Quando abbiamo ricevuto Tribit Stormbox Blast 2, la prima cosa che abbiamo pensato è stata: “Ma è davvero uno speaker portatile?”. Pesa più di 8 Kg, sembra più un fornetto che uno speaker portatile, parole che mai come per questo dispositivo assume un connotato completamente nuovo. Lo abbiamo utilizzato per quasi due mesi, a feste di compleanno, serate con gli amici, ma anche per dare un tono completamente diverso a numerosi film d’azione. È quindi giunto il momento di raccontarvi cosa significa convivere con questo colosso del suoni.

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Primo impatto: è pesante, davvero pesante

Apriamo la scatola e lo speaker Tribit ci accoglie in tutta la sua imponenza: quasi 47 cm di lunghezza, forma cilindrica arrotondata, e soprattutto quasi 9 kg di peso. Per darvi un’idea, è più pesante di molti notebook da gioco (completo di alimentatore). La maniglia superiore aiuta nel trasporto, ma dopo cinque minuti con questo bestione in mano, iniziate a sentire la fatica. Non è uno speaker che porterete a spasso tutti i giorni, questo è chiaro fin da subito.

Il corpo è in plastica dura nera, solida e ben assemblata. Niente scricchiolii, niente flessioni. Tribit ha voluto dare un’impronta più elegante rispetto al predecessore: le linee sono più curve, meno squadrate, e tutto appare più raffinato. Dietro alla griglia traforata si intravedono i driver e, quando accendete le luci LED, lo spettacolo diventa ancora più coinvolgente.

Recensione Tribit StormBox Blast 2, il mostro che fa tremare i muri 4

Sotto quella griglia c’è una configurazione audio da fare invidia a molti impianti domestici entry-level: un subwoofer dedicato da 80W, due driver medi da 45W ciascuno, e due tweeter a cupola in seta da 15W. Il tutto alimentato da due amplificatori Texas Instruments che gestiscono un sistema 2.1 canali. Sulla carta siamo a 200W collegati alla corrente, 180W a batteria. Davvero niente male.

E nella pratica? Beh, abbiamo provato lo StormBox Blast 2 in giardino durante una festa con una trentina di persone, e non abbiamo mai superato il 60% del volume. A quel livello, il suono era già prepotente, con i bassi che facevano vibrare il tavolo su cui poggiava lo speaker. Al massimo volume, la potenza è davvero impressionante, anche se a quel punto inizia ad affiorare qualche asprezza sulle frequenze alte.

L’audio, con tanti bassi

La modalità predefinita è XBass attivo, e qui la filosofia di Tribit è chiara: bassi, bassi e ancora bassi. Il subwoofer è tarato su una frequenza centrata intorno ai 75Hz, e il risultato è un sound molto orientato alla festa, con quel boom potente che si sente a distanza e che fa muovere l’aria intorno allo speaker.

È perfetto per generi come la musica dance o la tecno degli anni 90, dove i bassi profondi sono protagonisti. Ma quando abbiamo provato ad ascoltare jazz, classica o anche solo del rock più articolato, ci siamo resi conto che questa taratura così estrema tende ad appesantire tutto. I bassi sono sempre lì, presenti, a volte invadenti. Con XBass disattivato la situazione migliora, ma resta comunque un’impostazione orientata al basso. Non è un difetto, intendiamoci, è solo una particolare taratura, che a noi è comunque piaciuta.

La soluzione per chi vuole un suono maggiormente bilanciato è quella di personalizzare l’equalizzatore a 10 bande nell’app Tribit. Qui abbiamo trovato il nostro equilibrio ideale, alzando un po’ i medi e domando leggermente i bassi. Il fatto che ci sia questa possibilità è un grosso punto a favore: lo speaker diventa versatile, adattabile ai gusti di ciascuno.

Recensione Tribit StormBox Blast 2, il mostro che fa tremare i muri 5

A basso volume, lo StormBox Blast 2 suona un po’ ovattato, muffled come dicono gli inglesi. I bassi dominano e le voci risultano un po’ schiacciate. Non è il suo terreno ideale: questo speaker è nato per essere spinto, e quando lo fate, tira fuori il meglio di sé. Al 50-70% del volume massimo il suono diventa coinvolgente, dinamico, potente senza essere fastidioso.

Quando siete al massimo, ci sono 108 dB di pressione sonora che vi investono. È tantissimo. In casa è sicuramente eccessivo, anche nelle domeniche pomeriggio, ma all’aperto, in uno spazio grande,  Tribit StormBox Blast 2 riesce a riempire l’ambiente senza difficoltà. Solo a quel livello estremo inizia a perdere un po’ di controllo, con qualche picco duro sugli acuti.

Sul retro dello speaker, protetti da uno sportello in gomma, ci sono due ingressi jack da 6,35mm per microfoni. Ognuno ha il suo controllo di volume e c’è anche una manopola per il riverbero. Tribit ha pensato proprio a tutto per trasformare questo speaker in una stazione karaoke completa.

Noi non possediamo microfoni con attacco jack da 6,35mm, quindi non abbiamo potuto testare questa funzione approfonditamente. Ma l’idea è interessante: portate lo speaker a una festa, collegate due microfoni e avete un sistema karaoke pronto all’uso. Tribit ha anche lanciato microfoni compatibili, quindi l’ecosistema c’è.

Recensione Tribit StormBox Blast 2, il mostro che fa tremare i muri 6

Tre set di luci LED animano Tribit StormBox Blast 2: due barre verticali ai lati, luci centrali e luci laterali. Nell’app potete personalizzare tutto: colori, intensità, modalità di sincronizzazione con la musica. Abbiamo scelto la modalità arcobaleno e, sinceramente, l’effetto di notte è molto bello. Le luci danzano a ritmo, creano atmosfera, e non sono mai risultate volgari o eccessive.

Certo, durante il giorno sono quasi invisibili, e consumano batteria. Ma quando cala il sole e organizzate una serata all’aperto, le luci aggiungono quel tocco scenico che fa la differenza. E anche nelle feste in casa danno un tocco particolare alla giornata.

Abbiamo utilizzato lo speaker anche per provare un’esperienza cinematografica guardando film d’azione, dove gli effetti sonori la fanno da padrone. È stato difficile tornare allo speaker integrato, nonostante sia di buona qualità, perché al giusto volume l’esperienza diventa decisamente srtaordinaria.

Autonomia e connettività

Tribit promette fino a 30 ore di autonomia, ma c’è un asterisco grande come una casa: quella cifra si ottiene al 50% del volume, con XBass spento e luci disattivate. Noi, nel mondo reale, con volume tra il 60-70%, XBass attivo e luci accese, abbiamo ottenuto tra le 20 e le 22 ore effettive. Che è comunque un’ottima prestazione. Una eccellente prestazione, tanto che anche le feste più lunghe, quelle che tra grigliata di mezzogiorno e pizza della sera vi impegnano per tutto il giorno.

La ricarica avviene tramite cavo AC (fornito) o USB-C. Con il cavo di alimentazione ci vogliono circa 4 ore per una carica completa, mentre via USB-C i tempi si allungano notevolmente. Tribit stessa consiglia di usare la corrente AC quando possibile. C’è anche una porta USB-A sul retro per ricaricare smartphone o altri dispositivi: una funzione di power bank che può tornare utile in tantissime situazioni.

Il Bluetooth 5.4 è stabile e ha un raggio d’azione notevole. Abbiamo testato la connessione in un parco e siamo riusciti ad allontanarci fino a oltre 70 metri prima che il segnale iniziasse a tagliare. Tribit dichiara 50 metri, quindi anche qui le prestazioni superano le aspettative. L’app Tribit offre controlli completi: volume, equalizzatore a 10 bande, preset audio (XBass, XBass off, X-3D, Blast traditional, Audiobook, Rock, Jazz), personalizzazione delle luci, aggiornamenti firmware, e modalità TWS per collegare due speaker in stereo o party mode.

La modalità X-3D introduce un effetto di allargamento stereo. È attiva di default in tutti i preset e, a essere onesti, non sempre ci è piaciuta. A volte aggiunge spazialità, altre volte rende il suono un po’ artificioso. Questione di gusti.

Con certificazione IP67, StormBox Blast 2 resiste a polvere e immersione in acqua fino a un metro di profondità per 30 minuti. Lo abbiamo usato a bordo piscina e lasciato sotto una pioggia improvvisa: zero problemi. L’importante è chiudere bene lo sportello in gomma sul retro che protegge le porte. Non è uno speaker delicato. Potete usarlo ovunque senza preoccupazioni, ed è uno dei suoi punti di forza.

Considerazioni finali

Quando lo speaker è in funzione, si fa sentire. Non solo per il volume, ma anche per la vibrazione fisica che produce. Ai volumi medio-alti, se è poggiato su un tavolo, sentirete vibrare tutto. È un effetto voluto, che aggiunge fisicità al suono, ma sappiate che questo speaker non è discreto in nessun modo.

Tribit StormBox Blast 2 non è quindi un prodotto per tutti, ma chi cerca uno speaker da festa che spacca letteralmente i timpani, difficilmente troverà di meglio sotto i 300€. I bassi sono devastanti, l’autonomia eccezionale, la costruzione solida, e le funzioni karaoke un bel bonus.

Certo, il peso lo rende più “trasportabile” che “portatile”, la taratura audio è molto orientata ai bassi (servono aggiustamenti via app per musica più articolata), e a volumi bassi non è al massimo delle sue capacità. Ma quando lo accendete a una festa e lo spingete al 60-70%, capirete perché si chiama “Blast”: è un’esplosione di suono.

Noi, dopo due mesi, continuiamo a usarlo per le serate all’aperto, e ogni volta fa la sua figura. Se questo è quello che cercate, il StormBox Blast 2 non vi deluderà.

Pro:

    • bassi profondi, quasi da discoteca
    • ottima autonomia
    • impermeabile e resistente

Contro:

    • pesante e ingombrante
    • prezzo di acquisto

Voto finale:

8.8