Alfa Romeo ha svelato al Salone di Parigi la Cuorerosso, un concept che non anticipa un modello di serie ma indica la direzione del design e dell’elettrificazione per il marchio. La vettura è esposta al Paris Expo Porte de Versailles, dove la rassegna francese resta aperta dal 12 al 18 ottobre.

Alfa Romeo Cuorerosso

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Una coupé scolpita secondo la bellezza necessaria

La Cuorerosso è una coupé 2+2 che somma l’eleganza di una granturismo alla presenza scenica di una supercar. Misura 4.700 mm di lunghezza, 1.980 di larghezza e appena 1.331 di altezza, con un passo di 2.930 mm e un peso dichiarato di 1.750 kg. La linea bassa e le superfici scolpite non rispondono soltanto all’estetica, perché dialogano con la Coda Tronca posteriore e con il diffusore integrato nella carrozzeria, portando il coefficiente aerodinamico a 0,28.

Alfa Romeo Cuorerosso

Dietro la forma c’è una filosofia precisa, che Alfa Romeo chiama Bellezza Necessaria (Necessary Beauty): eliminare il superfluo per lasciare spazio a estetica, funzionalità, tecnologia e qualità. Il Centro Stile ha lavorato direttamente in tridimensionale, trattando la vettura come un unico blocco da scolpire, all’inizio senza ruote, vetri né dettagli. Prima sono arrivati il tema, le proporzioni e i volumi, poi tutto il resto, in un percorso che il marchio lega alla tradizione scultorea italiana.

Il risultato è una silhouette da sportiva a due porte che in realtà ne nasconde quattro, con quelle posteriori ad apertura inversa. I parafanghi sono svasati e ospitano cerchi dorati, gli sbalzi sono corti e il tetto scende con andamento da coupé. La carrozzeria introduce una tinta inedita, il Liquid Ink Red.

Alfa Romeo Cuorerosso

Lo Scudetto illuminato e l’abitacolo ispirato alla 33 Stradale

Il frontale riprende il Trilobo con lo Scudetto al centro, affiancato da fari che danno alla vettura uno sguardo deciso. La calandra contiene piccoli elementi triangolari retroilluminati che citano la croce storica e il Biscione, e lo stesso disegno luminoso accoglie il conducente quando si avvicina all’auto con una sequenza di benvenuto. Il cofano scolpito si ispira alla scia di una barca sull’acqua, mentre al posteriore il lunotto ha la forma dello Scudetto e due fari circolari si inseriscono nella coda tronca.

Alfa Romeo Cuorerosso

I vetri sono a filo, i loghi integrati nella carrozzeria e le maniglie sostituite da comandi a sfioramento posizionati sul tetto. Gli specchietti portano elementi decorativi ispirati al tricolore, mentre i cerchi forgiati reinterpretano lo storico disegno a telefono, con sei elementi circolari distribuiti su tre razze e aperture triangolari che richiamano lo Scudetto. Compare anche il Quadrifoglio, a sottolineare l’identità sportiva del concept.

Alfa Romeo Cuorerosso

Dentro, l’abitacolo punta tutto su chi guida: comandi minimali, forme avvolgenti e quattro sedili singoli in configurazione 2+2. Il tunnel centrale è prolungato e i pannelli delle portiere sono scolpiti, per una sensazione da cockpit. La plancia riprende l’architettura della 33 Stradale del 1967 e della sua erede moderna: sottile, orizzontale, si estende fino alle portiere e alleggerisce visivamente l’insieme.

Alfa Romeo Cuorerosso

Alfa Romeo ha progettato l’interfaccia perché mostri le informazioni solo quando servono, riducendo le distrazioni, piuttosto che riempire l’interno di schermi sempre accesi. Il pezzo più curioso è il Cannocchiale Vivente, una rivisitazione del quadro strumenti tradizionale che grazie a movimenti meccanici passa da due configurazioni: la modalità Immersivo mantiene due elementi distinti, mentre in Concentrato i due si fondono in uno solo, come nelle auto da corsa di una volta. Man mano che il coinvolgimento di guida sale, il sistema riduce i dati mostrati.

Alfa Romeo Cuorerosso

I materiali mescolano tradizione e innovazione: pelle rigenerata, rivestimenti Poltrona Frau e tessuti tecnici nati dalla collaborazione con Luna Rossa. Sul lato passeggero della plancia è integrata una borsa removibile, che si può estrarre e portare con sé. La tecnologia del Cannocchiale potrebbe poi confluire nello sviluppo futuro della piattaforma digitale STLA SmartCockpit di Stellantis.

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Tre modalità di guida e una strategia multi-energia

Alla guida si può scegliere tra tre esperienze, Cruise, Sport e Quadrifoglio, pensate per cambiare il rapporto tra conducente e vettura. Lo sterzo è steer-by-wire a controllo elettronico, una soluzione che apre scenari nuovi per la risposta e per il disegno degli interni, ma il concept conserva un legame fisico forte con il volante a tre razze e con i comandi tattili. Alfa Romeo chiama questo approccio Con-tatto Volante: risposte aptiche e acustiche rendono gli scambi più diretti anche quando l’elettronica fa più lavoro. Sul tunnel trova posto il Magma Display, un’interfaccia centrale che unisce una superficie digitale a sfioramento, una ghiera rotante, il selettore delle modalità e alcuni toggle switch. L’assetto è ad aria, mentre l’impianto frenante è un Brembo carboceramico con pinze dedicate Alfa Romeo. Prestazioni, velocità massima, capacità della batteria e autonomia non sono state indicate.

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L’elettrificazione è il tema centrale del concept, ma non l’unico: il marchio guarda a una strategia multi-energia, capace di ospitare powertrain completamente elettrici, plug-in hybrid, mild hybrid e full hybrid. Architetture flessibili potrebbero sostenere modelli fino a 4,7 metri di lunghezza, anche in versione Quadrifoglio. Una delle configurazioni illustrate accosta un V6 da 2,9 litri alla tecnologia full hybrid, alla trazione integrale Q4, a un convertitore di coppia e a un albero di trasmissione in fibra di carbonio: resta un esercizio concettuale, non la conferma di un modello né di una specifica definitiva.

Sotto la carrozzeria c’è un’evoluzione della piattaforma Giorgio, con una variante aggiornata del V6 2,9 biturbo che si è elettrificata per dimostrare che anche in un futuro a emissioni ridotte ci sarà spazio per il suo sound. I dettagli della Cuorerosso plasmeranno le nuove Alfa Romeo a partire dal 2028-29.

Alla presentazione della vettura, Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo e Maserati, ha spiegato così l’idea alla base del progetto:

Alfa Romeo ha sempre creato auto capaci non solo di muovere le persone, ma di suscitare qualcosa in loro