Recensione ADO DECE 300 – Qualche settimana fa Bernardo vi ha parlato di ADO DECE 300, una bici elettrica diversa da quelle che siamo soliti vedere. Se non avete ancora visto la recensione trovate qui sotto il video, con tutte le caratteristiche tecniche e le sue impressioni durante l’uso “cittadino” della bici.

Oggi invece vi parlerò dell’uso più “offroad” di ADO DECE 300, che già dalle linee denota una vocazione per l’avventura. Nelle ultime settimane l’ho messa alla prova su vari tipi di terreno, percorrendo qualche centinaio di chilometri su asfalto, strade bianche, sterrato, salite e discese più o meno impervie e oggi vi racconto com’è andata.

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Chi è ADO

ADO è la sigla dietro cui si cela il nome A Dece Oasis, che significa oasi del deserto, un’ispirazione al lago Crescent Lake che per tanti anni è stato un importante punto di riferimento, con la sua oasi, nella via della seta, che per millenni ha unito l’Oriente con l’occidente.

Così come l’oasi ha rappresentato un punto di ristoro, in grado di ridare energia ai viandanti, così ADO punta a diventare un partner affidabile per chi deve muoversi agilmente nel traffico cittadino, creando un ecosistema di veicoli elettrici. Il brand ha puntato in particolare sulle bici a pedalata assistita e sui monopattini elettrici, che hanno trainato il mercato della mobilità in una crescita molto significativa.

ADO è partner di Youpin, la piattaforma di crowdfunding di Xiaomi, e anche in futuro conta di lanciare nuovi modelli seguendo un metodo affermato e conveniente. La compagnia offre 12 mesi di garanzia in tutto il mondo, con centri assistenza anche in Europa e la possibilità di ricevere assistenza online 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.

ADO DECE 300, bella e possibile

Ho la fortuna di abitare tra le colline di Valdobbiadene, diventate da qualche anno Patrimonio dell’Unesco, un territorio che ben si presta a mettere alla prova le capacità di una e-bike come ADO DECE 300, una vera e propria mountain bike elettrica. Solo il mozzo posteriore tradisce la presenza di un motore posteriore, visto che la batteria è perfettamente integrata nel tubo obliquo, tanto da passare quasi inosservata a un occhio meno attento.

Mi sono innamorato di questa bici già dal primo sguardo e dopo averla utilizzata per qualche settimana posso dire che è vero amore. Questo non significa che sia una bici perfetta, qualche difettuccio si può trovare volendo essere pignoli, ma si tratta davvero di piccolezze sulle quali si può soprassedere.

Se avete visto il video di Bernardo, saprete che ADO DECE 300 è una bici completamente legale, con un motore da 250 watt, pedalata assistita fino a 25 Km/h e autonomia dichiarata di 90 Km. Ho provato in tutti i modi ad aggirare i limiti, intervenendo sul controller tramite il menu segreto, ma non c’è stato davvero verso di rendere “illegale” questa bici.

ADO D30

La potenza non cambia, l’assistenza si interrompe a poco più di 25 Km/h, e in questo modo l’autonomia non ne risente in maniera importante. Di autonomia però vi parlerò più tardi, prima devo parlarvi del suo comportamento su strada e delle soddisfazioni che può restituire.

Tutto questo alla luce di un prezzo di vendita davvero interessante: di listino ADO DECE 300 costa meno di 2.000 euro, e con un codice sconto potrete risparmiare altri 200 euro. Se seguite il mondo delle mountain bile elettriche saprete che per una e-bike i prezzi partono da ben oltre i 2.000 euro, se volete un prodotto di una certa qualità, e l’ultima arrivata di ADO ha davvero tutte le carte in regola per stupirvi.

Ideale per (quasi) tutti i terreni

La presenza del cavalletto (che può comunque essere rimosso) tradisce l’animo cittadino di questa bici ma se tralasciamo questo piccolo dettaglio scopriamo che ADO DECE 300 è adatta a parecchi tipi di utilizzo, non solo quello cittadino. Oltre ad averla messa alla prova sulle strade asfaltate che percorrono le colline dove abito, ho ovviamente provato qualche altro tipo di superficie.

Strade bianche, strade asfaltate ma con uno stato di manutenzione a dir poco pessimo, piene di buche e ghiaia, ma anche prati e qualche (breve) discesa su sentiero. Non c’è terreno in cui ADO DECE 300 non si trovi a proprio agio anche se a essere onesto non la consiglierei per salire o scendere i sentieri di montagna. La forcella anteriore ammortizza bene ma l’escursione di 100 millimetri non depone certo a suo favore nell’uso estremo offroad, cosa per cui non è stata pensata.

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Diverso invece il discorso sullo sterrato, sui single track tra i prati o sulle strade bianche, dove ADO DECE 300 si muove senza particolari problemi. In certi tratti, soprattutto quelli molto pedalati e con fondo particolarmente sconnesso, un ammortizzatore posteriore avrebbe sicuramente giovato alla comodità di marcia. Nelle mie escursioni comunque il problema si è presentato solo in alcune stradine di campagna frequentate abitualmente da trattori, con il fondo molto sconnesso, una situazione fortunatamente poco presente.

ADO D30

La gestione del motore da 250 watt, e della relativa assistenza alla pedalata, avviene tramite il controller S830 fissato sul manubrio, con i tre tasti posti a fianco della manopola sinistra. È possibile disattivare l’assistenza, e utilizzare solo i propri muscoli per muoversi, o scegliere uno dei tre livelli predefiniti: fino a 15 Km/h, fino a 20 Km/h e fino a 25 Km/h. Pur pesando oltre 22 kg, ADO DECE 300 risulta facile da usare anche come bici muscolare, almeno in pianura e sulle salite non troppo impegnative.

La spinta fornita dal motore, montato sul mozzo posteriore, arriva con un paio di secondi di ritardo rispetto alle pedalate, ed è progressiva ma decisa, tanto che si raggiungono i 25 Km/h in un paio di secondi (in pianura). Anche lo stacco della spinta è preciso, intervenendo non appena si tocca uno dei due freni, si smette di pedalare per un paio di secondi, o la velocità supera quella prestabilita. Nel caso della modalità più alta, la spinta continua fino a circa 25,5  Km/h per disattivarsi non appena questa soglia viene superata.

Ma come si comporta su strada questa ADO DECE 300? Se in pianura l’assistenza non ha particolarmente senso, e in discesa può essere utile solo per rilanciare rapidamente la velocità dopo le frenate, la parte divertente arriva ovviamente quando la strada inizia a salire. Il motore da 250 W fa decisamente il suo e mi ha spinto senza troppa fatica su pendenze del 3-4%, non male considerando che il mio peso veleggia attorno ai 90 Kg.

ADO D30

Quando la strada sale di più, con pendenze fino al 7-8%, è necessario impegnarsi in maniera significativa per mantenere un’andatura sostenuta, altrimenti la velocità scende attorno ai 15 Km/h, e meno, se decidiamo di tenere una pedalata molto leggera. Su pendenze maggiori invece l’assistenza si sente davvero pochissimo e se non fosse per il rumore del motore, comunque mai fastidioso, in alcuni tratti oltre il 15% avrei pensato che si fosse stancata di spingere.

Non pensate dunque di scalare cime importanti senza fare il minimo sforzo, d’altro canto lo scopo di una bici a pedalata assistita è quello di rendere più agevole l’andatura. Nei miei test questo si traduce in una velocità media superiore di circa 4-5 Km/h rispetto alla bici muscolare, calcolati ovviamente sullo stesso percorso anche se, probabilmente, qualcuno più allenato di me vedrà una differenza minore.

I freni a disco idraulici sono decisamente affidabili e dopo una fase di rodaggio e assestamento, in cui la frenata era piuttosto morbida e lunga, si sono stabilizzati su ottimi livelli dopo una cinquantina di chilometri. Poco rumorosi, leggeri da azionare e capaci di rallentare senza il rischio di bloccaggi pericolosi, soprattutto sulle strade sterrate.

ADO D30

Le leve permettono di modulare in maniera precisa lo sforzo senza che ci siano frenate troppo brusche o, al contrario, troppo blande. I dischi sono ben ventilati e lo ho sentiti caldi solo al termine di una discesa di una dozzina di chilometri, senza che però questo abbia in qualche modo influito sull’efficacia della frenata.

Devo fare un appunto al produttore in merito alla scelta dei rapporti, pensati soprattutto per un uso cittadino e non sempre adatti alle salite. Se al posteriore la scelta è molto ampia, con il pacco pignoni che con i suoi 11 rapporti offre una vasta scelta, con pignoni compresi tra 11 e 40, la corona anteriore è da 44 denti, un compromesso discutibile.

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Sarebbe stato meglio scegliere una corona più piccola, magari da 36 o 32 denti, aumentando la misura dei pignoni, arrivando magari fino a un 50. Con la configurazione scelta da ADO sono comunque riuscito a superare anche strappi particolarmente impegnativi, oltre il 20%, dove però lo svantaggio dovuto al peso supera ampiamente i benefici portati dall’assistenza, che risulta decisamente minima.

Grande autonomia, divertimento senza limiti

Prima di iniziare i miei test ero davvero curioso di capire se i 90 Km di autonomia dichiarati dal produttore fossero solo una trovata pubblicitaria o se fosse davvero possibile ottenere un risultato simile. Con ogni probabilità per ottenere un risultato preciso avrei dovuto trovare un circuito completamente pianeggiante su cui fare un vero e proprio test di durata, ma ho preferito qualcosa di più realistico.

La prima uscita mi ha portato a spasso per poco più di 40 Km, con parecchi saliscendi e un paio di salite particolarmente ostiche. Il risultato è stato di una batteria al 38%, utilizzando sempre l’assistenza al livello più elevato. Un risultato davvero sorprendente, che mi porta a pensare che con un utilizzo misto sia possibile raggiungere senza problemi i 60 Km. Per superare questa barriera è tuttavia necessario scendere con l’assistenza, limitandosi a 15 Km/h, più che sufficienti se vi dovete spostare in città o se volete lasciare parecchio spazio alle vostre gambe.

Ho voluto mettere alla prova ADO DECE 300 anche in salite lunghe, per capire se uno sforzo continuo e prolungato potesse in qualche modo creare problemi. Nella prima uscita impegnativa ho scelto una salita con tratti in asfalto, cemento e sterrato, con l’assistenza costantemente in funzione viste le pendenze, comprese tra il 7 e il 25%. Dopo circa 8 chilometri ho dovuto fermarmi per far raffreddare il motore, che ha smesso di funzionare su un tratto decisamente ripido. Dieci minuti di pausa sono stati sufficienti a farlo ripartire anche se in alcuni momenti ho sentito l’assenza di spinta, dovuta a temperature sempre al limite.

Nei casi in cui viene a mancare l’assistenza, e il motore è caldo, ho osservato un comportamento bizzarro: sembra quasi che, anche spegnendo il motore o disattivando l’assistenza tramite il controller, la bici risulti frenata, richiedendo uno sforzo decisamente elevato per procedere. Tale problema è emerso anche in pianura, e sempre dopo svariati chilometri: se inizialmente con l’assistenza disattivata non è necessario uno sforzo supplementare per pedalare con le sole gambe, dopo una ventina di chilometri la sensazione è che il motore rimanga in qualche modo in funzione, facendo aumentare la fatica per muoversi.

In ogni caso ho portato a termine la salita con un po’ di fatica ma questo ha comportato un consumo decisamente elevato, tanto che dopo circa 10 km la batteria mi ha salutato. Ho ripetuto la stessa salita, scegliendo però un versante diverso con una strada asfaltata e pendenze meno elevate. Anche in questo caso il motore è andato in crisi di calore, stavolta dopo una decina di chilometri, ma sono riuscito a completare la salita con una pausa di un paio di minuti.

Ancora una volta però la batteria non ha retto a tanto sforzo, spegnendosi dopo 13 km. Ritengo comunque che si tratti di un risultato tutto sommato accettabile, non essendo una bici nata per le grandi salite ed essendo il motore limitato a 250 watt. In questo caso qualche watt in più avrebbe sicuramente ridotto lo sforzo e richiesto meno energia alla batteria.

Nel complesso posso comunque ritenermi soddisfatto, è possibile fare una pedalata di una cinquantina di chilometri senza faticare troppo, sfruttando quindi l’aiuto massimo, mentre faticando un po’ di più e scegliendo l’aiuto minore, si possono fare tranquillamente una settantina di chilometri. Disattivando l’assistenza nei tratti pianeggianti, o in quelli in falsopiano, si può arrivare senza problemi a superare i 100 Km, permettendo di portare a casa anche le uscite più impegnative.

Chiudo con i tempi di ricarica, decisamente lunghi: ci vogliono circa sette ore per una ricarica completa, quindi se pensate di portare con voi il caricabatterie per una ricarica estemporanea, magari durante una pausa pranzo, sappiate che in un’ora difficilmente recupererete più del 15%. A meno che non facciate una pausa pranzo decisamente lunga, meglio risparmiare la fatica e tenerla per pedalare.

In conclusione

Siamo dunque giunti alla conclusione di questa recensione ed è tempo di tirare le somme. ADO DECE 300 è davvero un’ottima e-bike, perfettamente legale (e senza alcuna possibilità di renderla illegale), ottima per l’uso in città e in campagna. Potete farci anche qualche salita ma dovete assicurarvi che non sia troppo lunga. Ottima l’autonomia, una pedalata da 50-60 Km si porta sempre a casa, e nel caso in cui la batteria si esaurisca il peso non è così esagerato da rendere impossibile il rientro con le proprie gambe.

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