A partire dalle ore 9:50 di oggi venerdì 5 dicembre 2025 moltissimi siti web, anche molto importanti come MediaWorld, OpenAI, ChatGPT, Perplexity, Claude, LinkedIn, Zoom, Canva e Shopify sono completamente irraggiungibili. Il messaggio è comune a tutti i siti: “500 Internal Server Error, Cloudflare”. Il problema? Un nuovo down serio e importante di uno dei principali servizi del web, che per lavoro si occupa di mitigare i problemi di congestionamento del traffico: Cloudflare. Nessun problema per siti come Facebook, Instagram, Amazon oppure Telegram (seguiteci su PrezziTech per ricevere offerte sulla tecnologia, o su TuttoAndroid & TuttoTech per ricevere aggiornamenti sul down in questione).

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Cosa sta succedendo a internet oggi 5 dicembre 2025

Il problema è confermato da Cloudflare stessa che riporta:

Cloudflare Dashboard and Cloudflare API service issues Incident Report for Cloudflare Investigating Cloudflare is investigating issues with Cloudflare Dashboard and related APIs. These issues do not affect the serving of cached files via the Cloudflare CDN or other security features at the Cloudflare Edge. Customers using the Dashboard / Cloudflare APIs are impacted as requests might fail and/or errors may be displayed.

⏱️ Timeline del down del 5 dicembre

  • 08:47-08:56 UTC (09:47-09:56 ora italiana) – Iniziano le prime segnalazioni di siti irraggiungibili
  • 09:00 UTC (10:00 ora italiana) – Il problema si diffonde massivamente, colpendo circa il 20% di internet
  • 09:05 UTC (10:05 ora italiana) – Cloudflare conferma ufficialmente il problema su Dashboard e API
  • 09:12 UTC (10:12 ora italiana) – Cloudflare implementa un fix e inizia il monitoraggio
  • 09:20-09:30 UTC (10:20-10:30 ora italiana) – I servizi tornano gradualmente online

Durata totale del disservizio: circa 30-40 minuti

Per chi non lo sapesse Cloudflare è un fornitore di servizi web utilizzato ampiamente dai siti, si occupa di servire più agevolmente le risorse agli utenti che navigano le pagine sfruttando una fitta rete di server sparsi nel mondo, in modo da ridurre le tratte che le informazioni devono percorrere. Questo aiuta in maniera considerevole la velocità di navigazione e si occupa di gestire in maniera ottimale il traffico, limitando eventuali bot ed evitando colli di bottiglia. Chiaro è che se questo servizio va offline tutti i siti che ne usufruiscono smettono di essere raggiungibili.

La causa tecnica: una patch di sicurezza per React Server Components

Secondo quanto dichiarato dal CTO di Cloudflare Dane Knecht, il disservizio non è stato causato da un attacco informatico, ma da una modifica al Web Application Firewall (WAF) implementata per mitigare una vulnerabilità recentemente scoperta nei React Server Components. In pratica, Cloudflare stava cercando di proteggere i propri clienti da una nuova falla di sicurezza (CVE) quando la patch applicata al sistema di protezione ha involontariamente causato il down. Questo evidenzia un dilemma comune nella gestione delle infrastrutture critiche: la necessità di implementare rapidamente patch di sicurezza può talvolta entrare in conflitto con la stabilità del servizio.

Non è la prima volta: il down del 18 novembre

Questo è il secondo grave disservizio per Cloudflare in meno di tre settimane. Il 18 novembre 2025 Cloudflare aveva già subito un’interruzione importante che aveva colpito servizi come X (Twitter), ChatGPT e Perplexity per diverse ore, interessando circa il 20% di internet. La causa del down di novembre era stata diversa: un file di configurazione del Bot Management era cresciuto oltre le dimensioni previste, mandando in tilt il sistema. Mentre quel disservizio era durato diverse ore, il down odierno è stato risolto in circa 30-40 minuti, dimostrando una maggiore rapidità di intervento da parte del team tecnico di Cloudflare.

📊 Confronto tra i down di novembre e dicembre 2025

Caratteristica Down 18 novembre Down 5 dicembre
Durata Diverse ore 30-40 minuti
Causa tecnica File Bot Management troppo grande Modifica WAF per vulnerabilità React
Servizi colpiti X, ChatGPT, Perplexity, altri ChatGPT, LinkedIn, Zoom, Canva, altri
Percentuale web colpita ~20% ~20%

Il rischio della concentrazione: quando il 20% di internet dipende da un solo fornitore

L’incidente di oggi evidenzia un problema strutturale del web moderno: la concentrazione delle infrastrutture critiche nelle mani di pochi fornitori. Cloudflare protegge circa il 20% di tutti i siti web globali e connette circa 13.000 reti nel mondo. Quando un servizio di questa portata va offline, l’effetto domino è immediato e devastante. Questo solleva domande importanti:

  • Dipendenza eccessiva: È sicuro che così tanta parte di internet dipenda da un singolo fornitore?
  • Alternative disponibili: Esistono altri provider CDN come Akamai, Fastly e Amazon CloudFront, ma molte aziende scelgono Cloudflare per il suo piano gratuito e le sue funzionalità avanzate
  • Strategie multi-CDN: Le aziende più grandi stanno iniziando a implementare strategie che utilizzano più fornitori contemporaneamente per ridurre il rischio, ma questo comporta costi e complessità maggiori

Il problema non riguarda solo Cloudflare: recenti down di AWS (Amazon Web Services) e Azure (Microsoft) hanno dimostrato che l’intera architettura di internet è vulnerabile quando pochi giganti tecnologici controllano l’infrastruttura.

Cosa possiamo fare per risolvere?

Al momento per chi naviga nulla è possibile fare se non attendere. La soluzione deve avvenire innanzitutto da parte di Cloudflare, anche i siti web hanno le mani legate in quanto l’unico modo per risolvere sarebbe escludere Cloudflare, cosa però non immediata avendo implicazioni sui DNS.

Aggiornamento ore 10:15 (09:15 UTC): Cloudflare ha implementato un fix che sembra aver risolto, i siti web stanno tornando operativi: “MonitoringA fix has been implemented and we are monitoring the results. Dec 05, 202509:12 UTC”