Se pensavate che il futuro delle auto elettriche fosse nelle mani di aziende di aspirapolvere cinesi con ambizioni da supereroi, preparatevi a ricredervi. Dreame, il colosso dei robot pulitori, ha ufficialmente spento i motori del suo progetto automobilistico. Il sogno di una hypercar a razzo, presentata a suon di numeri da capogiro, si è infranto contro il muro della realtà: i fondi governativi sono finiti, e con loro anche le illusioni.
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La fine di un sogno chiamato “progetto stella”
Secondo quanto riportato da CarNewsChina, la divisione automotive di Dreame, nota internamente come “Project Starry Sky” (poi ribattezzata “Project Star”), al suo apice impiegava oltre 1.000 persone. Oggi, a gestire lo smantellamento, restano solo una manciata di addetti legali e HR. In una dichiarazione ufficiale, Dreame ha spiegato di aver “recentemente modificato alcune operazioni in fase esplorativa”, e che d’ora in avanti si concentrerà su quattro aree chiave: casa intelligente, giardino/outdoor, mobilità intelligente e robotica con IA. Tradotto: niente più auto a razzo.
La notizia arriva dopo che il governo cinese ha emanato nuove regole per stringere le maglie sul settore dei fondi privati, da 3.400 miliardi di dollari, prendendo di mira proprio Dreame. L’azienda, dopo essere diventata uno dei maggiori produttori mondiali di aspirapolvere, si era lanciata in mille nuove attività, generando quasi un migliaio di affiliate legate a smartphone, robotica e auto. Gran parte di questa espansione, però, era finanziata dal governo cinese e ora Pechino vuole vedere come vengono spesi quei soldi, come riportato da CNBC.
Un concept da 0 a 100 in 0,9 secondi… ma senza telaio
Il momento clou di questa corsa era stato il “Nebula Next 01 Jet Edition”, svelato a San Francisco nell’aprile 2026 con tanto di razzi laterali e promesse da 0 a 100 km/h in 0,9 secondi. Un’auto che, secondo Dreame, montava una batteria allo stato solido a base di solfuro con una densità energetica record di oltre 450 Wh/kg e un’autonomia di 550 km. I booster avrebbero dovuto erogare 100 kilo-Newton di spinta.
Peccato che la realtà fosse ben diversa. Ex dipendenti hanno rivelato a China Economy che il concept esposto a San Francisco non aveva un telaio reale: veniva guidato a distanza, come un gigantesco telecomando. Un giornalista di Yicai ha poi verificato che uno dei veicoli era parcheggiato nel garage sotterraneo della sede di Suzhou, coperto e inutilizzabile. Insomma, la vaporware car si è rivelata proprio vaporware, come molti sospettavano.
Non è la prima volta che un’azienda cinese fa promesse impossibili nel settore auto: basti pensare a Faraday Future, che un decennio fa affrontò accuse simili di auto a guida autonoma pilotate da remoto fuori scena. Dreame aveva iniziato il suo folle percorso nell’agosto 2025, pubblicando render di una vettura ispirata alla Bugatti Chiron, per poi presentare un SUV ispirato alla Rolls-Royce Cullinan. Al CES 2026 aveva già mostrato una supercar, e a marzo aveva svelato il crossover Nebula Next 01X con sospensioni elettromagnetiche. Tutti progetti ora cancellati, insieme ai piani per uno stabilimento vicino alla Gigafactory di Tesla in Germania e al lancio in Australia previsto per il 2027.
Cosa rimane: quattro business e un sogno di borsa
Con la chiusura della divisione auto, Dreame torna alle origini. Il CEO Yu Hao, noto per la sua gestione orizzontale e lo stile “imprenditoriale”, ha deciso di eliminare la maggior parte degli “incubatori” interni. L’azienda si concentrerà ora su quattro linee: pulizia domestica, robot tosaerba, veicoli elettrici a due ruote e il robot “Magic Atom”.
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