Avevamo raccontato già a novembre di come Musk stesse valutando la costruzione di una fabbrica di chip proprietaria, un’idea diventata poi ufficiale lo scorso marzo con la presentazione di Terafab durante un evento nella ex centrale elettrica Seaholm di Austin, dove il CEO aveva parlato addirittura di “iniziare una civiltà galattica” con un budget iniziale dichiarato di 25 miliardi di dollari.
Ora Tesla e SpaceX hanno confermato dove sorgerà davvero il megaimpianto: Grimes County, in Texas, a circa un’ora a nordovest di Houston.
Le due aziende hanno fissato la prima fase a circa 16,8 miliardi di dollari e hanno dichiarato che il sito completo si estenderà per oltre 100 milioni di piedi quadrati, definendolo lo stabilimento di produzione di chip più grande del pianeta. Ma le documentazioni ufficiali raccontano un quadro generale ben più cauto e realista.
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SpaceX e Tesla proveranno un’integrazione verticale su una scala mai vista prima
SpaceX ha illustrato il piano in un aggiornamento sul proprio sito giovedì, e Tesla lo ha ripreso su X: “Sia Tesla che SpaceX avranno bisogno di molti più chip di quanti la produzione globale attuale e futura possa fornire“, ha scritto Tesla, puntando all’obiettivo di produrre oltre un terawatt di potenza di calcolo all’anno.
L’idea alla base resta un’integrazione verticale su una scala che nessuno ha mai tentato e SpaceX afferma che Terafab combinerà logica, memoria, packaging e collaudo sotto lo stesso tetto, producendo chip sia per i robot Optimus e le Cybercab di Tesla, sia per i cosiddetti “data center spaziali” che SpaceX intende lanciare in orbita.
La prima fase vale 16,8 miliardi di dollari suddivisi tra le due aziende, con “future fasi di espansione che porteranno l’investimento complessivo molto più in alto”. Almeno 3.000 persone lavoreranno nel sito, la maggior parte assunte localmente.
Il sito ha anche una storia particolare alle spalle visto che Terafab sorgerà sul bacino artificiale di Gibbons Creek Reservoir, un tempo usato per raffreddare una centrale a carbone chiusa nel 2018. SpaceX dichiara che attingerà acqua proprio da quel bacino invece che dalle falde acquifere locali.
Terafab will be built in Grimes County, Texas
In April, we broke ground on our research fab on the North Campus of Giga Texas – the precursor to Terafab.
Both Tesla & SpaceX will need far more chips than current & future global production can supply.
This is why we’re building… pic.twitter.com/je4jKXuQrY
— Tesla (@Tesla) August 6, 2026
Il prezzo continua a muoversi
Quella cifra di 16,8 miliardi non è il numero con cui Musk aveva aperto le danze. Quando Tesla e SpaceX avevano annunciato Terafab per la prima volta a marzo, il numero principale era 25 miliardi di dollari. Ora si parla di una “fase iniziale” da 16,8 miliardi, lasciando volutamente vago tutto il resto.
A maggio, poi, la documentazione per l’IPO della stessa SpaceX aveva ridimensionato non poco l’entusiasmo iniziale: il modulo S-1 depositato dall’azienda descriveva Terafab come nient’altro che un “quadro generale”, privo di impegni vincolanti, di una ripartizione definita della proprietà intellettuale, e senza alcun obbligo per nessuna delle due parti di continuare a partecipare al progetto.
Un mese prima, era già emerso come Tesla non avrebbe realmente costruito lo stabilimento in prima persona, affidando invece a Intel la produzione effettiva dei chip.
Il divario tra l’annuncio sicuro di sé che nomina una contea precisa e la documentazione ufficiale, che racconta invece quanto tutto questo resti ancora indeciso, resta piuttosto ampio.
Tesla ha già i suoi chip garantiti da Samsung e TSMC
Nulla di tutto questo riguarda l’approvvigionamento di Tesla nel breve termine, già affidato a fornitori esterni: lo stabilimento Samsung di Taylor, in Texas, è già in produzione sul chip AI5 di Tesla, e lo scorso anno Tesla aveva firmato un accordo da 16,5 miliardi di dollari con Samsung per costruire il chip di prossima generazione AI6. TSMC copre il resto della domanda.
Questo, fanno sapere alcuni analisti, non fa altor che rendere Terafab una scommessa molto più a lungo termine, legata all’affermazione di Musk secondo cui le sue aziende avranno prima o poi bisogno di più potenza di calcolo di quanta l’intera industria dei semiconduttori riesca a produrre.
È lo stesso calcolo da “un terawatt di potenza di calcolo all’anno” che il CEO aveva già esposto quando SpaceX aveva assorbito xAI a febbraio, iniziando a proporre la strana idea dei data center orbitali.
Le affermazioni sulla scala del progetto sono difficili da conciliare con qualsiasi cosa esista realmente oggi: 100 milioni di piedi quadrati corrispondono a più di dieci volte la superficie calpestabile dei più grandi gigafab di TSMC.
TSMC stessa starebbe spendendo circa 165 miliardi di dollari per costruire sei stabilimenti in Arizona, e persino quelli rappresentano solo una frazione della superficie dichiarata per Terafab.
Come fanno notare molte testate in merito alla questione, nessuno stabilimento sulla Terra è oggi costruito per produrre “un terawatt di potenza di calcolo” all’anno, semplicemente perché quel numero non arriva dall’industria dei chip ma, come al solito, arriva dalle ambizioni spaziali di Musk e dalle sue peculiari, e fin troppo ottimistiche, dichiarazioni pubbliche
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