Il governo USA stringe il cerchio attorno ad Anthropic e lo fa con un ultimatum che, se confermato nei tempi e nei modi riportati dalle ultime indiscrezioni, potrebbe ridefinire in modo profondo il rapporto tra Washington e le aziende di intelligenza artificiale.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, avrebbe concesso alla società guidata da Dario Amodei tempo fino a venerdì per rivedere alcuni dei limiti imposti all’uso militare del modello Claude; in caso contrario, sul tavolo resterebbero opzioni ben più drastiche.

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Ultimatum del Pentagono ad Anthropic: rimuovere i limiti o adeguarsi

Il cuore della questione è tanto semplice quanto delicato, il Pentagono chiede maggiore libertà operativa nell’utilizzo di Claude in ambito militare, inclusi contesti classificati e operazioni estremamente sensibili.

Anthropic, dal canto suo, avrebbe già chiarito di essere disposta a collaborare con il Dipartimento della Difesa su diverse politiche operative, ma con due paletti molto precisi:

  • nessun utilizzo per la sorveglianza di massa dei cittadini statunitensi
  • nessun coinvolgimento nello sviluppo o impiego di armi completamente autonome, capaci di agire senza intervento umano diretto

Secondo le ricostruzioni, queste limitazioni sarebbero considerate troppo restrittive da parte del governo, soprattutto in ambienti classificati dove, come spesso accade, la richiesta è di accesso pieno e privo di ambiguità agli strumenti ritenuti strategici.

A rendere ancora più tesa la situazione è il fatto che, stando alle fonti, ai vertici di Anthropic sarebbe stato prospettato un vero e proprio aut-aut: o adeguarsi alle richieste, oppure rischiare un intervento basato sul Defense Product Act, che consentirebbe al governo di imporre adattamenti del modello per esigenze di difesa nazionale.

Un elemento che rende la vicenda ancora più significativa è il ruolo attuale di Claude, il modello sarebbe infatti l’unico sistema IA impiegato in alcuni dei lavori più delicati del governo statunitense, un dettaglio che spiega, almeno in parte, la pressione esercitata dal Pentagono.

Secondo quanto riportato, proprio questa indispensabilità tecnica starebbe spingendo il Dipartimento della Difesa a mantenere aperto il dialogo, pur alzando sensibilmente i toni negoziali; in altre parole, il governo avrebbe bisogno di Claude qui e ora, ma non sarebbe disposto ad accettarne i limiti etici così come definiti dall’azienda.

Nel frattempo, Washington starebbe intensificando i colloqui con altri attori del settore, OpenAI e Google sarebbero coinvolti in trattative per l’utilizzo dei rispettivi modelli in ambito classificato (mentre ChatGPT e Gemini risultano già approvati per usi governativi non classificati). Anche xAI avrebbe recentemente firmato un accordo con il Dipartimento della Difesa per integrare Grok nei sistemi classificati.

La questione, come molti di voi avranno già intuito, non riguarda soltanto un contratto multimilionario o la fornitura di un modello linguistico avanzato, in gioco ci sono temi ben più ampi: etica dell’intelligenza artificiale, limiti dell’automazione in ambito bellico, sovranità tecnologica e responsabilità operativa.

Da un lato il Pentagono considera l’IA uno strumento strategico di primo piano, da impiegare con la massima flessibilità possibile; dall’altro Anthropic continua a ribadire che alcuni confini, in particolare quelli relativi alla sorveglianza di massa e alle armi autonome, non possono essere superati.

L’incontro tra Hegseth e Amodei, avvenuto proprio mentre la pressione aumentava, potrebbe dunque rappresentare un momento di svolta. Non è però chiaro, almeno per ora, se l’ultimatum sia una leva negoziale destinata a rientrare oppure il preludio a una rottura vera e propria.

Di certo c’è che l’accesso ai modelli di intelligenza artificiale di ultima generazione è ormai una questione strategica centrale per il governo statunitense, e le prossime ore, con la scadenza fissata a venerdì, potrebbero dirci molto su quale direzione prenderà il rapporto tra Washington e le aziende che sviluppano le IA più avanzate al mondo.