Dopo due anni di cali consecutivi, Tesla ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con 480.126 veicoli consegnati, il 25% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e il miglior risultato di sempre per un secondo trimestre. Un segnale forte, che arriva proprio quando il mercato attendeva segnali di stabilizzazione.

Il dato batte in modo netto le previsioni degli analisti: il consenso raccolto da StreetAccount si fermava a circa 406.000 unità, mentre anche le stime più ottimistiche di Goldman Sachs e Barclays, intorno alle 418-420.000 unità, sono state superate di oltre 60.000 consegne. Rispetto al primo trimestre del 2026, quando le consegne si erano fermate a 358.023 veicoli, la crescita sfiora il 34%.

Il risultato supera anche il precedente primato per un secondo trimestre, le 466.140 unità del Q2 2023, pur restando sotto il picco assoluto di 497.099 consegne toccato nel terzo trimestre del 2025, quando gli acquirenti americani si erano affrettati ad approfittare del credito fiscale federale da 7.500 dollari prima della sua scadenza a fine settembre.

Sul fronte della produzione, le 451.758 unità fabbricate nel trimestre sono risultate inferiori al numero delle consegne, il che significa che Tesla ha smaltito circa 28.000 veicoli di scorta anziché accumularne di nuovi. Un ribaltamento netto rispetto al primo trimestre, quando in magazzino erano rimasti oltre 50.000 veicoli invenduti. Come sempre, Model 3 e Model Y hanno trainato il risultato con 467.762 unità, pari al 97% del totale, mentre Model S, Model X, Cybertruck e Semi si sono fermati a 12.364 consegne, comunque in crescita del 19% su base annua.

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La spinta dell’Europa e della Cina

Tesla non pubblica una ripartizione geografica delle consegne, ma i dati di immatricolazione dell’ACEA e le cifre provenienti dalla Cina raccontano una storia chiara. In Europa, nei primi cinque mesi dell’anno le vendite nell’Unione Europea sono cresciute del 77% su base annua, passando da 50.309 a 89.180 unità, con solo maggio a quota 21.767 immatricolazioni. Tra i mercati più vivaci spicca la Francia, dove a giugno 2026 sono stati registrati 7.474 veicoli, con una crescita del 105% anno su anno, mentre la Svezia ha segnato un +56%.

Tra i fattori che hanno favorito questa ripresa ci sono l’aumento dei prezzi del carburante legato alle tensioni in Iran, gli incentivi governativi per i veicoli elettrici, l’accelerazione dell’elettrificazione dei parchi auto aziendali e una progressiva riduzione della resistenza dei consumatori verso il marchio, che nel 2025 aveva sofferto per le polemiche legate alle posizioni politiche di Elon Musk.

Anche la Cina ha contribuito in modo significativo: la Gigafactory di Shanghai ha venduto 89.091 veicoli a giugno, in crescita del 24,4% su base annua, con vendite ed esportazioni dallo stabilimento aumentate di circa il 33% nel trimestre, trainate in particolare dalla forte domanda del Model Y rinnovato.

Sul fronte dell’energia, Tesla ha consegnato 13,5 GWh di sistemi di accumulo, in crescita di oltre il 40% rispetto ai 9,6 GWh del Q2 2025, anche se leggermente al di sotto delle attese degli analisti, fissate intorno a 13,8 GWh.

Il confronto con BYD e le ambizioni future

Il recupero riduce il divario con BYD, che nel secondo trimestre ha consegnato 557.090 veicoli completamente elettrici, restando davanti nella classifica globale delle vendite BEV. Le traiettorie però divergono: le consegne elettriche di BYD sono calate dell’8% su base annua, mentre quelle di Tesla sono salite del 25%, riducendo il distacco a circa 77.000 unità rispetto a un gap che superava le 220.000 unità appena un anno fa. Vale la pena ricordare che, se si considerano anche gli ibridi plug-in della gamma DM-i, il vantaggio complessivo di BYD rimane molto più ampio.

Guardando avanti, Musk ha confermato lo stop alla produzione di Model S e Model X per riconvertire le linee di Fremont alla fabbricazione del robot umanoide Optimus, puntando parallelamente al lancio su vasta scala del camion Semi e del robotaxi Cybercab entro la fine dell’anno. Il servizio robotaxi, attualmente attivo solo ad Austin, Texas, è atteso in espansione nei prossimi mesi, mentre la guida autonoma Full Self-Driving si sta estendendo in modo graduale anche in alcuni mercati europei.

Per il 2026 Tesla ha annunciato investimenti superiori a 25 miliardi di dollari destinati a questi progetti, oltre che allo sviluppo di infrastrutture per batterie e intelligenza artificiale. Il primo semestre si chiude con 838.149 consegne totali, in crescita del 16% rispetto allo stesso periodo del 2025, un ritmo allineato al consenso degli analisti per l’intero anno, stimato intorno a 1,65 milioni di unità. Se la crescita poggi su basi strutturali o sia ancora legata a fattori contingenti lo dirà la trimestrale attesa per il 22 luglio.