Il mercato degli smart ring continua a crescere rapidamente e, negli ultimi anni, diversi produttori stanno cercando di ritagliarsi uno spazio accanto ai più noti smartwatch. Tra questi troviamo Ultrahuman, azienda che negli ultimi tempi si è fatta notare per i suoi dispositivi dedicati al monitoraggio della salute; proprio uno dei suoi prodotti più recenti, Ultrahuman Ring Pro, potrebbe presto tornare a essere venduto negli Stati Uniti dopo mesi di incertezza. Secondo alcune indiscrezioni infatti, il dispositivo avrebbe ottenuto il via libera necessario dalle autorità statunitensi per essere importato nel Paese.
Via libera all’importazione di Ultrahuman Ring Pro negli Stati Uniti
Stando a quanto riportato, Ultrahuman Ring Pro avrebbe ricevuto l’approvazione da parte della United States Customs and Border Protection, l’agenzia federale che si occupa dei controlli doganali negli Stati Uniti.
Questo passaggio rappresenterebbe un punto di svolta importante per Ultrahuman, dal momento che negli ultimi mesi l’azienda non aveva potuto importare nuove unità dei propri dispositivi nel territorio statunitense.
Il blocco era arrivato dopo una controversia legale con Oura Health, produttore del noto smart ring Oura Ring, che aveva ottenuto una decisione favorevole presso la United States International Trade Commission; in seguito a quella sentenza, l’importazione dei dispositivi Ultrahuman negli USA era stata limitata.
Per poter tornare sul mercato statunitense, Ultrahuman avrebbe quindi lavorato a una riprogettazione dell’hardware del Ring Pro, l’obbiettivo era dimostrare alle autorità che il nuovo design interno non violasse i brevetti oggetto della disputa.
Secondo le indiscrezioni, le modifiche tecniche sarebbero state sufficienti per convincere le autorità che la nuova configurazione non rientra nei metodi brevettati contestati in precedenza.
Questo tipo di procedura non è raro nel settore tecnologico: quando un prodotto viene bloccato per questioni di proprietà intellettuale, le aziende possono intervenire con modifiche ingegneristiche per evitare le tecnologie protette dai brevetti e ottenere nuovamente l’autorizzazione alla vendita.
Va comunque precisato che, almeno per il momento, l’azienda non ha ancora confermato ufficialmente il via libera alla reimportazione.
Il Ring Pro rappresenta l’attuale anello intelligente di punta dell’azienda e si distingue soprattutto per alcune caratteristiche tecniche pensate per migliorare l’esperienza di monitoraggio della salute.
Uno degli aspetti su cui Ultrahuman ha puntato maggiormente è l’autonomia: secondo quanto dichiarato dall’azienda, il dispositivo può raggiungere fino a 15 giorni di utilizzo con una singola carica, un valore piuttosto interessante per un dispositivo di dimensioni così ridotte.
A questo si aggiunge la custodia di ricarica, che può fornire fino a 45 giorni aggiuntivi di autonomia, permettendo di utilizzare il dispositivo per lunghi periodi senza doverlo collegare alla corrente.
Dal punto di vista delle funzionalità, l’anello mantiene le classiche caratteristiche dei wearable dedicati alla salute, come il monitoraggio dei parametri fisiologici e del sonno, ma introduce anche componenti interni più veloci e performanti rispetto alle generazioni precedenti.
Un ruolo centrale è giocato anche dal software, Ultrahuman sta infatti puntando molto sulle analisi basate sull’intelligenza artificiale, che dovrebbero aiutare gli utenti a interpretare meglio i dati raccolti dal dispositivo. L’idea non è semplicemente mostrare numeri e statistiche, ma offrire informazioni più comprensibili e suggerimenti utili per migliorare il proprio benessere.
Il prezzo dello smart ring è fissato a 479 dollari per il mercato statunitense, mentre dal punto di vista estetico il dispositivo rimane piuttosto simile ai modelli precedenti, gran parte delle novità riguarda infatti le componenti interne e l’ottimizzazione delle prestazioni.
Se il via libera delle autorità statunitensi verrà confermato ufficialmente, l’arrivo del Ring Pro negli Stati Uniti potrebbe rappresentare un passaggio importante per la crescita di Ultrahuman nel mercato globale degli anelli intelligenti.
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