Netflix si prepara a cambiare volto, almeno su mobile; durante la conference call sui risultati finanziari del quarto trimestre l’azienda ha infatti annunciato l’intenzione di riprogettare profondamente la propria app mobile entro al fine del 2026, con l’obbiettivo dichiarato di aumentare l’interazione quotidiana e competere in modo più diretto con piattaforme come YouTube, TikTok e Instagram, che oggi dominano il consumo video sugli smartphone.

Non si tratta però di un semplice restyling grafico, il nuovo corso di Netflix punta a ridefinire il modo in cui gli utenti scoprono e consumano contenuti, avvicinando l’esperienza d’uso a quella delle piattaforme social, pur senza rinunciare alla propria identità.

Un nuovo design con feed verticali in stile TikTok per Netlix

Secondo quanto dichiarato dal co-CEO Greg Peters, l’app riprogettata è pensata per servire al meglio l’espansione dell’attività di Netflix nel prossimo decennio. L’aggiornamento fungerà da vera e propria base per la sperimentazione continua, consentendo all’azienda di rivedere, testare, evolvere e migliorare progressivamente la propria offerta.

In altre parole, Netflix non vede questo cambiamento come un punto di arrivo, ma come l’inizio di un percorso che potrà adattarsi nel tempo alle nuove abitudini di consumo e alle dinamiche di un mercato sempre più affollato.

Il cuore del restyling è rappresentato dalla maggiore integrazione dei feed video verticali, una funzionalità che Netflix sta sperimentando da maggio 2025 e che ora sembra pronta a uscire dalla fase di test.

Il feed mostrerà brevi clip di serie, film e podcast Netflix, in un formato immediatamente familiare agli utenti di TikTok e Instagram Reels; si tratterà, di fatto, di un’esperienza di scroll infinito, progettata per mantenere l’utente all’interno dell’app il più a lungo possibile.

Secondo Peters, queste clip brevi e scorrevoli sono uno strumento estremamente efficace per catturare l’attenzione, aumentare il tempo trascorso sulla piattaforma e, potenzialmente, indirizzare gli utenti verso una visione più lunga, come una maratona di serie TV o la riproduzione di un film.

Un altro tassello fondamentale della nuova strategia è l’investimento nei podcast video, un settore in cui YouTube è da tempo il punto di riferimento; Netflix ha già lanciato i suoi primi podcast video originali, presentati da personalità di primo piano.

Parallelamente, l’azienda ha stretto partnership con player affermati per portare sulla piattaforma librerie di podcast video già consolidate, collaborando con realtà come Spotify e iHeartMedia. Anche questi contenuti troveranno spazio all’interno dei feed verticali, ampliando ulteriormente la varietà delle clip disponibili.

Netflix non vuole diventare TikTok

Nonostante i paragoni siano inevitabili, Netflix ha più volte sottolineato di non voler imitare direttamente TikTok. Intervenendo alla conferenza TechCrunch Disrupt 2025 la CTO Elizabeth Stone ha chiarito che l’obbiettivo non è trasformare Netflix in un social network, ma rafforzare le capacità di scoperta dei contenuti di intrattenimento attraverso funzionalità pensate fin dall’inizio per il mobile.

In questo senso, il feed verticale viene presentato come uno strumento di scoperta, non come una piattaforma basata su contenuti generati dagli utenti.

Il tempismo potrebbe giocare a favore di Netflix, mentre TikTok, Instagram e YouTube vengono sempre più criticati per feed inquinati da contenuti di bassa qualità o da un uso aggressivo dell’intelligenza artificiale, la piattaforma di streaming può contare su clip verificate di serie TV e film autentici, con un vantaggio immediato in termini di qualità e controllo editoriale.

Dall’altro lato, l’assenza di contenuti generati dagli utenti potrebbe rendere il feed tropo sterile o eccessivamente moderato, soprattutto considerando che i contenuti disponibili sono vincolati da accordi di licenza ed esclusiva. Non è dunque scontato che l’esperienza riesca a replicare lo stesso livello di coinvolgimento emotivo delle piattaforme social tradizionali.

Secondo alcune indiscrezioni di settore, Netflix starebbe anche sviluppando serie per il secondo schermo, progettate appositamente con dialoghi e trame semplificate per adattarsi alla ridotta capacità di attenzione degli utenti; le clip di queste serie potrebbero diventare una componente centrale della nuova sezione dedicata ai video brevi.

Una competizione che va oltre lo streaming

Durante la stessa conference call, il co-CEO Ted Sarandos ha offerto una riflessione più ampia sullo stato del settore: oggi i servizi di streaming non competono più solo tra loro, ma con l’intero ecosistema dell’intrattenimento.

Sarandos ha inoltre accennato all’evoluzione della strategia cinematografica di Netflix, citando il recente cambiamento nell’approccio alla distribuzione nelle sale in vista dell’acquisizione di Warner Bros. Discovery, un segnale di apertura verso modelli di distribuzione sempre più ibridi.

Nel 2025 Netflix ha registrato un fatturato di 45,2 miliardi di dollari, con ricavi pubblicitari superiori a 1,5 miliardi di dollari, e ha superato la soglia dei 325 milioni di abbonamenti a pagamento nel quarto trimestre. Numeri imponenti, che però non eliminano la necessità di massimizzare l’interazione quotidiana e mantenere alta l’attenzione degli utenti.

In questo contesto, il nuovo feed verticale e l’app riprogettata rappresentano una risposta diretta alla crescente pressione competitiva, adottando (seppur con le dovute differenze) le stesse dinamiche di coinvolgimento che hanno reso i social network così efficaci.

Resta ora da capire se Netflix riuscirà a trovare il giusto equilibrio tra intrattenimento curato e meccaniche social, senza snaturare la propria identità; il 2026, in questo senso, potrebbe segnare un punto di svolta importante per il futuro della piattaforma.

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