Senza mezzi termini, stavolta la posizione del nuovo governo è chiara. La presidente del Consiglio Meloni, in occasione della conferenza stampa di fine anno tenutasi ieri, ha dichiarato apertamente il proprio parere, nettamente contrario a quanto fissato dall’Unione Europea per il 2035.

Stop alle auto termiche dal 2035? Meloni: “No, non lo ritengo ragionevole”

Parole di piombo, queste, che arrivano a poco più di due mesi di distanza dall’ufficialità del piano legato al Fit for 55 europeo. L’accordo, ufficializzato lo scorso 27 ottobre da Consiglio e Parlamento europeo, sanciva in sostanza lo stop alla vendita di auto a benzina e diesel a partire dal 2035.

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Si tratta di un percorso a tappe che, già a partire dal 2030 mira a ridurre le emissioni di CO2 del 55%, per quanto riguarda le auto nuove, del 50% i nuovi furgoni. Ne conseguirà un sistema di incentivazione che ci porterà fino all’ultima tappa stabilita, prevista per il 2035: ossia spazio soltanto alle nuove auto elettriche e a idrogeno.

Questo è lo scenario attuale, delineatosi in queste ultime settimane, scenario che la presidente Meloni non vede di certo di buon occhio stando a quanto dichiarato nelle scorse ore nella conferenza stampa di fine anno.

Non lo ritengo ragionevole e lo considero profondamente lesivo per il nostro sistema produttivo. Mi pare che questa sia una materia su cui c’è una convergenza trasversale a livello italiano ed è mia intenzione utilizzare questa convergenza per porre le questione con forza.

È immediato capire l’antifona, e altrettanto chiara è la posizione dell’ACI (Automobile Club d’Italia), che nella giornata di oggi ha risposto con un vero e proprio plauso. Queste le parole del presidente Angelo Sticchi Damiani:

un plauso al coraggio e alla chiarezza del Premier Giorgia Meloni, che afferma con nettezza una verità ormai diventata verificabile da chiunque. Ovvero, che la messa al bando delle vetture endotermiche nel 2035 appaia una scelta davvero poco sensata.

Lo stesso Damiani sottolinea inoltre come tale posizione sia da tempo un vessillo per l’ACI, che già dal 2019 lanciava lo stesso monito, poi ribadito in varie occasioni. Bene la riduzione delle emissioni e l’impegno verso la massima sostenibilità ambientale, ma nell’interesse non solo del comparto automotive nazionale, ma anche dei cittadini italiani.

Alla luce di ciò, e considerando pure la nota posizione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, decisamente in linea con quanto qui riportato, è dunque lecito aspettarsi cambiamenti.

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