Nel panorama dell’intrattenimento globale, che negli ultimi anni ha visto una progressiva concentrazione tra studi storici e piattaforme di streaming (con equilibri che spesso sono cambiati nel giro di poche settimane), arriva ora una svolta destinata a lasciare il segno: Paramount Skydance Corporation ha ufficialmente raggiunto un accordo per acquisire Warner Bros. Discovery, mettendo fine, in modo piuttosto brusco, ai piani di Netflix che fino a pochi giorni fa sembrava in pole position per portare a casa parte del gruppo.

Come spesso accade in operazioni di questa portata, non mancano cifre miliardarie, penali di rescissione e promesse industriali di lungo periodo.

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Paramount acquisisce Warner Bros. Discovery: i dettagli dell’operazione

L’accordo definitivo prevede che Paramount paghi 31 dollari per azione in contanti per tutte le azioni in circolazione di Warner Bros. Discovery, valutando la società circa 81 miliardi di dollari in equity value e 110 miliardi di dollari in enterprise value.

L’operazione è stata approvata all’unanimità dai Consigli di Amministrazione di entrambe le società e dovrebbe concludersi entro il terzo trimestre del 2026, subordinatamente (come sempre in questi casi) alle autorizzazioni normative e al voto degli azionisti WBD, atteso per la primavera.

Nel caso in cui la chiusura non avvenisse entro il 30 settembre 2026, scatterò il ticking fee da 0,25 dollari per azione a trimestre, calcolata quotidianamente, a favore degli azionisti Warner Bros. Discovery.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda Netflix, il colosso dello streaming aveva infatti un accordo preliminare per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery, ma ha deciso di non presentare una controfferta dopo che WBD ha giudicato superiore la proposta di Paramount.

La conseguenza? Paramount dovrà versare a Netflix 2,8 miliardi di dollari come penale di rescissione per la rottura dell’intesa originaria. In altre parole, Netflix esce dalla partita, ma non a mani vuote: oltre a evitare un esborso potenzialmente enorme incassa una cifra significativa, mentre Paramount si assume l’onere (e il rischio) di un’operazione che sarà ora attentamente scrutinata dalle autorità regolatorie, sia negli Stati Uniti che all’estero.

L’obbiettivo di Paramount Skydance è quello di creare una media company globale di nuova generazione, capace di competere in un settore in rapidissima evoluzione, dove tecnologia e proprietà intellettuale rappresentano i veri asset strategici.

La nuova entità unirà le piattaforme streaming come Paramount+, HBO Max e Pluto TV, un catalogo di oltre 15.000 titoli, franchise iconici come Il Trono di Spade, Harry Potter, Mission: Impossible, Top Gun e Universo DC.

Sul fronte cinematografico, Paramount si impegna a produrre almeno 30 film all’anno (15 per studio), garantendo una finestra teatrale minima globale di 45 giorni prima dell’arrivo in video on demand, con l’obbiettivo, per i titoli di maggior successo, di estendere tale periodo a 60-90 giorni o più. Una scelta che segna un ulteriore riequilibrio tra sale e streaming, dopo anni in cui le finestre di distribuzione erano state progressivamente accorciate.

L’acquisizione sarà finanziata tramite:

  • 47 miliardi di dollari di nuovo capitale, come nuove azioni di classe B emesse a 16,02 dollari per azione, sostenute dalla famiglia Ellison e da RedBird Capital Partners
  • 54 miliardi di dollari di impegni di debito da parte di Bank of America, Citigroup e Apollo

Paramount prevede oltre 6 miliardi di dollari in sinergie, derivanti da integrazione tecnologica (inclusa la migrazione verso sistemi ERP unificati e il consolidamento degli stack streaming), efficienze operative e ottimizzazioni immobiliari.

Come spesso accade in operazioni di questa portata, il vero banco di prova sarà rappresentato dalle autorità antitrust; l’accordo dovrà essere approvato negli Stati Uniti e in diversi mercati internazionali, con possibili verifiche anche a livello statale. Eventuali ritardi potrebbero rivelarsi costosi, oltre al ticking fee è prevista una penale da 7 miliardi di dollari in caso di risoluzione per motivi normativi.

Nel giro di poche ore si è dunque consumata una delle più significative inversioni di tendenza nel panorama media recente: Netflix si defila, Paramount rilancia e Warner Bros. Discovery trova un nuovo partner strategico.

Se l’operazione andrà in porto nei tempi previsti, nascerà un gigante capace di competere su più fronti, streaming, cinema, TV lineare, sport, con una presenza in oltre 200 Paesi e un portafoglio di diritti tra i più ampi del settore.

Bisognerà attendere per scoprire come reagiranno i competitor e quale sarà l’impatto concreto per gli utenti finali, tra possibili integrazioni di cataloghi, riorganizzazioni delle piattaforme e, perché no, nuove politiche di prezzo.

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