Lo scorso sabato TIM ha reso noto di avere sottoscritto un accordo di riservatezza con CDP Equity S.p.A. al fine di avviare delle interlocuzioni preliminari aventi ad oggetto l’eventuale integrazione della sua rete con quella di Open Fiber (di cui CDP Equity detiene il 60%).

Così come viene spiegato dall’operatore telefonico, tale accordo è funzionale all’avvio delle negoziazioni che avranno come scopo quello di arrivare alla stipulazione entro la fine di questo mese di un protocollo di intesa che possa definire “gli obiettivi, il perimetro, la struttura e i principali criteri e parametri di valutazione relativi al progetto di integrazione”.

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TIM punta alla rete in fibra ottica unica

In pratica Vivendi (la società che detiene il 24% del capitale sociale di TIM) e lo Stato (attraverso CDP Equity S.p.A.) hanno intenzione di unire le loro forze per ritornare ad una sorta di monopolio della rete nel nostro Paese e ciò dovrebbe avvenire in tempi piuttosto rapidi, in quanto non vi sono garanzie che le attuali disponibilità possano mantenersi a lungo nel tempo.

Si tratta, peraltro, di un’operazione non così semplice e ciò in quanto dovrà passare dall’approvazione degli azionisti di minoranza di TIM (che detengono il 65% del capitale sociale), che probabilmente vorranno verificare i valori di mercato delle due società nel momento in cui si andranno a fondere (per le cui valutazioni potrebbe esserci qualche problema, anche vista l’attuale situazione internazionale, a dir poco instabile).

Inoltre, c’è da tenere conto di un’offerta pubblica di acquisto (OPA), prospettata alla fine dello scorso anno dal fondo statunitense KKR con l’obiettivo di ottenere il 100% delle azioni dell’operatore telefonico.

In sostanza, la situazione è tutt’altro che fluida e il 17 aprile è in programma una riunione del Consiglio di Amministrazione di TIM dalla quale potrebbero arrivare nuove indicazioni su ciò che farà l’operatore telefonico nei prossimi mesi. Staremo a vedere.

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