Mentre ironizza contro OpenAI per la scelta di inserire pubblicità all’interno di ChatGPT, Anthropic rilascia Claude Opus 4.6. Si tratta dell’ultimo modello di intelligenza artificiale che, ovviamente, promette un salto generazionale rispetto alle versioni precedenti. L’azienda ha puntato con decisione su tre pilastri fondamentali, ovvero la capacità di programmazione avanzata, una pianificazione dei compiti più accurata e una gestione delle informazioni che permette di navigare agilmente tra volumi di testo enormi. Una delle novità più rilevanti è proprio l’estensione della memoria del modello, che ora può elaborare fino a un milione di token in fase beta. Questa caratteristica permette al sistema di gestire progetti di lunghissima durata senza perdere il filo del discorso o dimenticare dettagli fondamentali inseriti all’inizio della conversazione.
Tutte le novità di Claude Opus 4.6
Coloro che hanno già avuto modo di testare Claude Opus 4.6 sottolineano come il modello sia in grado di muoversi con una facilità sorprendente anche di fronte a problemi ambigui. I risultati dei test tecnici confermano questa superiorità, posizionando Opus 4.6 ai vertici delle classifiche globali. Il modello ha ottenuto il punteggio più alto in esami complessi come il Terminal Bench 2.0 e si è dimostrato il migliore in prove multidisciplinari che mettono alla prova il ragionamento logico più articolato. Particolarmente significativo è il vantaggio registrato nei settori finanziario e legale, dove il nuovo modello di Anthropic supera i principali concorrenti (Gemini 3 Pro e GPT-5.2), offrendo prestazioni superiori nella maggior parte delle simulazioni di lavoro quotidiano.










Un problema comune dei modelli di intelligenza artificiale è il progressivo degrado delle prestazioni quando i testi diventano troppo lunghi, un fenomeno spesso descritto come il deterioramento del contesto. Opus 4.6 sembra aver superato questa barriera, dimostrando una capacità di recupero delle informazioni estremamente precisa anche all’interno di documenti che superano le centinaia di pagine. Questa precisione è supportata da un sistema di pensiero adattivo che permette al modello di calibrare lo sforzo in base alla difficoltà della richiesta. L’utente ha inoltre la possibilità di regolare manualmente questo impegno attraverso nuovi controlli dedicati, scegliendo il bilanciamento ideale tra velocità di risposta e profondità dell’analisi.
L’integrazione con gli strumenti di lavoro quotidiani rappresenta un altro passo verso la creazione di veri e propri colleghi digitali capaci di gestire il lavoro quotidiano. Le nuove funzioni per i fogli di calcolo mostrano infatti una straordinaria abilità nel trasformare informazioni confuse, come foto di scontrini o documenti poco chiari, in tabelle perfettamente organizzate. Il sistema non si limita a trascrivere ma interpreta i contenuti, correggendo automaticamente i formati delle date e individuando discrepanze che potrebbero sfuggire a un occhio umano. Allo stesso modo, il modello è ora in grado di generare presentazioni grafiche che rispettano fedelmente l’identità visiva di un’azienda, agendo come un esperto di comunicazione che conosce già lo stile e i font da utilizzare.
Sul fronte dello sviluppo software, l’innovazione si sposta verso una gestione collaborativa senza precedenti attraverso la creazione di vere squadre di assistenti digitali. Invece di eseguire un compito alla volta, il sistema è capace di coordinare diversi agenti che lavorano in parallelo su parti distinte di un progetto. Mentre un assistente analizza il codice alla ricerca di errori, un altro può scrivere contemporaneamente i test di verifica e un terzo può aggiornare la documentazione tecnica. Questo coordinamento permette di risolvere problemi complessi in tempi nettamente inferiori, lasciando all’utente umano il solo compito di supervisionare le decisioni strategiche più importanti.
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La questione sicurezza
Nonostante l’incremento delle prestazioni, Anthropic ha mantenuto una forte attenzione al tema della sicurezza. Il nuovo modello è stato sottoposto al più rigoroso protocollo di test mai implementato dall’azienda, riducendo drasticamente i comportamenti indesiderati e i rifiuti ingiustificati di fronte a domande innocue.
Un’attenzione particolare è stata riservata alla difesa informatica, con l’obiettivo di trasformare l’intelligenza artificiale in uno strumento capace di individuare vulnerabilità nel software prima che possano essere sfruttate.
Un altro aspetto interessante riguarda la dimensione economica. Anthropic ha deciso di mantenere invariati i costi per l’utilizzo standard e di introdurre tariffe specifiche solo per chi necessita di sfruttare l’immensa finestra di memoria sopra i 200.000 token.
Opus 4.6 si presenta non solo come l’ennesima evoluzione più veloce dei modelli AI, ma come un assistente capace di assumersi la responsabilità di compiti articolati e faticosi per le persone. La possibilità di coordinare più agenti digitali e di produrre analisi accurate porta la tecnologia a un livello più vicino all’ideale di un collaboratore intelligente pienamente integrato nel flusso di lavoro dell’utente. Una novità che potrebbe presto diventare l’inizio di nuove ulteriori evoluzioni in cui l’intelligenza artificiale diventa sempre più capace e utile per le attività quotidiane.
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