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Citato in giudizio il Governo del Stati Uniti per un recente divieto nei confronti dei prodotti Huawei

Huawei finisce nuovamente nella bufera giuridica dopo aver deciso di muovere una importante denuncia contro il governo degli Stati Uniti a causa di alcuni presunti spionaggi e frodi bancarie legate alle sanzioni americane contro l’Iran. La notizia arriva direttamente da una conferenza stampa tenuta dall’azienda cinese durante la quale ha annunciato di aver intentato una causa contro il governo sopracitato, sostenendo che il divieto per le agenzie federali Statunitensi di usare prodotti marchiati Huawei appunto è incostituzionale.

Questo divieto è contenuto all’interno nella legge sul bilancio del Dipartimento della Difesa per l’anno 2019 la quale è stata firmata direttamente dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo scorso agosto, e quindi prima dell’arresto avvenuto nel mese di dicembre 2018 della direttrice finanziaria dell’azienda cinese Meng Wanzhou.

Nello specifico, Huawei contesta il fatto che il divieto per le agenzie federali Statunitensi di usare suoi prodotti è incostituzionale al causa del fatto che tale decisione è stata presa senza alcun tipo di processo, inoltre i legali dell’azienda sostengono che non abbiano prove sufficienti per giustificare il boicottaggio e che non le avessero già allora. Inoltre, il governo degli Stati Uniti avrebbe chiesto anche ad altri operatori telefonici al di fuori della nazione di non utilizzare componenti dell’azienda cinese.

La “guerra” politico-economica tra Huawei e gli Stati uniti sembra quindi essere ben lontana dal trovare una risoluzione, non ci resta altro da fare che attendere ulteriori sviluppi legali o azioni intraprese da una delle due parti.

 

Fonte: Techcrunch

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