La Corte d’Appello del Nono Circuito ha confermato la legittimità delle modifiche apportate da Apple all’Apple Watch, respingendo le accuse di concorrenza sleale mosse da AliveCor, società di monitoraggio cardiaco. Si tratta del secondo importante successo per Apple nella disputa in corso che potrebbe, peraltro, sancirne la chiusura.

La vicenda risale al 2018, quando Apple introdusse in watchOS 5 un nuovo algoritmo per il rilevamento del battito cardiaco, il cosiddetto Heart Rate Neural Network (HRNN), che sostituì il precedente sistema HRPO (Heart Rate during Physical Observation). AliveCor, nota per il suo accessorio KardiaBand capace di eseguire elettrocardiogrammi, aveva accusato Apple di aver deliberatamente modificato il software per rendere il suo dispositivo incompatibile con le nuove funzioni dell’orologio.

Le accuse di AliveCor e la difesa di Apple

Secondo la società californiana, l’aggiornamento di Apple avrebbe avuto l’obiettivo di eliminare la concorrenza nel mercato delle app di analisi cardiaca su watchOS, limitando l’accesso ai dati necessari al funzionamento del KardiaBand. AliveCor aveva chiesto alla corte di costringere Apple a ripristinare l’algoritmo originale, sostenendo che la modifica costituisse un abuso di posizione dominante.

Apple ha ribattuto che AliveCor non ha il diritto di influenzare le scelte ingegneristiche dell’azienda, né di obbligarla a supportare tecnologie obsolete. La richiesta, secondo Cupertino, avrebbe trasformato la corte in un arbitro costante sulle decisioni di design dei propri prodotti, un precedente giudicato “impraticabile” dal punto di vista legale e commerciale.

Il verdetto della Corte d’Appello

La Corte del Nono Circuito ha confermato la sentenza del 2024, stabilendo che le modifiche apportate con watchOS 5 non costituiscono condotta anticoncorrenziale.

Le prove dimostrano in modo inequivocabile che il rifiuto di Apple di condividere i dati HRPO non era anticompetitivo,” ha scritto la Corte.

I giudici hanno aggiunto che, anche se l’accesso a determinati dati fosse considerato essenziale per competere nel mercato, la tesi di AliveCor resterebbe infondata, poiché Apple fornisce agli sviluppatori l’accesso ai dati Tachogram API, gli stessi utilizzati dalla funzione Irregular Rhythm Notification di Apple Watch.

La Corte ha inoltre respinto l’idea che Apple avesse un obbligo legale a condividere i propri dati proprietari con i concorrenti, precisando che le leggi antitrust non impongono alle aziende di collaborare con i rivali e che un tale obbligo “minerebbe gli incentivi all’innovazione”.

Una serie di vittorie legali per Cupertino

Quella di oggi è la seconda vittoria consecutiva di Apple contro AliveCor. Nel marzo 2025, la Corte Federale aveva già invalidato tre brevetti di AliveCor relativi al monitoraggio cardiaco, annullando di fatto una precedente decisione dell’International Trade Commission che avrebbe potuto portare al blocco delle importazioni dell’Apple Watch negli Stati Uniti.

AliveCor, pur esprimendo “profonda delusione” per le decisioni dei tribunali, ha dichiarato che continuerà a valutare tutte le opzioni legali disponibili, incluse ulteriori ricorsi.