Dopo mesi di indiscrezioni e documenti emersi durante le vicende legali che coinvolgono OpenAI, inizia a delinearsi con maggiore precisione quale potrebbe essere il primo prodotto hardware dell’azienda di Sam Altman. Secondo un nuovo report di Bloomberg infatti, il debutto nel mercato dell’elettronica di consumo avverrà con uno smart speaker portatile privo di schermo, un dispositivo che OpenAI non considera un semplice altoparlante intelligente, bensì una nuova categoria di computer progettata attorno all’intelligenza artificiale.

L’azienda starebbe lavorando a circa cinque prodotti differenti, ma sarebbe proprio questo dispositivo ad aprire la strada alla nuova divisione hardware nata dalla collaborazione con io Products, la società fondata insieme a Jony Ive e acquisita da OpenAI per 6,5 miliardi di dollari. L’obbiettivo, almeno sulla carta, è quello di offrire un assistente capace di accompagnare l’utente nelle attività quotidiane andando ben oltre le funzionalità offerte dagli smart speaker tradizionali.

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Un computer per l’era dell’IA pensato per seguire l’utente in tutta la casa

Secondo le fonti citate da Bloomberg, il nuovo dispositivo viene descritto internamente come il primo nel suo genere. Sebbene l’aspetto ricordi inevitabilmente uno speaker intelligente, OpenAI lo considera un vero e proprio computer progettato attorno all’intelligenza artificiale, pensato per aumentare la produttività dell’utente e comprendere il contesto in cui si trova.

Per farlo integrerà una fotocamera e diversi altri sensori che gli consentiranno di osservare l’ambiente circostante, raccogliere informazioni contestuali e sfruttare modelli di intelligenza artificiale molto più avanzati rispetto a quelli oggi disponibili sugli smart speaker presenti sul mercato.

Secondo Bloomberg, il progetto è concepito come una manifestazione fisica di ChatGPT, un assistente virtuale domestico in grado di controllare i dispositivi smart della casa, rispondere a domande e messaggi, riprodurre contenuti multimediali e sfruttare tutte le capacità offerte dall’ecosistema di OpenAI.

Una delle caratteristiche che differenzierebbe il prodotto rispetto agli attuali smart speaker riguarda la presenza di una batteria ricaricabile. Pur essendo destinato principalmente all’utilizzo domestico, il dispositivo non sarebbe vincolato a una singola stanza, l’idea è quella di permettere agli utenti di spostarlo facilmente durante la giornata, ad esempio portandolo in cucina mentre si prepara da mangiare, in lavanderia durante le faccende domestiche oppure in soggiorno e in camera da letto per ascoltare musica o ricevere assistenza. Naturalmente sarà possibile anche lasciarlo sempre collegato in una determinata stanza, come avviene con gli speaker tradizionali.

Un assistente sempre più personale

Uno degli aspetti su cui OpenAI sembra voler puntare maggiormente riguarda il rapporto tra il dispositivo e il suo proprietario. Secondo il report, il sistema è progettato per diventare progressivamente più personalizzato e proattivo man mano che acquisisce una conoscenza più approfondita dell’utente; l’obbiettivo sarebbe quello di anticiparne le esigenze, fornire informazioni spontaneamente e instaurare un’interazione il più possibile naturale.

Per raggiungere questo risultato il dispositivo sfrutterà una versione evoluta della modalità vocale di ChatGPT, denominata GPT-Live, progettata per sostenere conversazioni più fluide, ascoltare e parlare contemporaneamente e adattarsi in tempo reale allo sviluppo del dialogo; inoltre, potrà utilizzare informazioni personali, come le email dell’utente, per comprenderne meglio abitudini e necessità. OpenAI ritiene che proprio questa capacità di instaurare un rapporto quasi umano rappresenterà l’elemento distintivo del prodotto rispetto alla concorrenza.

Sullo sfondo resta lo scontro con Apple

L’arrivo del primo dispositivo hardware di OpenAI avviene però in un contesto particolarmente delicato. Nelle scorse settimane Apple ha infatti intentato una causa accusando OpenAI di aver utilizzato segreti commerciali per accelerare lo sviluppo dei propri dispositivi, anche alla luce del consistente numero di ex dipendenti Apple confluiti nel progetto hardware guidato da Jony Ive, Tang Tan ed Evans Hankey.

OpenAI respinge però ogni accusa e sostiene che il proprio prodotto sia profondamente diverso da qualsiasi dispositivo realizzato dall’azienda di Cupertino, tanto da ritenere improbabile qualsiasi violazione dei segreti commerciali di Apple. La stessa Apple, nella documentazione depositata in tribunale, ha riconosciuto che saranno necessari ulteriori accertamenti per stabilire l’eventuale fondatezza delle accuse.

È solo il primo passo della strategia hardware di OpenAI

Lo speaker rappresenterebbe soltanto il primo tassello di un progetto molto più ampio, secondo Bloomberg, la divisione hardware di OpenAI starebbe infatti lavorando contemporaneamente a circa cinque dispositivi differenti, con l’intenzione di presentare questo primo prodotto entro l’anno e avviarne la commercializzazione nel corso del 2027, anche se le tempistiche potrebbero risentire dell’evoluzione della battaglia legale con Apple.

Guardando ancora più avanti, l’ambizione dell’azienda sarebbe quella di sviluppare un dispositivo mobile basato sull’intelligenza artificiale capace di sostituire lo smartphone, esplorando al tempo stesso nuove categorie di prodotto come dispositivi indossabili (incluso un possibile ciondolo intelligente) e perfino soluzioni dedicate alla robotica domestica. Si tratta di una strategia che potrebbe portare OpenAI a confrontarsi direttamente con Apple, Google e Amazon non solo nel software, ma anche nel mercato dell’hardware consumer.

L’immagine di copertina è puramente indicativa e realizzata con l’ausilio dell’IA

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