Microsoft ha dovuto fare un passo indietro dopo aver distribuito per errore OneDrive Photos a milioni di dispositivi con Windows 11, facendo comparire una nuova applicazione all’interno del menù Start e nei risultati della ricerca di sistema senza che gli utenti avessero scelto di installarla.
La vicenda ha rapidamente generato numerose proteste da parte della community, alle quali si sono aggiunte quelle degli amministratori IT che si sono ritrovati a gestire il nuovo software anche sui computer aziendali controllati centralmente; a confermare pubblicamente l’accaduto è stato Jeff Teper, vicepresidente esecutivo delle app di Microsoft, che ha spiegato come l’applicazione sia stata distribuita prima del previsto a causa di un errore nei meccanismi di controllo dei test interni.
OneDrive Photos inoltre, non è una vera applicazione Windows tradizionale, ma una web app che secondo diversi utenti risulta particolarmente pesante per quanto riguarda il consumo di memoria RAM e non sempre sufficientemente reattiva. Il problema è apparso ancora più evidente considerando che Windows 11 dispone già dell’app Foto, capace di gestire sia le immagini archiviate localmente sia quelle disponibili attraverso il cloud.
Di conseguenza, molti utenti si sono ritrovati con un secondo strumento per gestire le fotografie che non avevano richiesto e che, almeno in questa fase, non sembrava offrire un vantaggio sufficientemente significativo da giustificarne la presenza forzata sul sistema.
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Microsoft prepara finalmente gli strumenti per bloccare e disinstallare OneDrive Photos
Le proteste non sono rimaste senza conseguenze, Microsoft ha infatti aggiornato la propria roadmap introducendo nuove possibilità di gestione specificamente pensate per OneDrive Photos, con l’obbiettivo di restituire agli amministratori e agli utenti un maggiore controllo sul software.
La prima modifica, identificata con l’ID 568931, riguarda soprattutto gli ambienti aziendali. A partire da agosto, gli amministratori di rete potranno disabilitare l’accesso a OneDrive Photos attraverso gli account personali, evitando che il servizio venga utilizzato al di fuori delle modalità previste dall’organizzazione.
La novità probabilmente più importante riguarda però la possibilità di disinstallare OneDrive Photos separatamente dall’applicazione principale di OneDrive. La funzione, associata all’ID 568934, permetterà quindi di rimuovere la nuova applicazione senza dover intervenire sul client principale utilizzato per la sincronizzazione dei file; il rollout è previsto per il mese di settembre.
Si tratta di una distinzione importante, soprattutto per chi utilizza OneDrive per lavoro, la rimozione di OneDrive Photos non comporterà infatti la disinstallazione del servizio principale e non dovrebbe avere conseguenze sulla sincronizzazione dei documenti e degli altri file già archiviati nel cloud.
In questo modo Microsoft potrà continuare a distribuire e mantenere separati i diversi componenti dell’ecosistema OneDrive, lasciando però agli utenti la possibilità di decidere se utilizzare oppure no la nuova esperienza dedicata alle fotografie.
L’episodio riporta inoltre alla luce una questione che Microsoft si è trovata ad affrontare più volte negli ultimi anni, ossia la distribuzione automatica di nuove applicazioni e servizi all’interno di Windows senza che gli utenti abbiano necessariamente espresso un consenso esplicito.
OneDrive Photos non è infatti un caso isolato, in passato Microsoft aveva ricevuto critiche per modalità di distribuzione simili riguardanti anche strumenti come Microsoft 365 Copilot, alimentando il dibattito sulla quantità di software e servizi che l’azienda può aggiungere automaticamente all’interno del sistema operativo.
Nel caso di OneDrive Photos, la situazione è stata resa ancora più delicata dal fatto che l’applicazione sia arrivata su un numero molto elevato di computer quando il progetto era ancora in una fase di incubazione. Microsoft ha comunque chiarito che l’app Foto classica di Windows continuerà a offrire agli utenti la possibilità di gestire le proprie immagini, sia attraverso l’archiviazione locale sia attraverso il cloud; la società ha quindi deciso di intervenire soprattutto sul modo in cui OneDrive Photos viene distribuito e amministrato.
La possibilità di disinstallare separatamente l’applicazione a partire da settembre rappresenta, in questo senso, un’importante correzione di rotta. Resta però il problema alla base della vicenda: un’applicazione ancora in fase di sviluppo è finita automaticamente su milioni di PC, costringendo Microsoft a intervenire soltanto dopo le proteste degli utenti e degli amministratori.
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