Negli ultimi mesi Tesla ha moltiplicato le mosse nel settore dell’intelligenza artificiale a un ritmo frenetico. A marzo Elon Musk aveva svelato il Terafab, la joint venture da 25 miliardi di dollari con SpaceX e xAI per produrre chip nello spazio, e a novembre aveva dichiarato che Tesla punta a produrre più chip AI di tutti i concorrenti messi insieme.
Ora pare sia emersa una nuova tessera del puzzle di Musk: negli Stati Uniti è spuntato un brevetto per un prodotto chiamato Megapod, hardware modulare per data center dedicati all’intelligenza artificiale che Tesla non ha ancora presentato ufficialmente ma che sembra intenzionata a commercializzare.
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Cosa sarebbe il Megapod di Tesla
La domanda di registrazione del marchio, depositata presso l’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti con numero di serie 99893717, è classificata come “intenzione d’uso”: Tesla rivendica il nome per un prodotto non ancora lanciato. La documentazione è però insolitamente specifica per un semplice marchio registrato.
Secondo i documenti depositati, il Megapod comprende “sistemi hardware modulari per data center destinati al calcolo dell’intelligenza artificiale, costituiti da server, hardware per l’elaborazione dei dati di AI, apparecchiature di rete, unità di distribuzione dell’alimentazione e sistemi di raffreddamento“.
Il brevetto copre anche sistemi hardware autonomi per carichi di lavoro AI, piattaforme integrate vendute come un’unica unità con elaborazione, distribuzione dell’alimentazione e raffreddamento in un unico alloggiamento, e software per monitorare e ottimizzare questi sistemi.

In parole povere e meno burocratiche, Tesla vorrebbe vendere un kit completo per data center AI e non una singola componente ma proprio l’intero sistema necessario per l’addestramento e l’inferenza dei modelli.
Tesla turning millions of parked cars into a distributed AI supercomputer is how operators actually solve the power and permitting bottlenecks. Everyone else waits years for grid connections and new data centers. Execution beats regulation https://t.co/x9kVQPo12E
— Martin Varsavsky (@martinvars) June 21, 2026
Un mercato dominato da NVIDIA, e non solo
Il problema è che questo segmento ha già un prodotto di riferimento assoluto a cui Tesla lancia la sfida diretta: il GB200 NVL72 di NVIDIA, un sistema a rack raffreddato a liquido che integra 72 GPU Blackwell e 36 CPU Grace, progettato per comportarsi come una sorta di unica gigantesca GPU.
Attorno a questa piattaforma si è già costruito un ecosistema visto che Dell commercializza il proprio PowerEdge XE9712 sulla stessa base, mentre Supermicro vende un prodotto analogo chiamato GB200 NVL72 SuperCluster.
Va detto che c’è persino un problema di denominazione poiché Submer, un’azienda specializzata nel raffreddamento a immersione, commercializza già un prodotto chiamato letteralmente “MegaPod” che, peraltro, è addirittura un data center prefabbricato da 12 metri raffreddato a immersione con potenza fino a 800 kW e marchio registrato nella categoria correlata. Insomma, la domanda Tesla riguarda una categoria diversa, afferma il colosso, ma il nome non è esattamente originale.
Tesla compra potenza di calcolo, non la vende
Il paradosso più evidente riguarda la posizione attuale di Tesla nel mercato AI. Il cluster di addestramento interno dell’azienda, Cortex, installato presso la Gigafactory in Texas, si basa su circa 67.000 GPU equivalenti alle NVIDIA H100. Tesla, in altre parole, è oggi un cliente di NVIDIA, non un concorrente che offre hardware alternativo.
Va anche detto che la storia recente di Tesla nell’hardware AI proprietario è poi tutt’altro che rassicurante. Basti pensare al supercomputer Dojo che è stato abbandonato nell’agosto del 2025, con Musk che aveva definito il design di Dojo 2 “un vicolo cieco evolutivo” dopo che gran parte del team aveva lasciato l’azienda.
I chip successivi, AI5 e AI6, hanno accumulato ritardi significativi con AI5 che ha slittato di quasi due anni rispetto alla tabella di marcia, mentre AI6 ha subito sei mesi di rallentamento a causa delle difficoltà nella linea di produzione a 2 nm di Samsung, che sposta la produzione di massa alla fine del 2027.
Il vero business di Tesla nell’AI sarà l’energia
Nonostante questa vicenda appena emersa, molti analisti fanno notare che sotto un determinato aspetto, il business di Tesla nel settore dei data center AI esiste già, ma ruota attorno all’energia piuttosto che alla potenza di calcolo. I sistemi di accumulo Megapack e il nuovo Megablock vengono venduti ai data center AI come sistemi di accumulo per la rete elettrica.

La stessa xAI di Musk ha acquistato Megapack per circa un miliardo di dollari per alimentare le proprie sessioni di addestramento.
Resta dunque da capire se il Megapod riuscirà a tradursi in un prodotto competitivo in un mercato già consolidato attorno a NVIDIA, o se rimarrà un’altra delle ambiziose promesse dell’ecosistema Musk. Nelle prossime settimane, con eventuali dichiarazioni dei diritti interessati e presentazioni ufficiali, ne sapremo sicuramente di più.
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