Oggi, 31 agosto 2026, è ufficialmente l’ultimo giorno di Tim Cook come CEO di Apple. Da domani, 1° settembre, il testimone passa a John Ternus, fino a ieri Senior Vice President of Hardware Engineering, chiudendo un passaggio di consegne che vi avevamo raccontato fin dal suo annuncio ufficiale lo scorso aprile. Cook non lascia l’azienda: resta in Apple come presidente esecutivo del consiglio di amministrazione, un ruolo pensato per garantire continuità nella fase di transizione e per concentrarsi sul dialogo con i governi a livello globale, in particolare con l’amministrazione Trump e le autorità cinesi, uno dei fronti su cui ha dimostrato più abilità negli anni.
L’abilità diplomatica richiamata riguardo a Cook ha radici concrete nei rapporti con la Casa Bianca. Nell’agosto 2025 Apple aveva già annunciato un investimento aggiuntivo negli Stati Uniti, portando il suo impegno totale a 600 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni, un piano presentato congiuntamente da Trump e Cook alla Casa Bianca. Secondo ricostruzioni giornalistiche successive, nell’agosto 2025 Cook si sarebbe recato personalmente a Washington per fare lobbying presso l’amministrazione, con l’obiettivo di far cancellare un dazio del 100% sulle importazioni di semiconduttori, ottenendo infine un’esenzione in cambio degli impegni di investimento sul suolo americano.
Il nuovo ruolo di presidente esecutivo formalizza dunque una funzione che Cook già svolgeva di fatto: come executive chairman gestirà i rapporti con i governi e le istituzioni, il che in questo momento storico significa soprattutto gestire il rapporto con l’amministrazione Trump e i suoi dazi, un compito che libera Ternus dalle pressioni più politiche. Sul fronte cinese, Cook ha inoltre mantenuto contatti diretti con il governo di Pechino, ribadendo l’importanza strategica del mercato cinese per Apple anche mentre l’azienda intensificava gli investimenti negli Stati Uniti.
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Il memo ai dipendenti, tra gratitudine e commozione
Per segnare il proprio ultimo giorno nel ruolo, Cook ha inviato ai dipendenti Apple un memo dal tono marcatamente personale, ottenuto e pubblicato integralmente da 9to5Mac. Nel testo, Cook ripercorre gli anni trascorsi alla guida dell’azienda, attribuendo il merito dei risultati raggiunti al lavoro del team piuttosto che alla propria leadership individuale, e si sofferma sulla cultura aziendale come il vero elemento distintivo di Apple, qualcosa che, scrive, “nessun bilancio annuale potrebbe mai catturare fino in fondo”. Cook precisa di non stare lasciando Apple, ma solo il ruolo operativo di CEO, e ammette che allontanarsi da un lavoro amato così profondamente lascerà un vuoto che può solo iniziare a immaginare, pur dicendosi in pace con la propria decisione. Riserva poi parole di stima esplicite per il proprio successore, dichiarandosi certo che pochi altri capiscano cosa serva per costruire prodotti capaci di cambiare il mondo quanto John Ternus.
Cook ha accompagnato il memo con un messaggio pubblicato anche sui propri profili social, in cui ringrazia la community Apple definendola una fonte costante di ispirazione, precisando che a cambiare da domani sarà solo il proprio titolo, non l’affetto per le persone che seguono l’azienda.
Secondo quanto riportato da più testate statunitensi, la scorsa settimana Apple ha organizzato per Cook una cena di addio ad Apple Park, con ore di tributi da parte di Ternus, di Laurene Powell Jobs e di altri dirigenti Apple, attuali ed ex, oltre a un’esibizione dal vivo degli OneRepublic, tra le band preferite dello stesso Cook. Un dettaglio più leggero, ma indicativo del clima disteso attorno al passaggio di consegne, riguarda una visita ad Apple Park del team Pokémon di Nintendo nelle scorse settimane: Cook ne ha approfittato per presentare Ternus agli ospiti, raccontando poi sui social di essere riuscito, tra gli obiettivi della giornata, a discutere di videogiochi e a tenere Pikachu lontano dal laghetto dell’azienda, riuscendo, per sua stessa ammissione, in due obiettivi su tre.
Il simbolismo della transizione si concentrerà tutto sull’evento “Surprise and Shine”, fissato per il 9 settembre, il primo grande appuntamento pubblico di Ternus nelle nuove vesti di CEO. Cook non comparirà sul palco. Apple dovrebbe presentare in quell’occasione il primo iPhone pieghevole, indicato come iPhone Ultra, insieme ai nuovi iPhone 18 Pro e a nuovi modelli di Apple Watch. Il debutto di Ternus arriva peraltro dopo settimane turbolente sul fronte della percezione pubblica, con una serie di rincari di prezzo su gran parte della gamma hardware, Mac e iPad su tutti, oltre che sui servizi in abbonamento come Apple TV, Apple Music e Apple One, pur risparmiando l’iPhone.
Chi sono Tim Cook e John Ternus
Tim Cook è entrato in Apple nel 1998, chiamato da Steve Jobs per riorganizzare la catena di fornitura dell’azienda, per poi succedergli alla guida nell’agosto 2011, appena due mesi prima della scomparsa dello stesso Jobs. Nei quindici anni successivi ha trasformato Apple da azienda orientata quasi esclusivamente al prodotto hardware a colosso da migliaia di miliardi di dollari di capitalizzazione: il fatturato annuo è passato da circa 108 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2011 a 416 miliardi nel 2025, mentre la capitalizzazione di Borsa ha toccato, secondo le stime più recenti, quota 4.670 miliardi di dollari. Cook ha costruito l’ecosistema dei servizi, ha reso la privacy un valore competitivo per il brand, e ha introdotto o guidato lo sviluppo di prodotti come Apple Watch, AirPods e la transizione ad Apple Silicon. Per un ritratto più completo del suo percorso, dalle origini in Alabama fino agli ultimi anni al vertice, ve ne avevamo parlato qui.
John Ternus, dal canto suo, è arrivato in Apple nel 2001, entrando a far parte del team di Product Design, e ha costruito l’intera carriera all’interno della divisione hardware, fino a diventarne senior vice president nel gennaio 2021. È stato tra gli architetti della transizione ad Apple Silicon e ha guidato lo sviluppo delle ultime generazioni di iPhone, iPad e Mac, ottenendo negli ultimi mesi anche una visibilità pubblica crescente come volto delle presentazioni dei prodotti più importanti dell’azienda, un segnale che in molti hanno letto come una preparazione intenzionale al nuovo ruolo. A 50 anni, la stessa età che aveva Cook quando successe a Jobs, eredita un’azienda che deve ancora trovare la propria strada nell’intelligenza artificiale, con Siri ancora indietro rispetto alla concorrenza e Vision Pro rimasto un prodotto di nicchia. Se volete conoscere meglio il suo percorso e cosa ci si aspetta dalla sua guida, lo trovate qui.
Le sfide che attendono Ternus, e la reazione tiepida di Wall Street
La reazione degli analisti finanziari al passaggio di consegne è stata descritta da più fonti come contenuta, quasi prudente, più che entusiasta. Dan Ives di Wedbush Securities ha scritto in una nota agli investitori che Cook lascia un’eredità solida a Cupertino, ma che ci sarà parecchia pressione su Ternus per ottenere risultati fin da subito, soprattutto sul fronte dell’intelligenza artificiale. Sulla stessa linea, l’analista Gene Munster ha inquadrato la scelta di affidare Apple a un ingegnere hardware come un segnale preciso sulla strategia futura dell’azienda, secondo cui il prossimo importante salto di valore non arriverà dalla crescita dei servizi o dalle commissioni dell’App Store, ma dal controllo end-to-end di silicio, forma del prodotto e stack di intelligenza artificiale on-device.
Le sfide concrete che attendono Ternus non mancano: carenza di chip di memoria, aumento dei costi dei componenti, e la pressione competitiva sempre più forte sul fronte IA restano tra i temi più citati dagli osservatori di settore. Non a caso, nelle scorse settimane sono filtrate notizie di un ridimensionamento di almeno 60 persone nei team Vision Pro e realtà virtuale, un segnale che secondo diverse fonti indicherebbe uno spostamento di risorse verso occhiali smart più leggeri, attesi non prima della WWDC 2027. Ternus avrebbe già introdotto una piattaforma IA interna pensata per accelerare lo sviluppo dei prodotti, segno che l’intelligenza artificiale resterà con ogni probabilità il fulcro strategico della sua gestione, più ancora di quanto non lo sia già stato per Cook negli ultimi anni.
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