La stagione 2026 di Formula 1, quella del più grande cambio regolamentare della storia recente, si avvicina sempre più al via ma, mentre proseguono i test in Bahrain, nel paddock si continua a discutere su questioni che tengono banco ormai da settimane: quello del rapporto di compressione per la power unit Mercedes e quello dei carburanti 100% sostenibili.

Per quanto riguarda il primo caso, pare che Mercedes sia uscita indenne dalla Formula 1 Commission di oggi, perché un eventuale nuovo sistema di misurazione a caldo non sarà comunque introdotto prima dell’estate (e di metà stagione). Per quanto concerne i carburanti sostenibili, invece, pare che i fornitori di alcuni motoristi non abbiano ancora ricevuto l’omologazione. Andiamo a scoprire tutti i dettagli.

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Formula 1: tiene ancora banco il caso “rapporto di compressione”

Una decina di giorni fa abbiamo parlato del caso motori che sta agitando (già da prima dell’accensione dei motori) il paddock di Formula 1: secondo voci interne al paddock, Mercedes avrebbe trovato il modo di aggirare un limite imposto da regolamento per quanto concerne il rapporto di compressione del motore termico, sceso da 18:1 a 16:1 con le power unit di nuova generazione, caratterizzate da una sorta di 50:50 tra componente termica e componente elettrica.

La casa della Stella a tre punte aveva sfruttato un’area grigia del regolamento, facendo in modo che il proprio motore termico rispettasse il rapporto di compressione 16:1 nei controlli “a freddo” ma che, “a caldo” (ovvero in esercizio), potesse tornare al valore 18:1, compensando la perdita di spinta dettata dalla rimozione dell’MGU-H nelle power unit di nuova generazione.

Dopo qualche settimana di tentennamento, Red Bull Powertrains/Ford ha deciso di passare dalla parte di Ferrari, Audi e Honda per creare uno schieramento compatto, lasciando Mercedes con le spalle al muro, costretta ad adeguarsi ai nuovi controlli “a caldo”.

La FIA ha fatto visita a Mercedes

Stando a quanto riportato da Franco Nugnes, direttore di motorsport.com Italy, pare che la scorsa settimana la FIA abbia fatto visita dalle parti di Brixworth (Regno Unito), quartier generale della divisione motori di Mercedes (ovvero la Mercedes AMG High Performance Powertrains), per verificare la regolarità della power unit “a caldo”. Risultato: tutto regolare.

Restano però alcuni dubbi, dato che pare che il motore sia stato messo in moto e portato a 115°C (temperatura vicina a quella di esercizio) ma, per procedere con smontaggio e verifica, sia stato necessario attendere che la temperatura fosse scesa intorno ai 95°C. Di conseguenza, il motore è regolare, sì, ma a 95°C. Non vi è ancora certezza sulla regolarità alle temperature di esercizio.

A quel punto, gli altri motoristi hanno sollevato la questione legata alla non conformità con l’effettivo sfruttamento in pista dei controlli effettuati sul motore della Mercedes, rimandando il tutto alla prima occasione utile per discuterne: la Formula 1 Commission che si sarebbe riunita in Bahrain proprio oggi, 18 febbraio 2026.

Tutto rimandato: Mercedes ha il “via libera” fino ad agosto 2026

Per definire se la FIA debba introdurre un test aggiuntivo per verificare la regolarità in qualsiasi contesto del motore Mercedes in merito al rapporto di compressione, la Formula 1 Commission ha deciso che la patata bollente torni tra le mani del PUAC (Power Unit Advisory Committee).

Questa commissione, composta dai cinque motoristi, FIA e Formula 1, sarà protagonista di una votazione che si svolgerà nei prossimi dieci giorni per decidere se introdurre o meno un nuovo sistema di misurazione del rapporto di compressione che sia in grado di valutare questo parametro anche a caldo (temperatura di 130°C).

Affinché questo nuovo sistema di misurazione venga introdotto, dovranno votare “sì” sei dei sette protagonisti: considerando che l’unico “no” è quello di Mercedes e che gli altri motoristi formano un fronte compatto, è molto probabile che l’ago della bilancia in questa vicenda possano essere FIA e Formula 1 (che, per aver avanzato tale proposta, non dovrebbero esprimere un voto contrario).

Dopo questa votazione, il Consiglio Mondiale del Motorsport FIA dovrà dare l’approvazione finale. Anche nel caso in cui dovessero vincere i sì, il nuovo sistema di misurazione non sarebbe introdotto prima dell’1 agosto 2026.

A quel punto, nel pieno della pausa estiva, la stagione 2026 di Formula 1 sarà già oltre il giro di boa (tra il Gran Premio d’Ungheria e il Gran Premio d’Olanda). I motorizzati Mercedes avranno quindi oltre il 50% della stagione per sfruttare appieno questo vantaggio.

Alcuni motoristi non hanno ancora ricevuto l’omologazione per il carburante 2026

Al netto della faccenda legata al rapporto di compressione, c’è un’altra importante questione che sembra coinvolgere Mercedes ma, stavolta, non solo il team della Stella a tre punte. Argomento della discussione sono i carburanti 100% sostenibili previsti per la stagione 2026 di Formula 1 (di cui avevamo già parlato il mese scorso).

Pare infatti che Petronas, fornitore dei carburanti per i motorizzati Mercedes (ovvero Mercedes, McLaren, Williams, Alpine) e Aramco, fornitore dei carburanti per i motorizzati Honda (ovvero Aston Martin), non abbiano ancora ottenuto l’omologazione per i loro carburanti.

Ciò si traduce in 5 team su 11 (o 10 monoposto su 22, fate un po’ voi) attualmente senza omologazione. I fornitori dei team rimanenti, ovvero BP (per Audi), Shell (per Ferrari, Haas e Cadillac) e da poco anche ExxonMobil (per Red Bull e Racing Bulls) hanno invece ottenuto senza problemi l’omologazione.

Stando a quanto riportato dal portale Autoracer.it, non è però prevista l’assenza di alcun team dalla griglia di partenza del primo Gran Premio stagionale di Formula 1: da regolamento, infatti, è previsto che i team senza omologazione potranno correre con una benzina “provvisoria” (non meglio specificata). Ci sono ancora poco meno di due settimane affinché Petronas e Aramco possano ottenere l’omologazione definitiva.

Nel frattempo, la Formula 1 è in pista per l’ultima sessione di test

Nonostante tutte queste vicende ancora in ballo, siamo ormai a meno di 20 giorni dallo spegnimento dei semafori per il primo Gran Premio della stagione che si correrà in Australia, sull’Albert Park Circuit di Melbourne.

Dopo la cinque-giorni di shakedown “privato” a Barcellona e la prima sessione di test della scorsa settimana in Bahrain, il circus è nuovamente in Bahrain per la seconda e ultima sessione ufficiale di test pre-stagionali.

Le auto, una per ognuno degli undici team che prendono parte alla stagione 2026 (ma con i due piloti di ogni team che possono alternarsi tra mattina e pomeriggio), hanno già completato la prima giornata di questa sessione (con George Russell in testa e una discreta Ferrari) e torneranno nuovamente in pista nella giornata di giovedì e nella giornata di venerdì, per le ultime 16 ore rimanenti.

F1 2026 - Risultati Test - Bahrain 2 - Day 1

Credits: formula1.com

Sky Italia garantisce la copertura totale con immagini in dirette per questa tre-giorni di test pre-stagionali: otto ore di diretta, suddivise in sessione mattutina (dalle 8 alle 12, ore italiane) e sessione pomeridiana (dalle 13 alle 17, ore italiane).

Questa è anche l’ultima occasione per tutti i team di completare il loro programma prima che la stagione prenda ufficialmente in via: il semaforo verde per la sessione di Prove Libere 1 del GP D’Australia scatterà quando qua in Italia saranno le 2:30 del mattino di venerdì 6 marzo 2026.

Come seguire la Formula 1 (anche i test) in diretta nel 2026

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