Parlare di sicurezza online con i propri figli adolescenti è spesso una delle conversazioni più difficili da avviare in famiglia. Eppure, secondo Meta, è esattamente da lì che bisogna partire. Il 30 aprile scorso, a Milano, l’azienda ha presentato Family Chat: una campagna italiana che non si limita a promuovere funzionalità tecnologiche, ma vuole cambiare il modo in cui genitori e ragazzi affrontano insieme il mondo digitale.
L’iniziativa si colloca all’interno del programma globale di Meta per il benessere digitale dei giovani, e nasce da una consapevolezza precisa: le oltre 50 funzionalità di sicurezza già integrate nelle sue piattaforme, dagli account dedicati agli adolescenti fino alla supervisione parentale, funzionano davvero solo quando si inseriscono in un contesto di dialogo autentico e fiducia reciproca tra adulti e ragazzi.
Indice:
- Un evento fuori dagli schemi
- Cosa offre davvero Meta ai teenager
- Instagram diventa “come un film per ragazzi”
- L’IA entra nel rapporto genitori-figli
- Notifiche d’allerta: quando la tecnologia può davvero fare la differenza
- WhatsApp e la tutela dei preadolescenti
- Contro la sextortion: un impegno che viene da lontano
- La visione: protezione condivisa, non sostitutiva
Un evento fuori dagli schemi
Per raccontare questo messaggio, Meta ha scelto un formato volutamente diverso dalla classica conferenza stampa. Sul palco milanese è salita la famiglia Caressa-Parodi, con le figlie Matilde ed Eleonora, insieme allo psicologo e divulgatore Luca Mazzucchelli. Il confronto ha toccato le dinamiche reali tra adulti e adolescenti nell’era dei social, senza filtri e senza retorica.
Le parole di Mazzucchelli hanno centrato il punto con una chiarezza disarmante: «La sicurezza digitale nasce più dal dialogo che dal controllo. Quando gli strumenti tecnologici entrano in una relazione di fiducia diventano un’opportunità concreta, non un’imposizione». Un concetto che Benedetta Parodi ha confermato con la sua esperienza personale, ricordando come in casa sua le conversazioni più importanti nascano nei momenti quotidiani, in cucina, senza giudizio, e che proprio lì si costruisce davvero la fiducia.

A fare da filo conduttore istituzionale ci ha pensato Laura Bononcini, Director of Public Policy di Meta per il Sud Europa, che ha spiegato bene la filosofia dell’azienda: «Il nostro lavoro non nasce da un approccio imposto dall’alto, ma dal dialogo costante con i genitori. La tecnologia da sola non basta: è accompagnamento, non controllo. E funziona meglio quando si integra con il dialogo in famiglia».
Cosa offre davvero Meta ai teenager
Al netto della campagna, però, è utile capire concretamente quali strumenti siano già disponibili e quali siano le novità recenti. Il punto di partenza sono gli Account per Teenager, pensati specificamente per i ragazzi dai 13 ai 17 anni su Instagram e ora, da aprile 2025, estesi anche a Facebook e Messenger.
Questi account attivano automaticamente una serie di protezioni: il profilo è privato per default, i messaggi possono arrivare solo da persone già conosciute, i contenuti sensibili vengono filtrati nei Reels, in Esplora e nel feed, e la funzione anti-bullismo Parole Nascoste scatta in automatico nella versione più restrittiva. Non solo: dopo 60 minuti di utilizzo quotidiano, l’app avverte il ragazzo che è ora di fare una pausa. La modalità non disturbare si attiva invece automaticamente tra le 22:00 e le 07:00.

Per i più piccoli, sotto i 16 anni, le regole sono ancora più rigide: non possono trasmettere Dirette senza il permesso esplicito del genitore, e per disattivare la funzione che sfoca automaticamente le immagini nei DM che potrebbero contenere nudità è necessario il consenso di un adulto. A luglio 2025, Meta ha poi aggiunto nuove funzioni di sicurezza nei DM per aiutare i ragazzi a riconoscere i potenziali truffatori.
Instagram diventa “come un film per ragazzi”
Tra le novità più interessanti c’è l’impostazione 13+, ispirata proprio ai criteri di classificazione dei contenuti cinematografici. L’obiettivo è semplice: gli adolescenti devono vedere su Instagram contenuti simili a quelli di un film adatto alla loro età, per impostazione predefinita. Nessun obbligo di configurazione manuale: è la piattaforma ad adattarsi automaticamente all’età dell’utente.
Per le famiglie che vogliono un livello di protezione ancora più alto, Meta ha introdotto una modalità aggiuntiva chiamata “contenuti limitati”, che i genitori possono attivare dalla supervisione parentale per gestire in modo ancora più puntuale l’esperienza digitale dei propri figli.

L’IA entra nel rapporto genitori-figli
Uno degli aggiornamenti più discussi riguarda il rapporto tra adolescenti e intelligenza artificiale. I genitori che utilizzano la supervisione parentale potranno ora vedere gli argomenti di cui i propri figli hanno parlato con Meta AI negli ultimi sette giorni. Meta mette poi a disposizione spunti di conversazione sviluppati con esperti, per aiutare mamme e papà ad affrontare con naturalezza il tema dell’IA con i ragazzi.
A corredo di tutto ciò, l’azienda ha annunciato la nascita dell’AI Wellbeing Expert Council, un gruppo di esperti che lavorerà per sviluppare esperienze di intelligenza artificiale sicure e adeguate all’età per i teenager.
Notifiche d’allerta: quando la tecnologia può davvero fare la differenza
Instagram ha anche introdotto una funzione che dimostra come la tecnologia possa avere un impatto concreto e immediato sulla vita reale: se un adolescente cerca ripetutamente, in un breve lasso di tempo, termini legati a suicidio o autolesionismo, i genitori ricevono una notifica di allerta. Gli avvisi includono risorse sviluppate con esperti, pensate per aiutare i genitori ad affrontare conversazioni su temi delicati. Meta sta inoltre sviluppando notifiche simili anche per le conversazioni dei ragazzi con l’IA.
WhatsApp e la tutela dei preadolescenti
Non solo Instagram. L’11 marzo di quest’anno Meta ha annunciato l’arrivo degli account gestiti dai genitori su WhatsApp, pensati per i preadolescenti sotto i 13 anni. Questi account possono essere creati e gestiti esclusivamente da un genitore o tutore, restano collegati al loro profilo WhatsApp e consentono al figlio di effettuare solo chiamate e messaggi. I genitori possono gestire la lista dei contatti abilitati, i gruppi accessibili e le impostazioni sulla privacy del figlio.

Contro la sextortion: un impegno che viene da lontano
Un capitolo a parte merita la lotta alla sextortion e ai contenuti intimi non consensuali (NCII). Meta è stata la prima azienda tech a utilizzare tecnologie di riconoscimento delle immagini per identificare e rimuovere questo tipo di contenuti, e ha finanziato e costruito la piattaforma StopNCII in collaborazione con la fondazione britannica SWGfL. Per i minori, invece, supporta il NCMEC attraverso Take It Down, una piattaforma che aiuta i ragazzi ad avere il controllo delle proprie immagini intime. In Italia, Meta collabora da anni con PermessoNegato, che offre supporto tecnologico, psicologico e legale alle vittime di revenge porn e violenza online.
Nei DM, le immagini contenenti nudità vengono automaticamente sfocate, sia per il ricevente che per chi le invia, con un messaggio che invita a non sentirsi obbligati a rispondere e che offre l’opzione di bloccare e segnalare il mittente. Chi tenta di inoltrare un’immagine intima riceve invece un avviso che lo invita a riconsiderare l’azione.
La visione: protezione condivisa, non sostitutiva
Il filo che unisce tutte queste iniziative è sintetizzato bene dalla posizione pubblica di Meta: l’educazione alla sicurezza è una responsabilità condivisa. Non basta che una piattaforma abbia gli strumenti giusti, serve che istituzioni, educatori, famiglie e aziende tecnologiche lavorino nella stessa direzione. Ed è proprio questo che Family Chat prova a comunicare: non un manuale d’istruzione per genitori in difficoltà, ma un invito a rimettere al centro la conversazione, quella vera, quella che succede a tavola o in macchina di ritorno da scuola. La tecnologia fa la sua parte. Il resto spetta a noi.
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