Un’altra figura di spicco nell’ambito dell’intelligenza artificiale manifesta apertamente le sue preoccupazioni sulla tecnologia.

Geoffrey Hinton, soprannominato il “padrino dell’intelligenza artificiale”, ha affermato di essersi dimesso dal ruolo di vicepresidente di Google ad aprile per le sue preoccupazioni associate a questa tecnologia.

Il ricercatore è preoccupato che Google stia rinunciando a seguire la sua precedente restrizione sulle versioni pubbliche dell’IA nel tentativo di tenere il passo con ChatGPT, Bing AI e altri modelli simili, aprendo la porta a potenziali problemi di natura etica e non solo.

Il “padrino dell’intelligenza artificiale” ha lasciato Google

Il luminare dell’IA è preoccupato che nel breve termine questa tecnologia possa portare a un’ondata di disinformazione, poiché le persone potrebbero non essere più in grado di rendersi conto di cosa è vero, inoltre teme che l’intelligenza artificiale generativa potrebbe non solo eliminare i lavori odiosi, ma sostituire completamente varie professioni.

Il ricercatore è inoltre preoccupato per la tendenza dei modelli di intelligenza artificiale ad apprendere comportamenti strani dai dati con cui vengono addestramenti e teme un’escalation che potrebbe non essere controllata senza adeguati regolamenti e controlli efficaci.

Hinton ha affermato che l’intelligenza artificiale si è sviluppata rapidamente negli ultimi cinque anni e ritiene spaventoso ciò che potrebbe accadere nei prossimi cinque. Vale la pena ricordare che recentemente Elon Musk e altri big hanno fatto un appello in merito ai rischi associati all’IA.

Offerta

HONOR 200 8/256GB

Coupon: AHFANS10P + Sconto in pagina di 150€ + Sconto premuta, click in pagina (valido anche se non hai un usato)

359€ invece di 599€
-40%

In una dichiarazione Jeff Dean di Google ha affermato che la sua azienda è ancora ancorata a un approccio responsabile e in guardia per rischi emergenti connessi all’IA generativa, ma è anche la prima volta che la supremazia di Google sembra essere in dubbio, poiché la concorrenza sembra molto avvantaggiata nel campo dell’intelligenza artificiale.

Leggi anche: ChatGPT e il futuro dell’intelligenza artificiale, nel lavoro e nella quotidianità