In un panorama musicale sempre più invaso da contenuti generati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, Bandcamp prende una posizione netta e controcorrente; la piattaforma ha infatti annunciato una politica chiara e restrittiva sull’uso dell’IA generativa, ribadendo con forza la propria missione originaria: mantenere la musica uno spazio profondamente umano, basato sulla relazione diretta tra artisti e fan.
Bandcamp lo dice senza troppi giri di parole, sulla piattaforma non è consentita musica o audio realizzati interamente o in parte sostanziale tramite IA generativa. Una scelta che punta a tutelare non solo i musicisti, ma anche l’identità culturale stessa della musica, vista non come semplice prodotto, ma come risultato di un dialogo umano che precede persino la parola scritta.
Niente IA e stop alle imitazioni su Bandcamp
Entrando nel dettaglio della nuova policy, Bandcamp stabilisce alcuni punti chiave:
- è vietata la pubblicazione di musica e audio generati interamente o in larga parte dall’IA
- è severamente proibito l’uso di strumenti di intelligenza artificiale per impersonare altri artisti o stili, in linea con le politiche già esistenti contro l’impersonificazione e la violazione della proprietà intellettuale
- qualsiasi contenuto sospetto potrà essere segnalato dagli utenti e sottoposto a revisione dal team di Bandcamp, che si riserva il diritto di rimuoverlo
Non viene quindi messa al bando ogni forma di tecnologia, ma viene tracciata una linea precisa contro l’uso sostanziale dell’IA generativa, soprattutto quando questa sostituisce il contributo creativo umano o tenta di replicare identità artistiche esistenti.
L’annuncio rende Bandcamp una delle prime piattaforme musicali a definire in modo esplicito una politica sull’IA generativa; un dettaglio non da poco, considerando che il fenomeno della cosiddetta musica slop (brani generati automaticamente in grandi quantità) sta crescendo in modo esponenziale.
Per dare un’idea delle proporzioni del problema, Deezer ha recentemente dichiarato che ogni giorni vengono caricati circa 50.000 brani generati dall’IA, pari a circa il 34% dei contenuti musicali caricati quotidianamente. Numeri che spiegano perché molte piattaforme stanno iniziando, seppur lentamente, a interrogarsi sul futuro della musica digitale.
Spotify, ad esempio, ha promesso lo sviluppo di standard di settore per la dichiarazione dell’uso dell’IA nei crediti dei brani e una politica dedicata contro l’impersonificazione, mentre Deezer rivendica di essere l’unica piattaforma ad aver firmato una dichiarazione globale sulla formazione degli artisti con intelligenza artificiale.
Nel contesto attuale la scelta di Bandcamp appare coerente con la sua storia, la piattaforma gode infatti di una reputazione solida nel supporto diretto agli artisti, come dimostrano iniziative come i Bandcamp Fridays, durante i quali il 100% dei ricavi viene devoluto ai musicisti. Secondo i dati condivisi, questa iniziativa ha già portato a oltre 120 milioni di dollari versati direttamente agli artisti, e Bandcamp ha confermato l’intenzione di proseguire su questa strada anche nel 2026.
Con questa nuova policy, Bandcamp manda un messaggio chiaro: la musica è, prima di tutto, un atto umano. In un momento storico in cui l’intelligenza artificiale sta ridefinendo i confini della creazione culturale, sociale e comunitaria della musica, rimettendo al centro le persone che la creano.
Resta ora da vedere se altre piattaforme seguiranno l’esempio, o se Bandcamp resterà un’eccezione in un settore sempre più automatizzato; di certo, la discussione sull’IA nella musica è appena cominciata.
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