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La NASA ha confermato la presenza di ghiacchio ai poli della Luna

NASA conferma ghiaccio sulla Luna

C’è acqua ghiacciata sulla superficie della Luna! É questa la conferma che è stata data da un team di scienziati, rendendo praticabili i progetti per eventuali  futuri insediamenti umani. Gli scienziati hanno usato i dati raccolti dallo strumento Luna Mineralogy Mapper (M3) della NASA, presente a bordo della nave spaziale indiana Chandrayaan-1. Ciò ha permesso loro di dimostrare la presenza ghiaccio ai poli lunari.

L’idea che il satellite naturale della Terra abbia sacche di ghiaccio nascoste nell’ombra permanentemente nascosta al sole non è nulla di nuovo: le precedenti indagini hanno rimandato dati contenenti prove della loro esistenza. Tuttavia, la NASA afferma che questa è la “prima volta che gli scienziati hanno direttamente osservato le prove definitive“.

Secondo il documento pubblicato da PNAS, M3 è stata in grado di cogliere le proprietà riflettenti che ci si aspetterebbe dal ghiaccio ai poli lunari. Ha anche misurato il modo in cui le molecole del materiale assorbono la luce infrarossa, che differisce tra l’acqua liquida e il ghiaccio solido, confermando che quei depositi siano effettivamente acqua congelata. I dati di M3 hanno mostrato che quelle sacche di ghiaccio sono distribuite scarsamente al polo nord e più concentrate ai poli meridionali.

Questi depositi di ghiaccio si formano probabilmente perché le temperature ai poli lunari, che la luce del sole non colpisce mai, non superano i -250 gradi Fahrenheit. Prima di poter contare su di loro per sostenere future missioni con equipaggio però è necessario confermare quanto siano grandi e profonde.

Come riferito a Business Insider, Angel Abbud-Madrid, direttore della School of Mines Center for Space Resources del Colorado, “dobbiamo inviare un rover per esaminarli“. Sfortunatamente, la NASA ha già cancellato il pano per l’invio di un rover sulla Luna. L’agenzia invierà comunque degli strumenti a bordo di altri lander, ma ciò potrebbe ritardare le scoperte che avrebbero potuto essere fatte prima se fossero state equipaggiate su un singolo rover.

Fonte: Engadget

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