Il percorso di Tesla verso l’approvazione europea del proprio sistema di guida assistita Full Self-Driving (FSD) potrebbe complicarsi ulteriormente dopo una nuova inchiesta pubblicata da Reuters. Secondo quanto emerso, l’azienda guidata da Elon Musk avrebbe presentato alle autorità di regolamentazione di diversi Paesi europei statistiche sulla sicurezza considerate fuorvianti da numerosi esperti indipendenti, nel tentativo di accelerare il via libera alla tecnologia nel Vecchio Continente.

La vicenda arriva in un momento particolarmente delicato per Tesla, che considera l’espansione del sistema FSD in Europa uno degli elementi chiave per rilanciare le proprie vendite nella regione e contrastare la crescente concorrenza dei produttori cinesi di veicoli elettrici.

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Le autorità europee avrebbero ricevuto dati fuorvianti da Tesla sulla sicurezza del sistema FSD

Secondo la documentazione ottenuta da Reuters attraverso richieste di accesso agli atti pubblici, Tesla avrebbe inviato alle autorità dei Paesi Bassi e della Svezia una serie di presentazioni e materiali informativi contenenti statistiche elaborate internamente dall’azienda.

Tra le affermazioni riportate figurerebbe quella secondo cui il sistema Full Self-Driving consentirebbe alle vetture Tesla di percorrere una distanza fino a sette volte superiore tra un incidente e l’altro rispetto al guidatore medio statunitense; in alcune comunicazioni l’azienda avrebbe inoltre sostenuto che una diffusione su larga scala della tecnologia potrebbe potenzialmente salvare 32.000 vite e prevenire circa 1,9 milioni di feriti.

Numerosi ricercatori specializzati in sicurezza stradale tuttavia, contestano da tempo queste conclusioni; il principale problema riguarderebbe la metodologia utilizzata per elaborare i dati, ritenuta poco rappresentativa della realtà e tale da sovrastimare i benefici effettivi della tecnologia.

L’indagine evidenzia come Tesla confronti frequentemente i dati relativi agli incidenti delle proprie vetture equipaggiate con il sistema FSD con statistiche generali che comprendono l’intero parco veicoli statunitense. Secondo gli esperti questo approccio può generare risultati distorti per diversi motivi, da una parte i dati Tesla prendono spesso in considerazione soltanto incidenti particolarmente gravi (ad esempio quelli che comportano l’attivazione degli airbag), dall’altra il confronto viene effettuato con veicoli mediamente molto più vecchi rispetto alle Tesla attualmente in circolazione.

Il risultato sarebbe una rappresentazione eccessivamente ottimistica delle prestazioni del sistema di assistenza alla guida. Anche la celebre affermazione secondo cui il Full Self-Driving potrebbe salvare 32.000 vite è stata criticata dagli analisti, poiché si baserebbe sull’ipotesi teorica che tutti i veicoli presenti negli Stati Uniti, comprese motociclette e mezzi pesanti, vengano sostituiti da Tesla equipaggiate con il sistema FSD.

Le autorità coinvolte hanno cercato di prendere le distanze dalle accuse, l’ente regolatore olandese RDW, che ad aprile ha approvato il sistema Full Self-Driving per l’utilizzo nei Paesi Bassi e che sta ora lavorando per ottenere un’approvazione più ampia a livello europeo, ha dichiarato di non basare le proprie decisioni su materiali promozionali o statistiche esterne; l’agenzia ha spiegato di aver effettuato test indipendenti, verifiche tecniche e analisi su strade pubbliche e piste di prova prima di concedere il proprio via libera.

Anche l’Agenzia svedese dei trasporti ha precisato che le valutazioni relative a sistemi di guida assistita avanzata non vengono effettuate esclusivamente sulla base di dati aggregati forniti dai produttori, ma considerando l’insieme delle prove tecniche disponibili.

Più netta la posizione espressa dall’Amministrazione norvegese delle strade pubbliche, che in alcune comunicazioni con cittadini favorevoli all’approvazione del sistema ha evidenziato come i dati pubblicati da Tesla siano autoprodotti e difficilmente confrontabili con le statistiche ufficiali sugli incidenti.

L’approvazione del sistema FSD rappresenta una priorità strategica per Tesla, dopo un periodo particolarmente difficile sul mercato europeo, caratterizzato da un calo delle vendite e da un contesto competitivo sempre più aggressivo, l’azienda vede nella guida assistita avanzata uno dei principali strumenti per differenziare la propria offerta.

Il via libera a livello comunitario richiederà tuttavia il sostegno di una maggioranza qualificata degli Stati membri dell’Unione Europea. Nel frattempo alcuni Paesi stanno già procedendo autonomamente: oltre ai Paesi Bassi, anche Belgio, Danimarca e Lituania hanno dato il proprio assenso all’utilizzo della tecnologia in specifiche condizioni.

La vicenda riaccende ancora una volta il dibattito sulla trasparenza delle comunicazioni relative ai sistemi di assistenza alla guida e sulla necessità di disporre verifiche indipendenti quando vengono formulate affermazioni particolarmente ambiziose in materia di sicurezza stradale. Per il momento Tesla non ha rilasciato commenti ufficiali alle accuse emerse dall’inchiesta di Reuters.

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