La misurazione non invasiva della glicemia è da anni uno degli obbiettivi più ambiziosi del settore degli indossabili, tanto che anche colossi come Apple lavorano da tempo a una soluzione da integrare su Apple Watch, senza però essere ancora arrivati a un risultato commercialmente pronto. In questo contesto si inserisce PreEvnt Isaac, un nuovo dispositivo presentato dalla sussidiaria di Scosche che promette di monitorare i livelli di zucchero nel sangue analizzando il respiro dell’utente, eliminando del tutto la necessità di aghi o sensori sottocutanei.

PreEvnt Isaac è un dispositivo compatto per il monitoraggio della glicemia tramite il respiro

PreEvnt Isaac è poco più grande di un Apple AirTag ed è stato progettato per funzionare 24 ore su 24, con l’obbiettivo di offrire un monitoraggio costante della glicemia. Secondo quando dichiarato dall’azienda, il dispositivo sarebbe adatto non solo a chi soffre di diabete di tipo 1 o di tipo 2, ma anche a persone in condizione di prediabete o, più semplicemente, a chi desidera tenere sotto controllo i propri valori glicemici nel corso della giornata.

Un approccio che, almeno sulla carta, amplia notevolmente il potenziale bacino di utenti, andando oltre l’ambito strettamente clinico e aprendo a scenari di prevenzione e monitoraggio personale.

A differenza di altre soluzioni in fase di sviluppo, come quelle su cui starebbe lavorando Apple (basate sull’analisi dei cambiamenti della pelle o dei vasi sanguigni sottostanti), PreEvnt Isaac utilizza l’analisi del respiro; in particolare il dispositivo misura specifici biomarcatori, tra cui l’acetone, spesso associato a elevati livelli di glicemia.

Si tratta di un approccio alternativo e decisamente interessante, che punta a sfruttare correlazioni già note in ambito medico tra composizione del respiro e metabolismo degli zuccheri, cercando però di tradurle in un prodotto indossabile di uso quotidiano.

Come spesso accade in questi casi, è doveroso mantenere una certa cautela, l’efficacia e l’accuratezza di PreEvnt Isaac sono infatti attualmente oggetto di uno studio clinico condotto presso l’Università dell’Indiana di Indianapolis. Lo studio coinvolge pazienti con diabete di tipo 1, di età compresa tra i 12 a i 19 anni, e i risultati ottenuti vengono confrontati con quelli dei tradizionali sistemi di monitoraggio continuo della glicemia (CGM).

Successivamente, lo studio verrà esteso anche al diabete di tipo 2, mentre i primi risultati sono attesi nei prossimi mesi. Come sottolineato dagli stessi addetti ai lavori, dispositivi di questo tipo non dovrebbero essere considerati strumenti affidabili finché non saranno supportati da dati clinici solidi e misurazioni accurate.

Se PreEvnt Isaac dovesse funzionare come promesso dal produttore, potrebbe rendere il monitoraggio della glicemia decisamente più comodo rispetto alle soluzioni attuali; ogni misurazione viene infatti sincronizzata automaticamente con un’app per smartphone, permettendo di consultare l’andamento dei valori nel corso della giornata in modo semplice e immediato.

Dal punto di vista pratico, PreEvnt dichiara un’autonomia pari a un’intera giornata, con ricarica tramite USB-C, una scelta ormai quasi obbligata ma comunque apprezzabile in termini di comodità.

PreEvnt Isaac rappresenta senza dubbio una delle proposte più interessanti nel campo della misurazione non invasiva della glicemia, un settore che continua a muoversi tra grandi promesse e altrettanto grandi difficoltà tecniche. Se i risultati clinici confermeranno quanto dichiarato, potremmo trovarci davanti a un dispositivo capace di semplificare radicalmente la vita di molte persone.

Per ora però, bisognerà attendere in attesa dei primi dati ufficiali che possano chiarire se l’analisi del respiro sarà davvero una strada percorribile per il monitoraggio quotidiano della glicemia.

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