Il rapporto tra Linus Torvalds e l’intelligenza artificiale applicata allo sviluppo software si sta facendo sempre più teso. Il creatore di Linux ha espresso nuovamente il proprio malcontento per il sovraccarico di lavoro causato da una valanga di micro-correzioni che considera del tutto superflue, annunciando un cambio di rotta drastico nella gestione dei contributi al kernel.

Il problema era già emerso la scorsa settimana, quando Torvalds aveva criticato duramente la tendenza di alcuni sviluppatori a utilizzare strumenti di intelligenza artificiale per scovare automaticamente falle nel codice senza poi proporre soluzioni concrete, scaricando di fatto l’onere della risoluzione sui manutentori principali.

Nelle ultime ore però pare che lo scenario sia ulteriormente peggiorato, con un afflusso massiccio di patch inviate in una fase del ciclo di sviluppo del tutto inappropriata.

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La quinta release candidate è insolitamente ricca

Il cuore delle lamentele di Torvalds risiede nelle dimensioni anomale della quinta release candidate (RC5) del kernel. Per chi non ha familiarità con il processo di sviluppo di Linux, il ciclo standard prevede sette iterazioni prima del rilascio finale destinato ai manutentori delle distribuzioni, con una progressiva riduzione delle modifiche man mano che ci si avvicina alla versione stabile.

L’attuale RC5 mostra invece una crescita volumetrica imprevista e superiore alla media storica.

Torvalds ha chiarito che il fenomeno non è legato a correzioni urgenti o critiche, ma a un continuo ricambio di codice alimentato da elementi assolutamente banali. Si tratta di piccoli bug di vecchia data, non critici per il funzionamento del sistema, probabilmente individuati e corretti utilizzando strumenti di intelligenza artificiale, che avrebbero dovuto seguire i canali ordinari all’inizio del processo di sviluppo.

Queste patch tardive però non giustificano il rischio di destabilizzazione a ridosso del traguardo finale, e la loro presenza in questa fase crea più problemi di quanti ne risolva.

Nuove regole più rigide per i contributi futuri

Per arginare questa tendenza e preservare l’integrità del kernel, Torvalds ha annunciato che sarà molto più inflessibile nel valutare i contributi futuri. L’obiettivo in questa fase avanzata dello sviluppo deve rimanere esclusivamente l’individuazione e la risoluzione delle regressioni, ovvero i bug introdotti direttamente dalle ultime modifiche al codice.

Qualsiasi altra sottomissione che non presenti caratteri di urgenza dovrà essere trattenuta dagli sviluppatori e rimandata alla finestra di sviluppo successiva. È una linea dura ma che punta a ristabilire l’ordine in un processo che rischia di sfuggire di mano e rallentare, di conseguenza, lo sviluppo stesso di Linux.

Il lavoro serio rischia di passare inosservato

L’eccesso di modifiche marginali rischia infatti di oscurare il lavoro di pulizia reale che ha caratterizzato gli ultimi sette giorni di sviluppo. Al di là del rumore di fondo generato dagli strumenti automatici, il codice della RC5 ha integrato aggiornamenti necessari e importanti sul fronte dei file system, del comparto grafico, del sottosistema di rete, della gestione della memoria e della stabilità generale del sistema.

Non mancano inoltre i consueti interventi di compatibilità hardware mirati, che in questa build specifica risolvono anomalie riscontrate su laptop commerciali di grande diffusione come l’HP Pavilion Plus 14, la gamma ASUS Armoury e il Lenovo Yoga 7 14AGP11.

Insomma, la posizione di Torvalds riflette una preoccupazione più ampia che sta emergendo nella comunità open source: l’utilizzo indiscriminato dell’intelligenza artificiale per la generazione di codice e l’individuazione di bug può creare più lavoro di quanto ne elimini, soprattutto quando manca il giudizio umano nel valutare cosa sia realmente prioritario e cosa, invece, possa attendere. Staremo a vedere se le modifiche paventate dal fondatore di Linux saranno la giusta soluzione a un problema ormai troppo diffuso.