C’è un gesto che ripetiamo ogni giorno, spesso in automatico, senza pensarci troppo: lavarci i denti. Eppure, a guardare i numeri, lo facciamo quasi sempre male. Secondo i dati citati da Dyson, nove persone su dieci non usano il filo interdentale con la regolarità che dovrebbero, e in media dedichiamo appena 45 secondi allo spazzolamento contro i due minuti raccomandati dai dentisti. Il risultato è che le zone tra un dente e l’altro, quelle più difficili da raggiungere, restano spesso trascurate: è lì che la placca si forma indisturbata, si indurisce in tartaro e apre la strada ad alitosi, gengive irritate e carie.
Non è un dettaglio da poco. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel suo Global Oral Health Status Report 2025, stima che circa 3,7 miliardi di persone nel mondo convivano con qualche problema legato al cavo orale. E la letteratura scientifica più recente sta rafforzando il collegamento tra una scarsa igiene dentale e patologie ben più serie, dalle malattie cardiovascolari fino all’Alzheimer. Partendo da questo scenario, Dyson ha deciso di ripensare da zero l’intera routine di pulizia orale, presentando a Parigi il suo primo sistema dentale: CameraJet.

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La videocamera che insegue gli spazi tra i denti
L’elemento che rende CameraJet un oggetto fuori dagli schemi è la microcamera integrata nella testina, da 100.000 pixel con lente macro, abbinata a un algoritmo proprietario chiamato Gap Optical Targeting. In pratica, mentre spazzoli, il dispositivo analizza 28 fotogrammi al secondo per individuare, seguire e persino anticipare la posizione degli spazi interdentali. Nel momento in cui la fotocamera rileva un varco tra due denti, bastano appena 100 millisecondi perché lo spazzolino attivi automaticamente un getto conico di collutorio proprio in quel punto, integrando così la pulizia interdentale al normale gesto dello spazzolamento.

Dietro questa apparente semplicità c’è un lavoro ingegneristico tutt’altro che banale: secondo Dyson, il sistema si basa su 16 milioni di righe di codice e un modello di machine learning addestrato su 470.000 immagini di denti raccolte durante lo sviluppo. Il progetto, durato sei anni, ha coinvolto 661 ingegneri e ha portato al deposito di 38 brevetti, oltre a una collaborazione di cinque anni con la Facoltà di Odontoiatria della National University of Singapore per creare una sostanza sintetica capace di imitare fedelmente la placca reale nei test di laboratorio.
Un getto pensato per non far male alle gengive
Chi ha già provato un idropulsore tradizionale conosce il problema del getto “ad ago”: un flusso d’acqua sottile e puntiforme che, nei test Dyson sulla placca simulata, riusciva sì a perforarla ma non a rimuoverla del tutto per via della sua adesività. Gli ingegneri Dyson hanno quindi optato per un getto conico, più ampio, capace di coprire una superficie maggiore e staccare la placca in un solo passaggio, mantenendo però una pressione ridotta per non irritare gengive e smalto.

A completare l’esperienza c’è un serbatoio compatto da 12,5 millilitri, calibrato per erogare la quantità di collutorio necessaria a pulire gli spazi interdentali senza inondare la bocca. La particolarità è che questo serbatoio è “anti-gravità”: grazie a una pompa a membrana e a una camera a pressione, il liquido viene erogato in modo costante indipendentemente dall’inclinazione dello spazzolino, un dettaglio utile soprattutto quando si puliscono i denti posteriori tenendo il manico quasi orizzontale.
Testina doppia e movimento sonico anti-blocco
La testina di CameraJet non è piatta, ma segue una topografia studiata per adattarsi meglio alla superficie irregolare dei denti. Utilizza due tipologie di setole: quelle interne, leggermente più rigide, pensate per rimuovere le macchie superficiali, e quelle esterne, più morbide, dedicate alla pulizia delicata lungo la linea gengivale. Ogni testina integra inoltre un tag RFID che tiene traccia del numero di lavaggi effettuati e avvisa l’utente quando è il momento di sostituirla; è disponibile anche una variante specifica per denti sensibili.


Un altro nodo tecnico che Dyson dichiara di aver risolto riguarda il classico “blocco” delle setole degli spazzolini sonici, che tendono a incastrarsi contro il dente nei punti più difficili da raggiungere invece di continuare a muoversi. La soluzione è un’oscillazione sonica variabile che cambia costantemente angolo durante lo spazzolamento. Secondo i test indipendenti citati dall’azienda, questa tecnologia rimuoverebbe fino al 69% di placca in più nelle zone più ostili rispetto ai principali spazzolini elettrici premium concorrenti.
Dentifricio e collutorio su misura, senza schiuma
Perché la videocamera possa “vedere” con chiarezza mentre si spazzola, Dyson ha dovuto affrontare un problema apparentemente secondario ma decisivo: la schiuma. Per questo l’azienda ha sviluppato un dentifricio proprietario privo di SLS, l’agente schiumogeno più comune, in modo da non ostacolare la visuale della fotocamera durante il rilevamento degli spazi interdentali. Lo stesso principio vale per il collutorio dedicato, a basso potere schiumogeno e formulato apposta per funzionare con il getto di precisione.

Entrambi i prodotti contengono fluoruro di sodio per rafforzare lo smalto, oltre a fosfati e xilitolo per contrastare le fonti batteriche di placca e tartaro, e sono disponibili nei gusti Zenzero e Menta Verde; per chi ha gengive più sensibili è prevista una variante al gusto Menta Piperita.
Ricarica lampo e connessione con l’app MyDyson
Il sistema include una docking station capace di ricaricare il serbatoio in appena tre secondi con la semplice pressione di un pulsante, oltre a fungere da base di ricarica e da supporto igienico verticale tra un utilizzo e l’altro. Nella confezione è compresa anche una custodia da viaggio.

CameraJet si collega via Wi-Fi a 2,4 GHz e Bluetooth all’app MyDyson, che permette di visualizzare in tempo reale le immagini riprese dalla videocamera durante la pulizia, come farebbe un dentista durante una visita. Dyson precisa che la fotocamera si attiva solo durante la visualizzazione live o con la funzione di getto automatico, e che nessuna immagine viene registrata o conservata sul dispositivo o nel cloud. L’app offre anche guide di pulizia, mappature della copertura dello spazzolamento e feedback personalizzati per migliorare la tecnica nel tempo, oltre alla possibilità di scegliere tra rilevamento automatico o attivazione manuale del getto e di regolare l’intensità in base alle proprie esigenze.
Prezzo e disponibilità
Il Dyson Dental System, comprensivo di spazzolino CameraJet, dock di ricarica con custodia da viaggio, dentifricio e collutorio, arriverà nei Dyson Demo Store e in una selezione di retailer a partire dal 1° settembre 2026, al prezzo di 479 euro. Il dispositivo sarà proposto in due colorazioni, Ceramic Ultra Blue e Ceramic Pink.
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