A poco più di un anno dall’avvio operativo, il programma IRIDE torna a far parlare di sé con un nuovo, importante passo in avanti che conferma, come spesso accade quando si parla di grandi investimenti pubblici ben indirizzati, la solidità dell’iniziativa e il valore strategico per il nostro Paese. La costellazione italiana dedicata all’osservazione della Terra si arricchisce infatti di ulteriori sette satelliti HEO, contribuendo a rafforzare un progetto che punta a diventare uno dei più estesi e avanzati in Europa.

Il nuovo lancio, avvenuto nella mattinata del 3 maggio, è stato effettuato tramite un razzo Falcon 9 di SpaceX, partito dalla base di Vandenberg Space Force Base. Come da prassi, nelle ore immediatamente successive sono state completate le operazioni di separazione e verifica, con l’acquisizione del segnale di tutti i satelliti seguita dal centro di controllo Argotech in Italia (un passaggio cruciale che certifica il corretto inserimento in orbita e l’avvio delle operazioni).

La costellazione IRIDE prende forma e accelera

Con questo secondo batch di satelliti HEO, il programma IRIDE, coordinato dall’Agenzia Spaziale Europea e supportato dall’Agenzia Spaziale Italiana, raggiunge quota 31 satelliti complessivi già in orbita, superando di fatto la metà del percorso previsto. Un risultato tutt’altro che scontato, soprattutto considerando che il piano di sviluppo procede addirittura con diversi mesi di anticipo rispetto alle tempistiche fissate dal PNRR.

Entrando un po’ più nel dettaglio, la costellazione HEO arriva ora a 15 satelliti operativi, mentre altri dispositivi (appartenenti a differenti sottosistemi) contribuiscono a creare quella che viene definita una vera e propria costellazione di costellazioni; si tratta in sostanza di un ecosistema integrato composto da satelliti eterogenei per tecnologia e capacità, affiancati da infrastrutture terrestri dedicate alla gestione e all’elaborazione dei dati geospaziali.

Come molti di voi avranno intuito, IRIDE non è soltanto un progetto tecnologico, ma rappresenta uno strumento concreto al servizio del territorio e delle istituzioni. Il sistema è infatti progettato per offrire supporto diretto alla Pubblica Amministrazione in una serie di ambiti critici, dal monitoraggio del dissesto idrogeologico agli incendi, passando per il controllo delle infrastrutture strategiche, la qualità dell’aria e le condizioni meteorologiche.

Allo stesso tempo (e questo è un aspetto tutt’altro che secondario), i dati prodotti dalla costellazione saranno messi a disposizione anche di startup, PMI e operatori industriali, aprendo la strada a nuovi servizi e applicazioni basati sull’analisi avanzata delle informazioni raccolte dallo spazio.

I satelliti HEO rappresentano una nuova generazione di piattaforme compatte e modulari, con un peso di circa 70 kg sono dotati di sensori ottici multispettrali capaci di acquisire immagini su diverse lunghezze d’onda con una risoluzione di 2,6 metri per pixel; numeri che, tradotti nella pratica, consentono di ottenere un livello di dettaglio estremamente utile per molteplici applicazioni operative.

Ad oggi, la costellazione IRIDE ha già prodotto oltre 1.700 immagini della Terra, generando più di 3.000 GB di dati e coprendo una superficie complessiva pari a circa 9 milioni di chilometri quadrati (oltre 30 volte l’estensione dell’Italia). Una volta completata, la rete HEO arriverà a 25 satelliti, garantendo un revisit time praticamente in tempo reale sull’intero territorio nazionale, un traguardo particolarmente ambizioso che testimonia la portata del progetto.

Il programma IRIDE, finanziato con oltre un miliardo di euro tra fondi PNRR e risorse nazionali, si configura dunque come uno dei pilastri della strategia spaziale italiana, non solo per l’impatto immediato sulle capacità di osservazione della Terra, ma anche per il ruolo di acceleratore tecnologico e industriale che sta già dimostrando di poter ricoprire.

Il percorso, ovviamente, non si conclude qui: nei prossimi mesi e negli anni successivi sono previsti ulteriori lanci, con nuove costellazioni e satelliti che andranno ad arricchire ulteriormente il sistema. Un’evoluzione continua che, se manterrà le promesse attuali, potrebbe consolidare in modo definitivo il ruolo dell’Italia come uno degli attori di riferimento nel settore spaziale europeo.

I nostri contenuti da non perdere: