Il progetto Starlink entra in una nuova fase e, come spesso accade quando si parla di SpaceX, le ambizioni sono decisamente elevate. L’azienda aerospaziale guidata da Elon Musk ha infatti annunciato che inizierà a lanciare i satelliti Starlink V2 di nuova generazione utilizzando Starship a partire dalla metà del 2027, segnando un passaggio chiave nell’evoluzione della più grande costellazione satellitare attualmente in orbita.
L’aggiornamento è stato condiviso nel corso del Mobile World Congress di Barcellona dal presidente Gwynne Shotwell e dal vicepresidente di Starlink Mike Nicolls, che hanno delineato una roadmap tanto chiara quanto ambiziosa: dispiegare rapidamente una nuova costellazione capace di garantire copertura globale e continua in tempi estremamente ridotti.
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Starship sarà il vero punto di svolta per Starlink V2
Al momento, tutti i satelliti Starlink vengono lanciati tramite il collaudato Falcon 9, un vettore che ha dimostrato negli affidabilità e capacità di riutilizzo; tuttavia, la nuova generazione di satelliti (più grandi, più potenti e più performanti) richiederà una piattaforma di lancio decisamente più capace. Ed è qui che entra in gioco Starship.
Secondo quanto dichiarato da Mike Nicolls, una volta pienamente operativo, il nuovo sistema di lancio sarà in grado di trasportare circa 50 satelliti Starlink V2 per singolo volo, accelerando in modo drastico i tempi di implementazione della costellazione.
L’obbiettivo dichiarato è particolarmente ambizioso, ovvero dispiegare circa 1.200 satelliti, garantire copertura globale contigua e completare questa prima fase in circa sei mesi. Un ritmo che, se confermato, rappresenterebbe un cambio di passo significativo rispetto all’attuale modello operativo basato su Falcon 9.
La prima tranche di 1.200 satelliti servirà a garantire una copertura continua su scala globale, ma i piani di SpaceX non si fermano qui. Una volta completata questa fase iniziale, l’azienda intende espandere ulteriormente la costellazione per raggiungere una copertura veramente globale, comprese le regioni polari, aree tradizionalmente più complesse da servire tramite infrastrutture terrestri.
Alcuni di voi potrebbero ricordare come, fin dagli esordi del progetto, uno degli obbiettivi dichiarati di Starlink fosse proprio quello di connettere le aree più remote del pianeta, e questa evoluzione sembra andare esattamente in quella direzione.
Va però sottolineato un aspetto fondamentale, Starship è ancora in fase di sviluppo. Dopo una serie di voli di prova effettuati nel 2025, SpaceX sta lavorando a una versione aggiornata del velivolo e punta a effettuare un nuovo test già nel corso di questo mese.
Non è dunque ancora chiaro quale sarà la tempistica definitiva per la piena operatività commerciale del sistema, ma l’orizzonte temporale indicato, metà 2027, lascia intendere che l’azienda ritenga realistico completare la fase di maturazione tecnica entro i prossimi mesi. Gli utenti dovranno dunque pazientare ancora un po’ prima di vedere gli effetti concreti di questa transizione, ma la direzione appare ormai tracciata.
Nel frattempo, Starlink continua a crescere con numeri decisamente importanti: quasi 10.000 satelliti attualmente in servizio, circa 9 miliardi di dollari di fatturato stimati per il 2026, e 10 milioni di utenti attivi mensili per il servizio direct-to-cell.
Proprio su quest’ultimo fronte arriva un’altra novità, il servizio direct-to-cell verrà ribattezzato Starlink Mobile. Attualmente supportato da circa 650 satelliti capaci di connettersi direttamente agli smartphone, il servizio punta a superare i 25 milioni di utenti attivi mensili entro la fine del 2026.
Un’evoluzione che potrebbe avere implicazioni molto interessanti anche per il mercato mobile tradizionale, soprattutto in quelle aree dove la copertura terrestre resta limitata o assente.
Il passaggio ai satelliti Starlink V2 e l’utilizzo di Starship come piattaforma primaria di lancio non rappresentano semplicemente un aggiornamento tecnico, ma una trasformazione strutturale dell’intero ecosistema Starlink.
Se i tempi verranno rispettati, nel giro di pochi anni potremmo assistere a un’accelerazione senza precedenti nella distribuzione di connettività satellitare globale, con impatti che andranno ben oltre l’ambito spaziale, toccando telecomunicazioni, IoT, emergenze e connettività mobile su smartphone.
Non ci resta che attendere per capire come evolverà lo sviluppo di Starship nei prossimi mesi e se SpaceX riuscirà a mantenere la tabella di marcia annunciata al MWC.
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