SpaceX è pronta a riportare in volo Starship, l’azienda di Elon Musk ha infatti annunciato la data e gli obbiettivi del tredicesimo test di volo del sistema di lancio completamente riutilizzabile, una missione che riprenderà gran parte del profilo del precedente lancio ma che introdurrà anche diverse novità tecniche pensate per aumentare l’affidabilità del velivolo e raccogliere nuovi dati in vista dei futuri voli orbitali.

L’appuntamento è fissato per giovedì 16 luglio (nella notte tra il 16 e il 17 luglio in Italia), con una finestra di lancio della durata di 90 minuti che si aprirà alle 00:45 italiane. Come di consueto, SpaceX trasmetterà la diretta dell’evento circa mezz’ora prima del decollo.

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Un nuovo test ma con obbiettivi molto simili al volo precedente

Il Flight Test 13 avrà il compito di confermare quanto visto nella precedente missione e, soprattutto, verificare l’efficacia delle modifiche introdotte dopo le anomalie emerse durante il dodicesimo volo.

L’obbiettivo principale del booster Super Heavy sarà completare senza problemi tutte le fasi della missione: il decollo, l’ascesa, la separazione degli stadi, la delicata manovra di inversione, il rientro controllato e infine l’ammaraggio nel Golfo del Messico; anche lo stadio superiore Ship 40 seguirà una traiettoria suborbitale e concluderà il proprio viaggio con un ammaraggio controllato nell’Oceano Indiano.

Rispetto ai voli precedenti tuttavia, SpaceX ha lavorato soprattutto sui dettagli, introducendo modifiche hardware e software che dovrebbero ridurre il rischio di problemi durante le fasi più critiche della missione.

SpaceX ha corretto i problemi emersi durante il dodicesimo volo di Starship

Il dodicesimo volo di Starship aveva evidenziato alcuni inconvenienti che, pur non compromettendo completamente la missione, hanno fornito agli ingegneri preziose informazioni.

Durante la separazione degli stadi, alcune lievi differenze nella sequenza di accensione dei motori avevano provocato una rotazione di circa 90 gradi rispetto all’asse previsto; per evitare che la situazione si ripeta, SpaceX ha rivisto completamente la logica di avvio dei motori, rendendo la procedura meno sensibile alle variazioni di temporizzazione.

Anche la successiva manovra di rientro aveva mostrato alcune criticità, cinque dei trentatré motori Raptor del Super Heavy non si erano infatti riaccesi correttamente durante il boostback burn, costringendo il sistema a interrompere prematuramente la manovra. Sul nuovo Booster 20 sono stati quindi introdotti aggiornamenti sia all’hardware sia al software di gestione dei motori, oltre a nuove procedure dedicate agli eventuali aborti automatici.

Tra le modifiche operative figura anche una riduzione della durata del boosback burn, che passerà da circa un minuto a soli 38 secondi, oltre a una diversa gestione delle operazioni di rifornimento; il caricamento di metano e ossigeno liquidi inizierà infatti dal Super Heavy prima di coinvolgere anche la Starship, mentre l’intera fase di rifornimento richiederà circa due minuti e venti secondi in meno rispetto al precedente lancio.

Anche il profilo di volo subirà un piccolo ritocco, il momento di massima pressione aerodinamica (Max Q) verrà raggiunto circa tredici secondi più tardi, riducendo così le sollecitazioni strutturali sul velivolo.

Anche Ship 40 riceve aggiornamenti ai motori Raptor

Non soltanto il booster è stato oggetto di miglioramenti, durante il Flight Test 12 infatti, uno dei tre motori Raptor Vacuum dello stadio superiore si era spento circa quaranta secondi dopo la separazione, pur senza impedire a Starship di raggiungere la traiettoria prevista.

Per il tredicesimo volo SpaceX ha quindi introdotto ulteriori modifiche al sistema di propulsione della Ship 40, intervenendo sulle cause che avevano provocato l’anomalia e continuando il lavoro di sviluppo della nuova generazione dei motori Raptor.

Nelle scorse settimane entrambi i velivoli hanno completato con successo le prove statiche, la Ship 40 ha effettuato due static fire test, il primo con un solo motore per simulare la futura riaccensione nello spazio e il secondo con tutti e sei i Raptor per circa un minuto; il Booster 20 ha invece acceso contemporaneamente tutti i suoi 33 motori durante il test del 10 luglio.

Debuttano nello spazio i satelliti Starlink V3

La principale novità della missione riguarda però il carico utile, per la prima volta Starship trasporterà nello spazio 20 satelliti Starlink V3 completamente funzionanti, una versione profondamente aggiornata rispetto agli attuali satelliti della costellazione.

I nuovi Starlink saranno equipaggiati con pannelli solari, antenne e collegamenti laser ad alta potenza progettati per aumentare significativamente le capacità della rete e le velocità offerte agli utenti; durante il test verrà anche tentata la connessione con alcune stazioni di terra, comprese quelle presenti in Sudafrica.

Poiché anche questa missione seguirà una traiettoria suborbitale, i satelliti non entreranno stabilmente in orbita terrestre. Dopo il rilascio continueranno infatti a seguire una traiettoria molto simile a quella di Starship, rientrando nell’atmosfera e disintegrandosi circa venti minuti dopo il dispiegamento. L’obbiettivo è quindi esclusivamente sperimentale e servirà a verificare il corretto funzionamento dei sistemi prima delle future missioni operative.

Lo scudo termico continua a essere uno dei protagonisti

Un’altra parte fondamentale del Flight Test 13 riguarderà ancora una volta lo scudo termico, uno degli elementi più complessi dell’intero programma Starship. Sei dei venti satelliti saranno equipaggiati con telecamere dedicate all’ispezione della superficie esterna della Ship 40 durante il volo, così da raccogliere immagini dettagliate delle piastrelle protettive.

SpaceX testerà inoltre diverse nuove soluzioni per il fissaggio dello scudo termico, alcune piastrelle verranno installate anche sulla struttura metallica delle alette posteriori, mentre altre utilizzeranno nuovi sistemi di ancoraggio pensati per migliorarne la resistenza durante il rientro atmosferico.

Per facilitare l’analisi delle immagini, alcune piastrelle saranno verniciate di bianco, simulando la presenza di elementi mancanti e consentendo agli ingegneri di verificare con maggiore precisione il comportamento dello scudo durante il volo.

Infine, alcune piastrelle saranno dotate di sensori in grado di misurare i carichi aerodinamici a cui viene sottoposto il veicolo. Il Flight Test 13 porterà infatti Starship ad affrontare pressioni dinamiche superiori rispetto ai voli precedenti, un compromesso scelto da SpaceX per aumentare il potenziale carico utile delle future missioni orbitali.

Pur mantenendo un profilo di missione molto simile al precedente, il tredicesimo volo rappresenta quindi un altro importante passo nello sviluppo del sistema Starship. L’obbiettivo resta quello di trasformare il gigantesco velivolo di SpaceX in un razzo completamente e rapidamente riutilizzabile, requisito indispensabile sia per l’espansione della rete Starlink sia per le future missioni dirette verso la Luna e, in prospettiva, verso Marte.