YOYO è il nome del robotaxi di Xpeng. Lunedì 12 ottobre 2026 la casa cinese ha aperto le registrazioni online al servizio, ma l’accesso non è libero: per iscriversi serve un codice d’invito distribuito dall’azienda.
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Inviti e corse di prova a Guangzhou
I dipendenti di Xpeng hanno portato a termine oltre 2.200 corse di prova, e su questa base il gruppo di utenti beta si sta allargando. Le prove in modalità senza conducente restano per ora limitate ad alcuni percorsi di Guangzhou, indicata come città modello per la futura estensione commerciale. L’ingresso di passeggeri esterni accanto ai collaudi interni segna un cambio di passo, anche se il rilascio resta sotto controllo. A Guangzhou il via libera riguarda strade di classe I, II e III, percorribili senza che a bordo ci sia un addetto alla sicurezza: è questo elemento a separare la fase attuale da una semplice sperimentazione assistita.
Come YOYO legge la strada, senza LiDAR
A bordo non ci sono LiDAR, i radar laser che misurano le distanze punto per punto, né mappe ad alta definizione registrate in anticipo. YOYO si affida alle telecamere e a un modello di percezione visiva di seconda generazione, il VLA 2.0, che tiene insieme visione, linguaggio e azione; radar e sensori a ultrasuoni fanno da ridondanza di sicurezza. Il sistema poggia su un’architettura a sei livelli di ridondanza, con una piattaforma cloud di presa in carico remota pronta a intervenire se la rete di visione a bordo si trova in difficoltà.
L’elaborazione è affidata a quattro chip proprietari Xpeng Turing, per una potenza di calcolo dichiarata di 3.000 TOPS, le operazioni al secondo che il sistema processa per interpretare immagini e decisioni di guida in tempo reale. Rispetto al GX destinato alla strada, il robotaxi ne monta uno in più. L’impostazione resta centrata sulla visione, sulla scia di quanto Tesla ha reso popolare con i propri veicoli e con il servizio Robotaxi, che comprende il Cybercab. Qui, però, la formula è applicata a un’auto pensata fin dall’origine per viaggiare senza conducente.
Il nome, l’abitacolo e il modello di business
In cinese il servizio si chiama Xiaopeng Youyou, espressione che si avvicina a “viaggio sereno” e che vuole evocare uno spostamento tranquillo e senza pensieri. La sigla YOYO è stata preferita per la versione internazionale perché si pronuncia con facilità in qualsiasi lingua, garantendo un’identità unica sui diversi mercati.
L’auto, derivata dal SUV GX, punta sul comfort. Ci sono poltrone massaggianti a gravità zero, uno schermo ampio per l’intrattenimento, un diffusore di profumo che si attiva dall’app e la possibilità di impostare la temperatura prima di salire. Xpeng ha portato a compimento l’intero ciclo del servizio, dalla prenotazione attraverso un mini-programma alle manovre con cui il mezzo preleva e rilascia il passeggero in modo automatico. Sono previste configurazioni da cinque, sei e sette posti.
La società presenta YOYO come il primo robotaxi cinese progettato interamente al proprio interno e già maturo per la produzione in serie. La tabella di marcia indica per il 2026 la validazione operativa a Guangzhou, con test interni classificati come dimostrazione di livello L4; per il 2027 un robotaxi di nuova generazione; dopo quella data, l’estensione globale su vasta scala.
Sul piano industriale Xpeng ha scelto un approccio asset-light: disegna i veicoli, concede in licenza il software di guida autonoma e si appoggia a piattaforme affermate come Amap e a operatori regionali del taxi, invece di spendere miliardi per gestire in proprio una flotta. I ricavi arriveranno dalla vendita dei mezzi, dai servizi tecnologici e da una quota dei proventi operativi, mentre la gestione delle flotte locali resterà in mano ai partner. He Xiaopeng, amministratore delegato dell’azienda, ha detto che a Guangzhou il singolo veicolo potrebbe raggiungere il pareggio già nel secondo semestre del 2027, precisando che l’obiettivo riguarda l’economia del mezzo e non la redditività dell’intero business: a pesare sarà soprattutto la densità dei veicoli nell’area di servizio.
Il numero uno di Xpeng ha anche indicato la direzione di lungo periodo:
“Xpeng si posizionerà come fornitore di tecnologia e abilitatore di ecosistemi”
Si tratta di una prospettiva dichiarata, non della fotografia di un servizio già attivo fuori dalla Cina: l’azienda parla per il 2026 di operazioni pilota e dimostrazioni di piccola o media scala, non di un’apertura internazionale.
Il vicepresidente Brian Gu ha confermato a margine di una conferenza a Singapore che i primi test fuori dal Paese partiranno nel 2027 in città selezionate, senza però indicare quali mercati. Nel frattempo si discute di partnership per YOYO in Europa, Medio Oriente e Sud-Est asiatico, mentre per il 2027 è previsto un modello sviluppato appositamente per le operazioni da robotaxi, che affiancherà il GX.
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