durabilità nel lungo periodo.
App Nothing X: personalizzazione completa
Un altro punto di forza degli Ear (3a) è l’app Nothing X, che non si limita alle funzioni base ma permette davvero di personalizzare l’esperienza: gestione dell’equalizzazione, controllo dei gesti touch, attivazione delle modalità audio, gestione dei profili condivisibili dalla community, oltre a funzioni come il tracciamento dell’ultima posizione conosciuta tramite Find My Earbuds e gli aggiornamenti firmware.
































Per chi possiede uno smartphone Nothing, l’integrazione si estende ulteriormente con accesso rapido a ChatGPT tramite comando vocale e a Essential News, per ricevere aggiornamenti personalizzati in modalità hands-free direttamente nelle orecchie.
Prezzo e considerazioni finali
Il vero colpo da maestro di Nothing con questi Ear (3a) è però il prezzo: 99 euro, praticamente la stessa cifra delle Ear (a) di due anni fa, in un mercato che nel frattempo ha visto aumentare parecchio i listini medi. Questo significa che Nothing non ha semplicemente alzato l’asticella delle funzioni per giustificare un prezzo più alto, ma è riuscita a tenere fermo il costo aggiungendo comunque qualcosa di realmente nuovo e utile, una scelta che in un momento in cui tutto sembra costare di più senza offrire molto di più merita sicuramente attenzione.

In conclusione, i nuovi Ear (3a) convincono davvero tanto, non solo per il design o la scheda tecnica in sé, quanto perché provano a dare agli auricolari un ruolo più concreto nella vita quotidiana, spostando il baricentro da “ascolto e basta” ad “ascolto, salvo, registro, recupero, organizzo”. Nothing ha costruito un prodotto con un’identità precisa di cosa dovrebbero essere degli auricolari oggi, senza far lievitare il prezzo, e questo vale davvero parecchio nel mercato attuale.
Pro:
- Audio Snapshot geniale per non perdere momenti audio
- ANC fino a 45 dB, efficace e naturale
- Prezzo di 99€ invariato rispetto alla generazione precedente
- Design maturo con 5 taglie di gommini incluse
- Autonomia solida, vicina alle 40 ore reali
Contro:
- Registrazione chiamate non disponibile in tutti i mercati
- Memoria Audio Snapshot limitata a 2 ore massime
- Audio Snapshot solo per uso personale, non commerciale
- Serve ricordarsi di attivare lo snapshot al momento giusto
- Bluetooth 6.0 e IP54 nella media, nulla di eccezionale
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