Apple ha presentato l’8 giugno 2026, in apertura del WWDC, i nuovi sistemi operativi che arriveranno questo autunno su iPhone, iPad, Mac e Apple Watch. iOS 27, iPadOS 27, macOS 27 Golden Gate e watchOS 27 portano in dote un design Liquid Glass affinato, prestazioni migliorate e una rivoluzione di Siri basata sull’intelligenza artificiale. Ma come sempre, accanto alle novità c’è la domanda che interessa più di ogni altra a chi possiede un dispositivo non recentissimo: il mio apparecchio riceverà l’aggiornamento? La risposta, quest’anno, dipende molto da quale prodotto avete in mano. Per chi ha un iPhone le notizie sono ottime, per chi ha un Apple Watch decisamente meno.

Prima di entrare nel dettaglio, una premessa che riguarda l’Europa e quindi anche l’Italia. Apple ha confermato che, al lancio di settembre, le funzioni Siri AI e una parte delle novità Apple Intelligence non saranno disponibili per gli utenti dell’Unione Europea. La ragione è il Digital Markets Act, la normativa europea sulla concorrenza digitale, che ha portato l’azienda a posticipare l’arrivo di queste funzioni nel territorio comunitario. Un dettaglio non da poco, perché significa che parte delle novità più pubblicizzate del WWDC non saranno fruibili da subito sui dispositivi venduti in Italia.

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iOS 27 gira anche su iPhone di sette anni fa

Partiamo dalle buone notizie. iOS 27 è l’unico aggiornamento di quest’anno che gira su tutti i modelli sui quali era installabile iOS 26. Apple non ha tagliato fuori nessun iPhone rispetto allo scorso anno, smentendo le voci che circolavano nei mesi precedenti. Questo significa che anche l’iPhone 11, lanciato nel 2019 e quindi vecchio di quasi sette anni, riceverà il nuovo sistema operativo.

Nel dettaglio, iOS 27 sarà installabile sulla famiglia iPhone 11, sulla gamma iPhone 12, sulla serie iPhone 13, sui modelli iPhone 14, sulla linea iPhone 15, sull’intera gamma iPhone 16 incluso il modello 16e, sui nuovi iPhone 17, 17e e 17 Pro, sull’iPhone Air e sull’iPhone SE di seconda generazione e successivi. Una copertura ampia, che premia la longevità tipica dei dispositivi Apple.

Attenzione però a una distinzione importante: poter installare iOS 27 non significa poter usare tutte le sue funzioni. Le capacità più avanzate di Apple Intelligence, incluso il nuovo modello on-device più potente, richiederanno hardware recente, in particolare iPhone 15 Pro o successivi per molte funzioni AI, e i soli iPhone 17 Pro e iPhone Air per il modello on-device di punta. La regola, come sempre negli ultimi anni, è che il sistema operativo arriva su tutti, ma l’intelligenza artificiale resta appannaggio dei modelli più nuovi.

iPad e Mac: la transizione verso il silicio Apple si completa

Per l’iPad la situazione è leggermente meno generosa. iPadOS 27 lascia indietro gli iPad Pro da 11 e da 12,9 pollici del 2018, insieme all’iPad di ottava generazione, all’iPad mini di quinta generazione e agli iPad Air di terza, quarta e quinta generazione. I modelli compatibili sono quindi gli iPad Pro da 11 pollici di seconda generazione o successivi, gli iPad Pro da 12,9 pollici di quarta generazione o successivi, il nuovo iPad Pro da 13 pollici, gli iPad Air con chip Apple M2 e successivi, gli iPad di nona generazione e successivi e gli iPad mini di sesta generazione o successivi.

Per il Mac, il discorso è ancora più netto e segna un passaggio storico. macOS 27 Golden Gate si può installare su tutti i Mac dotati di processore Apple, ma su nessun modello equipaggiato con chip Intel. Questo significa che tutti i dispositivi venduti prima del 2020 non riceveranno più aggiornamenti di funzionalità. È la conclusione definitiva della transizione verso il silicio Apple, avviata proprio nel 2020 con i primi chip della serie M. I Mac compatibili sono il Mac Pro del 2023, il Mac Studio del 2022 e successivi, il Mac mini del 2020 e successivi, l’iMac del 2021 e successivi, il MacBook Pro e il MacBook Air dal 2020 in poi, e il nuovo MacBook Neo. Chi possiede un Mac con processore Intel resterà fermo all’attuale macOS 26, continuando a ricevere solo aggiornamenti di sicurezza ma non nuove funzioni.

Apple Watch: il taglio più doloroso

È sull’Apple Watch che cade la scure più pesante, e per molti utenti sarà una sorpresa sgradita. Mentre watchOS 26 era ancora installabile su Apple Watch Series 6, 7, 8 e 9, oltre che sull’Apple Watch Ultra di prima generazione, watchOS 27 rimuove il supporto a ben tre generazioni di orologi in un colpo solo. Si tratta di uno dei tagli di compatibilità più drastici nella storia dell’Apple Watch, che lascia indietro dispositivi usciti anche solo pochi anni fa.

I modelli che potranno installare watchOS 27 sono soltanto l’Apple Watch Series 9, Series 10 e Series 11, l’Apple Watch Ultra 2 e Ultra 3, e l’Apple Watch SE 3. Soltanto sei modelli, dunque, contro la platea molto più ampia degli anni precedenti. Per usare watchOS 27, inoltre, serve un iPhone 11 o successivo, oppure un iPhone SE di seconda generazione o più recente, con iOS 27 installato.

Resta da capire quanto questa scelta sia dettata da reali limiti hardware e quanto invece dalla volontà di spingere il ricambio dei dispositivi, una domanda che accompagna ogni taglio di compatibilità ma che sull’Apple Watch di quest’anno suona particolarmente legittima. Le nuove funzioni di watchOS 27, del resto, ruotano in buona parte attorno a Siri AI, al monitoraggio avanzato degli allenamenti e alle capacità basate su Apple Intelligence, tutte cose che richiedono una certa potenza di calcolo.

Tutti gli aggiornamenti saranno disponibili in autunno, presumibilmente a settembre secondo la tradizione Apple, con le beta per sviluppatori già rilasciate dopo il keynote e la beta pubblica attesa per metà luglio. Vale la pena ricordare, in chiusura, che questo è stato l’ultimo keynote del WWDC con Tim Cook nel ruolo di amministratore delegato, che ha definito un onore di una vita aver fatto la differenza nella vita degli utenti. Un passaggio simbolico, che chiude un’era anche al di là delle questioni di compatibilità software.

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