L’evoluzione dei modelli e dei sistemi di intelligenza artificiale pone un problema sempre più cruciale legato alla sicurezza informatica. Un problema emerso ancora più prepotentemente la scorsa settimana quando Anthropic ha lanciato Mythos. Si tratta di un modello che, con una certa sorpresa anche da parte degli stessi sviluppatori, è in grado (tra le altre cose) di individuare le vulnerabilità. Il tema, quindi, è particolarmente caldo e sentito e in questo contesto si inserisce il recente annuncio di OpenAI che ha presentato GPT-5.4-Cyber. Come suggerisce il nome stesso si tratta di una variante appositamente ottimizzata del suo modello GPT-5.4, progettata appositamente per supportare i professionisti della sicurezza informatica nelle attività di difesa. Il rilascio si accompagna a un’espansione significativa del programma Trusted Access for Cyber (TAC), con l’obiettivo di estendere l’accesso a migliaia di singoli esperti verificati e a centinaia di team responsabili della protezione di infrastrutture software critiche.
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Le caratteristiche di GPT-5.4-Cyber
GPT-5.4-Cyber è una versione di GPT-5.4 progettata specificamente per rispondere in modo più completo alle richieste dei professionisti del settore mettendo a disposizione nuove funzionalità pensate per le attività di difesa.
Tra queste c’è la capacità di reverse engineering binario, che consente ai professionisti della sicurezza di analizzare i software per individuare malware, vulnerabilità e punti deboli senza necessità di accedere al codice sorgente. Trattandosi di un modello più permissivo, OpenAI ha scelto un rilascio iniziale limitato e graduale, rivolto esclusivamente ai fornitori di sicurezza informatica, alle organizzazioni e ai ricercatori verificati. In alcuni contesti d’uso, come quelli in cui i dati delle richieste non vengono conservati, l’accesso potrebbe essere soggetto a condizioni aggiuntive.
L’arrivo di GPT-5.4-Cyber segue un percorso che OpenAI ha già avviato da tempo. L’azienda, infatti, ha iniziato a integrare funzionalità specifiche per la cybersecurity già a partire da GPT-5.2, affinando progressivamente l’approccio con GPT-5.3-Codex e GPT-5.4, quest’ultimo classificato come modello ad “alta” capacità informatica nell’ambito del proprio Preparedness Framework, il sistema interno con cui l’azienda valuta i rischi dei propri modelli. GPT-5.4-Cyber rappresenta il passo successivo di questo percorso ed è un modello non solo più capace, ma costruito esplicitamente attorno alle esigenze di chi lavora nella difesa informatica.
Il programma Trusted Access for Cyber
Per accedere a GPT-5.4-Cyber è necessario essere parte del programma Trusted Access for Cyber, il sistema di accesso verificato che OpenAI ha strutturato su più livelli. Questo programma introduce livelli di accesso differenziati in base al grado di verifica dell’identità. I singoli utenti possono completare la verifica tramite chatgpt.com/cyber, mentre le aziende possono richiedere l’accesso per l’intero team attraverso il proprio referente OpenAI. Coloro che già partecipano al programma e intendono accedere ai livelli superiori (incluso GPT-5.4-Cyber) possono manifestare il proprio interesse separatamente. I clienti approvati attraverso questo processo otterranno accesso a versioni dei modelli esistenti e potranno operare con meno interruzioni o blocchi automatici nelle attività di sicurezza informatica che i sistemi di OpenAI potrebbero altrimenti segnalare come potenzialmente rischiose, nel rispetto delle politiche d’uso dell’azienda.
Strategia e prospettive
L’approccio di OpenAI per GPT-5.4-Cyber si fonda su tre principi. Il primo è rendere questi strumenti accessibili al maggior numero possibile di professionisti della sicurezza informatica, senza decidere arbitrariamente chi ne abbia diritto, ma affidandosi a criteri oggettivi come la verifica dell’identità. Il secondo è distribuire i modelli in modo graduale, imparando dall’uso reale e migliorando i sistemi di sicurezza nel tempo. Il terzo è sostenere l’intera comunità della difesa informatica attraverso finanziamenti, percorsi di accesso verificato e contributi a progetti open source.
Sul fronte dei risultati concreti, Codex Security, il prodotto di OpenAI per la sicurezza delle applicazioni lanciato in anteprima nelle scorse settimane, ha già contribuito alla correzione di oltre tremila vulnerabilità critiche nell’ecosistema software. Parallelamente, il Cybersecurity Grant Program mette a disposizione dieci milioni di dollari in crediti API per accelerare la ricerca sulla difesa informatica, con particolare attenzione al software open source e alle infrastrutture critiche.
Quanto alle prospettive future, OpenAI ritiene che le misure di sicurezza oggi in uso siano sufficienti per distribuire ampiamente i modelli attuali, e che potranno essere adattate anche ai modelli più potenti in arrivo nei prossimi mesi. I modelli come GPT-5.4-Cyber, più permissivi per definizione, richiederanno invece controlli di accesso più stringenti. Nel lungo periodo, con l’avanzare delle capacità dei modelli AI, l’azienda prevede di dover sviluppare difese sempre più sofisticate.
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