Samsung Galaxy Watch 9 è uno smartwatch che punta più sull’evoluzione che sulla rivoluzione. A guardarlo velocemente sembra quasi identico al Watch 8 e difatti non è cambiato molto dal punto di vista estetico. Le novità più interessanti sono nascoste all’interno, dove arrivano un nuovo processore, una batteria più capiente e una piattaforma software ancora più completa, soprattutto per tutto ciò che riguarda salute, sonno e attività fisica.
Il risultato è un prodotto che conferma quanto i Galaxy Watch siano ormai tra gli smartwatch Android più completi in assoluto, perché riescono a mettere insieme un’esperienza realmente “smart”, fatta di applicazioni, notifiche, pagamenti e servizi Google, con un monitoraggio della salute sempre più approfondito.
Indice:
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Design e display
Samsung Galaxy Watch 9 viene proposto nelle versioni da 40 e 44 mm, rispettivamente con un peso di 31,5 e 34 grammi, mentre lo spessore è di 8,6 mm per entrambe. La cassa è realizzata in alluminio, la parte frontale è protetta da vetro zaffiro e non mancano le certificazioni 5 ATM e IP68. Il design è rimasto praticamente invariato rispetto al Watch8 e continua a essere caratterizzato dal display leggermente rialzato rispetto al corpo dell’orologio. È una soluzione che nelle prime ore può sembrare un po’ particolare, ma che finisce per dare al prodotto una personalità propria, cosa non così scontata in un mercato dove molti smartwatch stanno iniziando ad assomigliarsi parecchio.










Nella parte inferiore troviamo invece il gruppo di sensori e una superficie in plastica, scelta che sulla carta potrebbe sembrare meno pregiata ma che nell’uso ha perfettamente senso: è una zona continuamente a contatto con la pelle, deve essere resistente e soprattutto leggera. Ed è proprio la comodità uno dei punti di forza di Galaxy Watch 9. Samsung ha lavorato anche sul sistema di anse e sui cinturini per migliorare l’aderenza al polso, con un risultato convincente anche durante giornate molto calde. Il display, invece, è un Super AMOLED da 1,34 pollici sul 40 mm e da 1,47 pollici sul 44 mm, con luminosità di picco di 3.000 nit e Always On Display. La qualità è elevatissima, con neri perfetti, colori brillanti e soprattutto una leggibilità all’aperto che non crea problemi praticamente mai.

Prestazioni e software
La novità hardware più importante è il nuovo Snapdragon Wear Elite, affiancato da 2 GB di RAM e 32 GB di memoria interna. Specifiche che su uno smartwatch possono sembrare quasi eccessive, ma che nell’utilizzo quotidiano si traducono in un’interfaccia sempre fluida, animazioni piacevoli e tempi di attesa praticamente inesistenti nell’apertura delle applicazioni. Galaxy Watch 9 non ha bisogno di “prestazioni da urlo”, ma il fatto che tutto risponde immediatamente rende l’esperienza decisamente più piacevole.
One UI 9 Watch è basata su Wear OS 7 e rimane uno dei motivi principali per scegliere un Galaxy Watch rispetto a tanti concorrenti più orientati al fitness. Qui si possono installare applicazioni dal Play Store, usare WhatsApp, Google Maps, Wallet e tanti altri servizi, rispondere alle notifiche direttamente dal polso e personalizzare le varie schede con meteo, appuntamenti, salute e allenamenti. Completano il quadro Bluetooth 6.0, Wi-Fi dual band, NFC, GPS dual band e, nelle versioni dedicate, anche LTE tramite eSIM.

Samsung Health, sonno e attività fisica
Se la parte smart è uno dei punti di forza, Samsung Health è probabilmente l’elemento che dà più senso a Galaxy Watch9 nel lungo periodo. L’orologio può monitorare frequenza cardiaca, variabilità della frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, ossigeno nel sangue e temperatura cutanea durante il sonno, mettendo poi insieme questi dati per creare indicatori più semplici da leggere.
È soprattutto durante la notte che Galaxy Watch 9 riesce però a dare il meglio. Il monitoraggio del sonno prende in considerazione sonno profondo, fase REM, frequenza cardiaca, ossigenazione, temperatura cutanea e diversi altri parametri, costruendo un quadro generale molto completo. La parte più riuscita non è tanto la quantità di numeri mostrati, quanto il modo in cui Samsung Health prova a interpretarli e a renderli comprensibili anche a chi non ha voglia di analizzare ogni singola metrica.
Anche sul fronte sportivo il livello è ormai più che buono: non è uno sportwatch pensato per atleti evoluti, ma GPS dual band, integrazione con Strava e le varie funzioni dedicate alla corsa lo rendono assolutamente credibile per chi si allena con una certa regolarità e vuole un unico dispositivo capace di fare bene sia la parte fitness sia quella smart.

Autonomia e ricarica
La batteria è cresciuta rispetto alla generazione precedente, ma Galaxy Watch 9 rimane uno smartwatch molto potente e soprattutto molto completo. Con Always On Display attivo, monitoraggio delle attività e un utilizzo abbastanza intenso si arriva sostanzialmente a una giornata piena; riducendo qualche funzione e utilizzandolo in maniera più tranquilla ci si può avvicinare anche ai due giorni. È un’autonomia inferiore rispetto a quella offerta da molti smartwatch con sistemi proprietari, ma bisogna anche tenere conto di ciò che offre Wear OS: applicazioni installabili, interfaccia fluida, GPS, notifiche complete, servizi Google e assistenti vocali hanno inevitabilmente un impatto sui consumi.
Il vero limite, almeno nell’utilizzo quotidiano, è più che altro la ricarica un po’ troppo lenta. Uno smartwatch che va caricato con questa frequenza dovrebbe permettere di recuperare molta energia in pochi minuti, magari mentre si fa una doccia o ci si prepara la mattina, ma con Galaxy Watch 9 non sempre è così. Durante le giornate di utilizzo ho visto che partendo dal 67%, l’orologio indicava inizialmente circa 39 minuti per raggiungere il 100%; nella pratica ne sono serviti un po’ meno e con i caricabatterie Samsung la situazione migliora, ma bisogna comunque organizzarsi. E siccome il monitoraggio del sonno è una delle funzioni migliori, lasciare l’orologio sul caricatore durante la notte significa rinunciare a una parte importante dell’esperienza.

Prezzo e conclusioni
Samsung Galaxy Watch 9 parte da 409 euro per la versione Bluetooth da 40 mm, mentre il modello da 44 mm costa 439 euro. Sono disponibili anche le varianti LTE, rispettivamente a 459 e 489 euro, pensate soprattutto per chi vuole uscire senza smartphone, magari durante gli allenamenti, continuando comunque a essere raggiungibile. Considerando però l’autonomia, la connettività cellulare ha senso soprattutto se si ha realmente intenzione di sfruttarla, mentre per la maggior parte degli utenti la versione Bluetooth rimane la più equilibrata.
In definitiva, Galaxy Watch 9 non rivoluziona quindi il concetto già proposto con il precedente Watch 8, ma prende una base già molto valida e la rende ancora più completa. È leggero, comodo, ha un ottimo display e un hardware che permette a Wear OS 7 di girare in maniera impeccabile; soprattutto, Samsung Health è ormai un ecosistema molto maturo, capace di mettere insieme salute, sonno e attività fisica in maniera convincente. Rimane il limite della ricarica, più che dell’autonomia in senso stretto, perché con tempi più rapidi sarebbe molto più semplice convivere con la necessità di collegarlo quasi ogni giorno. Accettato questo compromesso, resta comunque uno degli smartwatch Android più riusciti sul mercato.
Nel momento della pubblicazione di questa recensione, i nuovi Galaxy Watch 9 sono in sconto di circa 50€.
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