Domenica 3 maggio 2026, Ryan Cohen, amministratore delegato di GameStop, ha fatto qualcosa che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato assurdo: ha offerto 56 miliardi di dollari per comprare eBay. Per dare un’idea delle proporzioni: è come se il vostro negozio di quartiere decidesse di comprare un centro commerciale quattro volte più grande. Tecnicamente possibile, praticamente folle.

GameStop, la catena di negozi di videogiochi che cinque anni fa era sull’orlo del fallimento e oggi vale circa 12 miliardi di dollari, vuole acquisire eBay, il colosso dell’e-commerce che ne vale 46. L’offerta è di 125 dollari per azione, metà in contanti e metà in azioni GameStop, con un premio del 20% rispetto al prezzo di venerdì scorso. Cohen ha già accumulato circa il 5% delle azioni eBay e ha ottenuto da TD Bank una lettera di impegno non vincolante per 20 miliardi di dollari di finanziamento. Il resto verrebbe dai 9,4 miliardi di liquidità che GameStop ha in cassa.

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Da dove vengono tutti questi soldi?

Qui serve un passo indietro. Nel 2021, GameStop era una catena di negozi fisici in declino, schiacciata dalla vendita digitale di videogiochi e dalla concorrenza di Amazon. Poi è successo qualcosa di strano: milioni di piccoli investitori, coordinati attraverso Reddit, hanno iniziato a comprare azioni GameStop per danneggiare i grandi fondi speculativi che avevano scommesso sul suo fallimento. Il prezzo delle azioni è esploso e Ryan Cohen, imprenditore che aveva venduto la sua startup Chewy (e-commerce per animali) per miliardi, è entrato in scena come investitore principale e poi come CEO.

Da allora, Cohen ha ristrutturato l’azienda, chiuso centinaia di negozi poco redditizi, tagliato costi e soprattutto accumulato liquidità vendendo azioni quando il prezzo era gonfiato dall’entusiasmo dei meme-stock trader. Oggi GameStop ha oltre 9 miliardi in banca e praticamente nessun debito. È un’azienda che fa pochi profitti operativi ma ha molta liquidità. Una situazione insolita, resa possibile solo dal fenomeno meme stock.

Cohen sostiene che eBay sia sottovalutata e mal gestita. In una lettera agli investitori, promette di trovare 2 miliardi di dollari di risparmi annui entro 12 mesi dalla chiusura dell’accordo, principalmente tagliando duplicazioni e inefficienze. La sua visione è trasformare eBay in un concorrente serio di Amazon, sfruttando la sua base di 132 milioni di acquirenti attivi e la sua reputazione nel mercato dell’usato e dei collezionabili.

Al Wall Street Journal, Cohen ha dichiarato: “Sto pensando di trasformare eBay in qualcosa che vale centinaia di miliardi di dollari”. La sua strategia includerebbe probabilmente l’integrazione della base di venditori eBay con la rete fisica di GameStop (ancora centinaia di negozi negli USA), creando un sistema ibrido online-offline che Amazon non ha.

L’ambizione è chiara nel pacchetto di compensazione che Cohen si è assegnato a gennaio: opzioni su oltre 171 milioni di azioni che diventerebbero esercitabili solo se portasse la capitalizzazione di GameStop a 100 miliardi di dollari. Nella lettera di domenica, Cohen ha aggiunto che se l’acquisizione andasse in porto, il suo compenso dipenderebbe esclusivamente dalla performance della società combinata.

I problemi (enormi) di questa operazione

Acquisizioni dove la società acquirente è quattro volte più piccola del target sono rarissime. Di solito richiedono montagne di debito, diluizione massiccia degli azionisti esistenti, o entrambi. GameStop propone di usare 20 miliardi di debito da TD Bank e il resto in liquidità propria e azioni. Ma ci sono diversi ostacoli giganteschi.

  • Il consiglio di amministrazione di eBay deve accettare. L’offerta è “non sollecitata” (unsolicited), termine elegante per dire “non ce l’ha chiesto nessuno”. EBay non ha ancora risposto pubblicamente, e difficilmente sarà entusiasta di cedere il controllo a una catena di negozi di videogiochi. Cohen ha già avvertito che è pronto a una “proxy fight”, cioè ad andare direttamente dagli azionisti eBay saltando il consiglio, se necessario.
  • Gli azionisti di entrambe le società devono approvare. Gli azionisti GameStop dovrebbero accettare che la loro azienda si indebiti pesantemente e diluisca il valore delle azioni emettendone di nuove. Gli azionisti eBay dovrebbero credere che Cohen sia davvero in grado di fare meglio del management attuale.
  • Le autorità antitrust e i regolatori devono dare l’ok. Un’operazione da 56 miliardi attirerà sicuramente attenzione, e in un clima politico dove le big tech sono sotto scrutinio costante, l’approvazione non è scontata.
  • Cohen deve convincere il mercato che la sua visione ha senso. GameStop non ha esperienza nella gestione di marketplace online su scala eBay. La sua competenza è nei videogames retail, un settore completamente diverso dall’e-commerce generalista. Dire “taglierò 2 miliardi di costi” è facile sulla carta, farlo senza distruggere valore è un’altra storia.

Reazioni del mercato e prospettive

Stamattina, all’apertura dei mercati, le azioni GameStop sono salite del 6,3% mentre quelle eBay hanno guadagnato appena lo 0,57%. Il mercato sembra scettico. Gli analisti finanziari hanno definito l’offerta “audace”, “insolita” e in alcuni casi “delirante”. Il consenso sembra essere: tecnicamente possibile, praticamente improbabile.

Cohen ha dimostrato in passato di saper fare mosse non convenzionali che funzionano. Ha salvato GameStop dal fallimento, ha accumulato miliardi di liquidità, e ha mantenuto il prezzo delle azioni ben sopra i livelli pre-meme nonostante l’azienda non abbia fondamentali particolarmente brillanti. Ma comprare eBay è un salto di scala completamente diverso.

Se l’operazione fallisse, GameStop avrebbe comunque speso risorse significative (legali, finanziarie, reputazionali) senza risultato. Se andasse in porto ma Cohen non riuscisse a generare il valore promesso, gli azionisti di entrambe le società potrebbero trovarsi con un’entità combinata che vale meno della somma delle parti separate.

D’altra parte, se Cohen avesse davvero ragione e eBay fosse sottovalutata e mal gestita, un’acquisizione potrebbe sbloccare valore significativo. Il mercato dell’usato e dei collezionabili è in crescita, e eBay ha una posizione dominante in molte nicchie che Amazon non presidia bene. Integrata con la rete fisica GameStop e gestita in modo più aggressivo, potrebbe effettivamente diventare un concorrente più temibile.

Non si può ignorare il contesto: GameStop rimane fondamentalmente una meme stock. Il suo valore di mercato dipende in parte significativa dall’entusiasmo di una base di retail investor che la vede come simbolo di resistenza contro Wall Street. Questi investitori hanno dimostrato di essere disposti a comprare e tenere azioni anche quando i fondamentali non giustificherebbero il prezzo.

Cohen sta scommettendo che questa base lo seguirà anche in un’acquisizione rischiosa e non ortodossa. Potrebbe avere ragione: molti meme stock trader vedono Cohen come un visionario capace di vedere opportunità dove altri vedono solo problemi. Ma potrebbe anche scoprire che comprare eBay è un passo troppo audace anche per i suoi sostenitori più fedeli.

Nei prossimi giorni e settimane, il consiglio eBay risponderà formalmente. TD Bank chiarirà i termini del finanziamento. Gli azionisti di entrambe le società faranno i conti e il mercato deciderà se questa è l’ennesima mossa geniale di Ryan Cohen o il momento in cui ha volato troppo vicino al sole.

Per ora, è solo una proposta. Ma è una proposta che, anche se fallisse, sarà ricordata come uno dei capitoli più strani nella storia post-meme stock di GameStop.