L’intelligenza artificiale conversazionale ha un problema che quasi nessuno ha ancora risolto davvero: funziona come una corrispondenza via email, non come una conversazione vera. Aspetti che l’utente finisca di scrivere, poi il modello elabora, poi risponde. Nel frattempo, il mondo intorno a te si è già mosso. È esattamente questa la crepa che Mira Murati intende colmare con Thinking Machines, la sua startup AI lanciata a febbraio 2025 dopo l’addio a OpenAI.
Lunedì scorso, la società ha annunciato pubblicamente di essere al lavoro su quelli che ha definito “interaction models”, un concetto tanto ambizioso quanto concreto nelle sue implicazioni. L’idea è semplice da spiegare ma tecnicamente complessa da realizzare: creare sistemi AI che non aspettino il proprio turno per “parlare”, ma che ascoltino, osservino e pensino in modo continuo, esattamente come farebbe un collaboratore umano seduto accanto a te.
Segui TuttoTech.net su Google Discover
Il problema che nessuno ha ancora risolto
Per capire perché questa annuncio sia rilevante, vale la pena soffermarsi su come funzionano oggi i principali modelli AI. Quando scrivi un messaggio a ChatGPT, Claude o Gemini, il modello è di fatto cieco e sordo fino a quando non premi invio. Non percepisce le tue esitazioni, non vede cosa stai guardando, non registra nulla di ciò che accade mentre elabora la risposta. È un canale di comunicazione estremamente stretto, soprattutto se paragonato a come gli esseri umani collaborano tra loro.
Thinking Machines descrive questo limite con un’analogia efficace: è come cercare di risolvere un disaccordo importante via email invece di farlo di persona. La latenza, l’assenza di contesto non verbale e la comunicazione a senso unico impoveriscono enormemente la qualità dello scambio.

Gli interaction models, secondo quanto dichiarato dall’azienda, nascono proprio per rompere questo schema. Il sistema sarebbe in grado di processare audio, video e testo in maniera simultanea e continuativa, reagendo in tempo reale senza dover attendere che l’utente abbia terminato il proprio input.
Cosa sa fare, concretamente
L’annuncio non è rimasto sul piano puramente teorico. Thinking Machines ha condiviso alcuni video dimostrativi che mostrano il modello in azione su scenari diversi tra loro. In uno, il sistema ascolta la lettura di una storia e identifica automaticamente ogni volta che viene menzionato un animale. In un altro, traduce il parlato in tempo reale, sovrapponendo la traduzione al flusso vocale originale. Il terzo esempio è forse il più sorprendente: il modello rileva tramite la videocamera quando l’utente sta assumendo una postura scorretta e lo avvisa in tempo reale.
Sono esempi volutamente semplici, quasi didattici, ma illustrano bene il cambio di paradigma: l’AI smette di essere uno strumento che interroghi e diventa qualcosa di più vicino a un assistente che ti osserva, ti ascolta e interviene quando necessario, senza che tu debba ogni volta “attivarlo”.
Una startup in salita, ma con visione chiara
Il lancio di questa tecnologia arriva in un momento non particolarmente facile per Thinking Machines. Dall’apertura dei battenti, il laboratorio ha dovuto fare i conti con una serie di uscite di profili chiave: alcuni ingegneri sono stati attratti da Meta, altri hanno addirittura fatto marcia indietro verso OpenAI, il posto da cui erano partiti. In un settore in cui il talento è la risorsa più scarsa e contesa, questo tipo di emorragia pesa.
Eppure Murati sembra non voler cambiare rotta. La sua scommessa è che il futuro dell’AI non stia nell’ennesimo chatbot più veloce o più preciso, ma in un cambio radicale del modo in cui uomo e macchina interagiscono. Meno interfacce a turni, più presenza continua.

Quando si potrà provare?
Per ora, gli interaction models non sono disponibili al pubblico. Thinking Machines ha annunciato che aprirà una “limited research preview” nei prossimi mesi, con l’obiettivo di un rilascio più ampio entro la fine del 2026. Chi vuole approfondire il progetto può già leggere la spiegazione tecnica pubblicata sul blog ufficiale dell’azienda.
Resta da vedere se la visione reggerà alla prova dei fatti e se Thinking Machines riuscirà a trattenere abbastanza talenti per portarla fino in fondo. Ma l’idea di un’AI che finalmente smette di aspettare il tuo turno è, almeno sulla carta, una delle più interessanti degli ultimi mesi.
I nostri contenuti da non perdere:
- 🔝 Importante: Recensione Octopus Energy dopo 2 anni: pro e contro
- 🚨 Vuoi un notebook gaming serio senza spendere troppo? MSI Cyborg 15 con RTX 5060 è la risposta
- 💰 Risparmia sulla tecnologia: segui Prezzi.Tech su Telegram, il miglior canale di offerte
- 🏡 Seguici anche sul canale Telegram Offerte.Casa per sconti su prodotti di largo consumo

