Apple cambia approccio al mercato enterprise e lo fa in modo piuttosto netto, a partire dal 14 aprile debutterà Apple Business, una nuova piattaforma all-in-one che unifica strumenti, servizi e gestione in un unico ambiente. Una scelta che, come spesso accade quando si parla di Apple, punta a semplificare un ecosistema fino a oggi frammentato, ma introduce anche una novità destinata a far discutere, in positivo, molte aziende.
La gestione dei dispositivi, finora inclusa nel servizio a pagamento Apple Business Essentials, diventerà infatti gratuita in oltre 200 Paesi; si tratta di un cambiamento tutt’altro che marginale, perché va ad abbattere una delle principali barriere d’ingresso per le piccole e media imprese, che spesso non dispongono di un reparto IT strutturato ma hanno comunque bisogno di strumenti affidabili per gestire smartphone, tablet e computer.
Addio ai servizi separati per le aziende, nasce Apple Business
Per capire meglio la portata dell’annuncio, vale la pena ricordare come l’offerta enterprise di Apple fosse finora suddivisa tra più piattaforme, tra cui Apple Business Manager e Apple Business Connect, costringendo gli amministratori a muoversi tra diversi portali.
Con Apple Business invece, tutto viene centralizzato in un’unica dashboard, con migrazione automatica di dati e account già esistenti; un passaggio che, almeno sulla carta, dovrebbe rendere la gestione decisamente più lineare.
Entrando nel concreto, la gratuità della gestione MDM significa che le aziende potranno configurare dispositivi, distribuire applicazioni e impostare criteri di sicurezza senza costi aggiuntivi, sfruttando anche i nuovi Blueprint, modelli preconfigurati pensati per rendere immediata la messa in funzione dei dispositivi fin dal primo avvio.
Non è difficile immaginare quanto questa soluzione possa risultare utile nei contesti in cui è necessario distribuire rapidamente decine, se non centinaia, di dispositivi.
Apple ha inoltre lavorato per rendere più flessibile la gestione interna, introducendo ruoli personalizzati e un controllo più granulare sui permessi. In altre parole, non sarà più necessario concedere accessi completi a tutti gli amministratori, ma sarà possibile definire con precisione chi può fare cosa; allo stesso tempo, l’integrazione con servizi come Google Workspace e Microsoft Entra ID permette di automatizzare la creazione degli account aziendali, semplificando ulteriormente i flussi di lavoro.
Ma Apple Business non si limita alla gestione IT, la nuova piattaforma integra anche strumenti per la comunicazione e la collaborazione, consentendo alle aziende di configurare email, calendario e rubrica con dominio personalizzato, il tutto all’interno dello stesso ambiente. Una scelta che evidenzia chiaramente la volontà di Apple di offrire una soluzione sempre più completa, capace di accompagnare le aziende non solo nella gestione dei dispositivi ma anche nelle attività quotidiane.
Non manca poi il tema crescente dell’attenzione alla visibilità, attraverso Apple Maps le aziende potranno gestire la propria presenza online in modo più strutturato e, a partire dall’estate (inizialmente negli Stati Uniti e in Canada), avranno anche la possibilità di creare annunci che compariranno nei risultati di ricerca e nei suggerimenti locali. Il tutto mantenendo, almeno secondo quanto dichiarato, un approccio fortemente orientato alla privacy, con dati che restano sul dispositivo dell’utente e non vengono condivisi con terze parti.
Naturalmente, non tutto sarà gratuito, Apple continuerà a proporre alcune opzioni premium, come spazio aggiuntivo su iCloud o la copertura AppleCare+, seguendo un modello che ormai conosciamo bene; una base solida e accessibile, affiancata da servizi a pagamento per esigenze più avanzate.
Nel complesso, Apple Business rappresenta un passo importante nella strategia dell’azienda: semplificare, integrare e sopratutto rendere più accessibili strumenti che fino a oggi erano percepiti come complessi o costosi. Bisognerà attendere per scoprire quale sarà l’impatto sul mercato e se questa soluzione riuscirà a competere con piattaforme più avanzate già consolidate in ambito enterprise.
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