Sclerosi multipla

Così come il cancro e il diabete, la battaglia contro la sclerosi multipla sta facendo passi da gigante di anno in anno e i progressi della medicina moderna stanno portando a soluzioni e farmaci sempre migliori. A questo proposito, vi segnaliamo che ocrelizumab, una molecola che agisce in modo selettivo, colpendo le cellule B, è arrivata sotto forma di farmaco anche in Italia.

Una rivoluzione sotto forma di iniezione

Il farmaco "rivoluzionario" per la sclerosi multipla arriva in Italia 1

Per gli scienziati si tratta di una rivoluzione incredibile: per la prima volta consente il trattamento delle forme primariamente progressive della Sclerosi multipla.

Per chi non lo sapesse, la sclerosi multipla è una malattia autoimmune (dà origine a risposte immuni anomale o autoimmuni, cioè dirette contro componenti dell’organismo umano) cronica demielinizzante, che colpisce il sistema nervoso centrale causando un ampio spettro di segni e sintomi. La malattia ha una prevalenza che varia tra i 2 e 150 casi per 100 000 individui.

Una speranza per centinaia di migliaia di italiani

Il farmaco "rivoluzionario" per la sclerosi multipla arriva in Italia 2

Sviluppata dalla casa farmaceutica Roche, questa nuova molecola ocrelizumab è indicata sia per il trattamento della sclerosi multipla recidivante, sia per quello della forma primariamente progressiva. 

Questo farmaco rappresenta una vera rivoluzione copernicana – ha affermato Giancarlo Comi, direttore del dipartimento di Neurologia e dell’Istituto di Neurologia sperimentale (Inspe), Università “Vita-Salute San Raffaele” Irccs Ospedale San Raffaele, Milano – Grazie al suo profilo di efficacia e sicurezza, ocrelizumab viene a colmare importanti bisogni insoddisfatti nella gestione delle forme recidivanti della Sm e allo stesso tempo costituisce il primo e unico trattamento per le forme primariamente progressive”.

La speranza chiaramente non è quella di estirpare questa patologia anche perché il farmaco non agisce per prevenirla (solo a livello genetico si potrebbe in teoria prevenirla) ma invece quella di rendere migliore la vita di chi purtroppo ne è stato colpito.