Le moderne auto elettriche stanno introducendo sempre più soluzioni tecnologiche pensate per rendere l’esperienza a bordo più semplice e futuristica, ma non sempre l’eliminazione dei comandi tradizionali porta con sé soltanto vantaggi. Un esempio particolarmente discusso riguarda le maniglie delle portiere, con diversi produttori che hanno scelto soluzioni elettroniche o maniglie a scomparsa per ottenere un design più pulito e aerodinamico.
Il problema è che, in caso di incidente, una soluzione tecnologicamente avanzata deve necessariamente continuare a garantire la possibilità di uscire dall’auto anche quando l’alimentazione elettrica viene meno; ed è proprio su questo aspetto che la Cina ha deciso di intervenire in maniera particolarmente severa.
Le autorità cinesi hanno infatti disposto il richiamo di milioni di automobili già vendute nel Paese, contestando non tanto l’assenza di un sistema meccanico di emergenza, quanto la difficoltà nel riuscire a individuarlo rapidamente quando serve.
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La Cina mette nel mirino le maniglie elettroniche delle auto
La questione riguarda soprattutto le maniglie a scomparsa e i sistemi elettronici utilizzati per aprire le portiere delle automobili. Queste soluzioni sono ormai sempre più diffuse sulle vetture moderne, soprattutto sui modelli elettrici, dove i costruttori cercano di ridurre il numero di comandi fisici e ottenere un abitacolo dall’aspetto più essenziale.
A partire dal 2027, la Cina ha deciso di vietare le maniglie completamente a scomparsa e quelle elettroniche che non dispongono di un comando meccanico di emergenza chiaramente identificabile, il provvedimento però, non riguarda soltanto le automobili che verranno commercializzate in futuro.
La State Administration for Market Regulation cinese ha infatti disposto anche un richiamo per milioni di veicoli già presenti sulle strade, proprio perché i sistemi meccanici di apertura d’emergenza potrebbero risultare troppo difficili da individuare.
Il punto centrale della questione è quindi piuttosto particolare, non è sufficiente che un’automobile disponga di un sistema meccanico alternativo per aprire la portiera quando quello elettronico non funziona, questo comando deve essere anche immediatamente riconoscibile e utilizzabile da una persona che si trova in una situazione di emergenza, magari con poca visibilità, sotto stress e senza conoscere preventivamente la posizione della leva.
Nel richiamo finiscono anche quasi 3 milioni di Tesla
Il provvedimento coinvolge un numero enorme di automobili e tra i marchi interessati figura anche Tesla, con quasi 3 milioni di vetture vendute in Cina. Il richiamo coinvolge modelli come Model 3, Model Y, Model X e Model S, ma Tesla non è certamente l’unico costruttore interessato; nello stesso provvedimento sono finite anche diverse aziende automobilistiche cinesi, tra cui BYD, Geely, Xiaomi, BAIC, Leapmotor, Chery, FAW e Xpeng.
Secondo le autorità, il problema sarebbe legato principalmente alla scarsa riconoscibilità delle leve meccaniche di emergenza. In diversi casi infatti, questi comandi avrebbero una colorazione molto simile a quella dei rivestimenti dell’abitacolo, rendendoli poco visibili e quindi difficili da trovare proprio nel momento in cui potrebbero essere indispensabili.
È un dettaglio che può sembrare secondario durante il normale utilizzo dell’automobile, ma che assume tutt’altra importanza in caso di incidente. Se la vettura perde alimentazione e i sistemi elettronici non sono più disponibili, infatti, l’occupante deve riuscire a capire rapidamente come aprire la portiera.
La stessa evoluzione sembra già essere visibile sulle auto cinesi più recenti, nel caso della Xiaomi SU7, per esempio, le leve di apertura di emergenza sono state rese più evidenti rispetto a quelle utilizzate sul modello precedente al restyling, passando a una colorazione rossa molto più facilmente distinguibile dagli interni.
Tesla invece, ha previsto una soluzione che combina un intervento fisico con una modifica software: sulle vetture interessate dal richiamo verrà applicata un’etichetta di avvertimento sulle maniglie di sblocco, mentre un aggiornamento OTA permetterà, in caso di incidente, di abbassare leggermente in maniera automatica i finestrini; l’obbiettivo di questa funzione è facilitare l’uscita degli occupanti oppure permettere ai soccorritori di intervenire più facilmente dall’esterno.
Il problema della sicurezza non riguarda solo la Cina
Dietro il richiamo c’è però una questione più ampia, che riguarda il modo in cui le automobili moderne stanno cambiando. L’utilizzo sempre maggiore dell’elettronica permette di introdurre nuove funzionalità e di semplificare molte operazioni, ma crea anche nuovi punti di attenzione quando l’auto si trova in condizioni completamente diverse da quelle previste durante il normale utilizzo.
In caso di incidente grave infatti, l’alimentazione potrebbe venire interrotta, l’abitacolo potrebbe essere danneggiato e i passeggeri potrebbero trovarsi in una situazione di forte stress. In questo scenario, un comando di emergenza nascosto o poco riconoscibile può diventare un problema concreto.
Il tema ha assunto particolare rilevanza dopo alcuni incidenti, tra cui quello del 2025 che ha coinvolto tre studenti universitari a bordo di una Xiaomi SU7; l’auto aveva urtato una barriera in autostrada, aveva perso alimentazione e successivamente aveva preso fuoco. Alcune ricostruzioni avevano sollevato interrogativi proprio sulla possibilità di aprire le portiere e soccorrere rapidamente gli occupanti.
La questione non riguarda comunque esclusivamente i produttori cinesi, negli Stati Uniti le maniglie elettroniche sono state sottoposte a un’attenzione crescente e sono emersi interrogativi anche sulle soluzioni utilizzate da Tesla. Secondo quanto riportato, almeno 15 decessi potrebbero essere stati potenzialmente collegati al mancato funzionamento delle maniglie elettroniche Tesla in situazioni di emergenza.
Negli Stati Uniti non esiste al momento un divieto equivalente a quello introdotto in Cina, ma la National Highway Traffic Safety Administration, l’agenzia federale per la sicurezza stradale, sta valutando la necessità di introdurre ulteriori regole e standard per questi sistemi.
La decisione cinese potrebbe quindi rappresentare un’anticipazione di quello che potrebbe accadere anche in altri mercati. Il principio è semplice: un’auto può essere estremamente tecnologica e affidarsi all’elettronica per numerose funzioni, ma quando si verifica un’emergenza deve essere possibile tornare rapidamente a un sistema semplice, intuitivo e soprattutto facile da trovare.
Per questo motivo, nei prossimi anni potremmo assistere a un’evoluzione delle maniglie elettroniche non necessariamente verso l’abbandono della tecnologia, ma verso sistemi di emergenza molto più evidenti e immediati. Perché in una situazione critica non basta che una funzione esista, bisogna anche essere in grado di trovarla senza dover cercare nel manuale dell’auto.
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