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Bankitalia e Consob lanciano l’allarme: con Bitcoin ci si può fare molto male

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Con il bitcoin che staziona in maniera più o meno regolare sopra i 40.000 euro sono molti le persone che, attratte dalla prospettiva di facili guadagni, stanno pensando di buttarsi in un mercato tutt’altro che sicuro. Sulla questione sono intervenute anche Bankitalia e Consob, l’ente rivolto alla tutela degli investitori, lanciando un allarme.

Bitcoin, troppi rischi speculativi

Nessuna tutela legale, elevato indici di speculazione, nessuna trasparenza e rischio hacker. Questi i quattro punti fondamentali su cui riflettere prima di pensare a un investimento in bitcoin, soprattutto se si tratta dei risparmi di una vita. Allo stato attuale il bitcoin non è una moneta, quanto piuttosto uno strumento speculativo, e come tale può portare a enormi guadagni ma anche ad altrettanto enormi perdite.

È proprio il piccolo investitore, allettato dalla possibilità di grossi guadagni senza alcuno sforzo, ad essere maggiormente a rischio. Ci sarà indubbiamente qualcuno in grado di guadagnare e arricchirsi, ma la fetta più grande sarà rappresentata da chi ci avrà rimesso. Il rischio, secondo le due authority, non è quello di perdere una parte del proprio investimento, quanto piuttosto la “perdita integrale delle somme di denaro utilizzate”.

Una affermazione che dovrebbe spaventare i piccoli pesciolini che stanno cercando fonti di reddito alternative. Le criptovalute, per natura, sono caratterizzate da una elevata volatilità dei prezzi e risultano adatte a chi vuole giocare in Borsa piuttosto che a chi cerca un modo per investire i risparmi e ottenere del profitto.

A pesare sulla volatilità dei prezzi c’è la poca trasparenza sulla modalità di determinazione dei prezzi, una vera e propria giungla che sfugge a qualsiasi controllo. A differenza dei tradizionali prodotti finanziari infatti, le criptovalute non sono sottoposte agli obblighi informativi standard e non sono soggette a supervisione o controllo da parte della Consob.

Non c’è nessuna tutela legale per chi investe in bitcoin, nessun paracadute insomma: una volta che il prezzo è crollato, o che i vostri bitcoin sono spariti, vi ritroverete da soli. Quello della perdita o furto di criptovalute è un tema molto delicato, ma il rischio di perdere il proprio denaro in questo modo è elevatissimo.

Si va dagli attacchi informatici che svuotano i portafogli elettronici, al malfunzionamento dei servizi di gestione delle criptovalute, senza dimenticare lo smarrimento delle credenziali di accesso ai portafogli elettronici, che impediscono di rientrare in possesso del proprio denaro.

Il grido di allarme nei confronti delle criptovalute, in particolare del bitcoin che è sempre più sulla cresta dell’onda, non arriva solo dall’Italia: nelle scorse settimane anche la Federal Reserve americana ha definito “veicoli di speculazione” i bitcoin, e la Commissione Europea sta lavorando a una proposta di regolamentazione che possa ridurre al minimo il rischio di truffe o abusi.