Il mondo dei robot tagliaerba ha fatto un salto importante negli ultimi due anni e finalmente possiamo dire che vale la pena prenderne uno. Chi ne ha provati in passato sa bene di cosa parliamo: limiti di navigazione, tagli fatti a metà, fili perimetrali, antenne UWB. I modelli di nuova generazione, invece, sono molto più affidabili, efficaci ed efficienti nell’operazione che devono svolgere quotidianamente, perché alla fine a questi prodotti non si chiede di fare fuochi d’artificio ma di tagliare l’erba senza creare grattacapi.

Ecovacs è una delle case più attive in questo segmento e propone un catalogo piuttosto ampio che può generare qualche confusione al momento dell’acquisto. Per fare chiarezza abbiamo messo a confronto tre modelli che coprono una fascia di prezzo tra i 649 e i 1.499 Euro: Goat O600 RTK, Goat O1200 Lidar Pro e Goat A1600 Lidar Pro. Sono tutti robot tagliaerba senza filo perimetrale ma si differenziano per tecnologia di navigazione, dimensioni, larghezza di taglio e dotazioni. Nell’articolo proveremo a tradurre le sigle tecniche e i nomi commerciali in concetti pratici, quelli che contano davvero quando il robot è nel vostro giardino.

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I robot tagliaerba Goat di ECOVACS a confronto: quale scegliere e quanto spendere (video) 4

Ecovacs Goat O600 RTK: la soluzione d’ingresso con posizionamento satellitare

Goat O600 RTK è il più compatto ed economico del gruppo, pensato per giardini fino a 600 metri quadrati. Il prezzo di listino di 649 Euro lo rende particolarmente interessante per chi si avvicina per la prima volta a questa categoria di prodotti. La navigazione è affidata ad un sistema RTK satellitare: l’antenna, collegata alla base tramite un cavo di circa dieci metri, acquisisce il posizionamento preciso scambiando dati con i satelliti, dopodiché il robot si muove nel prato seguendo le coordinate.

La larghezza di taglio è di 19 cm, realizzata con un disco a tre lame, mentre l’altezza è regolabile manualmente tramite una manopola, tra 3 e 8 cm. Non troviamo invece il sistema True Edge Trimmer presente sui fratelli maggiori. Per il riconoscimento degli ostacoli ci affidiamo alla fotocamera anteriore, mentre il motore lavora con un’architettura a 21 V e riesce a gestire pendenze fino al 45%.

Nelle nostre prove il posizionamento ci ha sorpresi positivamente: abituati ad esperienze passate con sistemi GPS un po’ ballerini, ci aspettavamo qualche errore di percorso, invece in un mese di utilizzo non abbiamo mai visto porzioni di prato saltate o situazioni in cui il robot si fosse infilato in guai da cui non riusciva a uscire da solo. Il taglio è stato sempre molto accurato nelle passate parallele, esattamente l’ambito dove in passato abbiamo verificato alcuni problemi per i robot con navigazione esclusiva RTK.

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Ecovacs Goat O1200 Lidar Pro: la via di mezzo con navigazione Lidar

Salendo di livello troviamo Goat O1200 Lidar Pro, proposto attorno ai 999 Euro e capace di gestire fino a 1.200 metri quadrati. La differenza tecnica più rilevante è nel sistema di navigazione: qui non c’è alcuna antenna satellitare, ma una torretta Lidar che ruota a 360 gradi sulla sommità del robot, affiancata da una fotocamera anteriore. Il robot costruisce una mappa tridimensionale dell’ambiente e in ogni momento sa dove si trova in base ai punti di riferimento che ha memorizzato, esattamente come accade con i robot aspirapolvere di fascia alta. A questo si aggiunge un sistema ToF 3D per il riconoscimento degli ostacoli in tre dimensioni.

La larghezza di taglio sale a 22 cm e il disco, sempre a tre lame, stavolta è regolabile elettronicamente in altezza tra 3 e 8 cm direttamente dall’applicazione. Questo modello integra anche il True Edge Trimmer, un piccolo decespugliatore laterale che consente di avvicinarsi maggiormente ai bordi del giardino. Il motore è sempre a 21 V con capacità di affrontare pendenze fino al 45%.

Dal punto di vista pratico, il vantaggio di non dover posizionare un’antenna rivolta verso il cielo ha un certo peso: la base può essere messa anche al coperto, in un garage, e il robot uscirà da solo per raggiungere il prato. Nessun vincolo su alberi sovrastanti o edifici circostanti.

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Ecovacs Goat A1600 Lidar Pro: il top di gamma con doppio disco

Il più costoso del trio è Goat A1600 Lidar Pro, con un listino di 1.499 Euro. Copre giardini fino a 1.600 metri quadrati e si distingue per un’architettura di taglio completamente diversa: due dischi con sei lame totali (tre per disco), per una larghezza di taglio di 33 cm. Anche qui l’altezza è regolata elettronicamente dall’app, ma la forchetta si estende tra 3 e 9 cm.

La navigazione è affidata al Lidar 3D con fotocamera, come sul modello precedente e ToF 3D per il riconoscimento degli ostacoli in tre dimensioni. Cambia la parte energetica: troviamo un sistema a 32 V che consente di salire pendenze fino al 50%. È presente, naturalmente, anche il True Edge Trimmer per la rifinitura dei bordi.

È un robot decisamente più ingombrante e pesante degli altri due, pensato per giardini di dimensioni generose. Va detto però che il peso non è sempre un vantaggio: in alcune situazioni ci è capitato di vederlo un po’ in difficoltà anche su terreni pianeggianti, probabilmente per via di tasselli sulle ruote non troppo pronunciati e dell’assenza di un controllo elettronico della potenza motrice differenziato sulle due ruote.

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Le differenze che contano davvero

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Nella tabella qui sopra abbiamo riassunto le differenze tecniche, ora è il momento di tradurle in esperienza d’uso. Vediamo quindi, al di là dei nome tecnici e di marketing, cosa cambia davvero tra questi robot.

Dimensione del giardino che possono gestire

Il nome commerciale di ciascun modello suggerisce già i metri quadrati di riferimento: 600, 1.200 e 1.600. Nella pratica, al di là della capacità di copertura, la differenza si sente soprattutto in termini di velocità di completamento del lavoro e di necessità di ricarica intermedia. In un giardino da 600-700 metri quadrati, O600 RTK arriva al limite e deve rientrare alla base per ricaricarsi un paio di volte prima di terminare, mentre O1200 Lidar Pro farebbe lo stesso lavoro più rapidamente e lo stesso si può dire per A1600 Lidar Pro.

Attenzione ai mq che vengono gestiti dal robot, non è solo una limitazione dovuta alla batteria ma un blocco software vero e proprio che interviene se si cercano di mappare aree più grandi di quelle “da scheda tecnica”. C’è un margine di tolleranza di circa il 20%, dopodiché il robot vi avvertirà che non è possibile tagliare tutta l’area e non basterà dividerla in più zotto zone.

Vale la pena considerare anche la larghezza dei robot: nel nostro caso, con un giardino di circa 400 metri quadrati e qualche passaggio stretto, il modello più grande ha fatto fatica proprio per via delle dimensioni: serve uno spazio minimo di 90 cm per farlo transitare, contro gli 80 cm di O1200 e i 70 cm del più piccolo O600. Se quindi avete spazi stretti sicuramente da evitare il 1600 Lidar, sarebbe sprecato e poco efficiente.

Modalità di navigazione: RTK o Lidar?

Qui c’è il bivio principale. RTK (Real Time Kinematic) significa che il robot si muove sfruttando un posizionamento satellitare preciso al centimetro, scambiando dati con un’antenna esterna. Lidar significa invece che il robot ha un occhio tecnologico che scansiona l’ambiente a 360 gradi e costruisce una mappa 3D interna del giardino.

Tradotto in pratica: con l’RTK avete bisogno di cielo libero. L’antenna deve essere posizionata in un punto dove abbia una buona visibilità dei satelliti, quindi lontana da tetti sporgenti, alberi fitti, muri alti. Se abitate in un giardino incassato tra altre abitazioni o con molta vegetazione sopra la testa, il fix satellitare sarà parziale e il comportamento del robot potrebbe risentirne. Inoltre l’antenna è collegata via cavo alla base (circa dieci metri a disposizione), quindi dovete riuscire a posizionare entrambi gli elementi in coerenza. Le prestazioni saranno comunque solide, la ricezione dell’antenna e del robot stesso (anche lui ha un’antenna integrata) sono ottime, ma è chiaro che bisogna avere alcune accortezze.

Con il Lidar questi problemi spariscono. Potete mettere la base dentro un garage al coperto, lontana dal prato, e il robot uscirà in autonomia, troverà la strada, farà il suo lavoro e tornerà a ricaricarsi. Nessun vincolo di cielo libero, nessun cavo da gestire. Se il vostro giardino è complesso o il contesto abitativo è denso, la scelta è praticamente obbligata.

I modelli con Lidar usano le stesse logiche di navigazione dei robottini per la pulizia, più ci sono elementi nel giardino da prendere come punto di riferimento e più saranno abili nel districarsi. Se invece li mettete in campo aperto con elementi molto distanti (oltre 70 metri) loro potrebbero avere qualche dubbio sul da farsi.

Evitamento degli ostacoli

Tecnicamente O600 RTK si affida a una singola fotocamera anteriore, mentre O1200 Lidar Pro e mentre A1600 Lidar Pro aggiungono un sensore ToF 3D che permette il riconoscimento in tre dimensioni, oltre a sfruttare il Lidar stesso per una identificazione più grossolana.

Nella pratica la differenza non è tanto nell’identificare cosa è una palla e cosa è una sedia (tutti e tre riconoscono comunque gli oggetti principali), quanto nel margine con cui ci si avvicinano. I due modelli con Lidar riescono ad arrivare molto più vicino agli ostacoli senza perderseli. Con O600 ci è capitato che andasse ad appoggiarsi a un piccolo alberello piantato nel mezzo del prato, mentre i modelli superiori lo individuavano per tempo e ci giravano attorno con più precisione, stesso discorso per altri elementi come pali di una struttura metallica, aiuole, sdraio e giochi per bambini.

C’è poi il tema della luce. O600, affidandosi principalmente alla fotocamera, ha qualche difficoltà quando la luminosità cala, all’imbrunire per esempio. Con il Lidar e il ToF, invece, l’ambiente viene percepito anche al buio perché la tecnologia non dipende dalla luce ambientale. Va detto in ogni caso che Ecovacs è molto conservativa su tutti i modelli: tutti e tre tendono a mantenere una distanza di sicurezza piuttosto generosa. Unica eccezione negativa: gli oggetti molto bassi. A1600 Lidar Pro, nonostante sia il più carrozzato ha pensato di triturare un frisbee appoggiato sul prato, perché gli ostacoli devono avere una certa altezza minima per essere individuati (occhio alle ciabatte!)

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Mobilità e gestione delle pendenze

Sulla carta A1600 è il più muscoloso, con motore a 32 V e pendenze gestibili fino al 50%, contro il 45% a 21 V degli altri due. Nella realtà, in un utilizzo quotidiano e su pendenze normali di un giardino domestico, non abbiamo notato differenze drastiche. Anzi, vi diciamo la verità: i robot più piccoli ci sono sembrati più agili, mentre quello grande, oltre al già citato impiccio in spazi stretti, rischia di toccare sotto con lo chassis su dislivelli marcati o di rimanere sollevato da un lato.

Come accennavamo, abbiamo visto qualche difficoltà anche in piano su tutti e tre, imputabile probabilmente ai tasselli delle ruote e alla mancanza di una gestione motrice differenziata. Nulla che abbia compromesso il risultato finale del taglio, ma è un dettaglio che vale la pena segnalare, non sono sicuramente i robot più adatti a gestire giardini poco uniformi o a lavorare su pendenze importanti.

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Larghezza di taglio e qualità del taglio

19, 22 e 33 cm: a parità di giardino, un taglio più largo significa meno passate e tempo inferiore per completare il lavoro. Oltre alla larghezza cambia però anche la meccanica: sui primi due modelli abbiamo un singolo disco a tre lame, su A1600 due dischi per un totale di sei lame, cambia poco nella qualità del taglio, è più che altro un discorso di area coperta con una singola passata.

Merita un discorso a parte il True Edge Trimmer, presente solo su O1200 Lidar Pro e A1600 Lidar Pro. Il problema di tutti i robot tagliaerba è che le lame sono posizionate al centro della scocca, quindi non possono arrivare davvero a filo contro muri, recinzioni o bordure. Il trimmer di Ecovacs è un piccolo decespugliatore laterale che si estende per guadagnare qualche centimetro in più sui bordi. Funziona? Sì, ma vogliamo essere onesti: ci aspettavamo potesse quasi strisciare contro il muro e invece lascia comunque 4 o 5 centimetri di erba non tagliata. È un aiuto, non una soluzione definitiva. Se pensate di poter abbandonare del tutto il tagliabordi, rimarrete delusi.

Un altro limite del trimmer è che interviene solo sui bordi della mappa generale, non attorno agli oggetti presenti all’interno del giardino. Quindi se avete un gazebo, un tavolo o un’aiuola al centro del prato, attorno a quelli non troverete rifinitura. C’è poi una nota sulla rumorosità: il trimmer è decisamente più rumoroso del resto perché si tratta di un mini decespugliatore.

Detto tutto questo, è comunque l’unica soluzione sul mercato che davvero arriva a ridosso dei bordi e, con bordure al livello del prato, il taglio a filo è effettivamente possibile. Sui confini con muri, siepi o quant’altro invece i dubbi non mancano, anche per quanto riguarda la gestione software e il riconoscimento del bordo, sul quale i due robot ci sono sembrati piuttosto indecisi. Seguiremo con attenzione e l’evoluzione siamo curiosi di vedere come evolverà con gli aggiornamenti.

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Quale scegliere: consigli per l’acquisto

Avendoli provati tutti e tre, possiamo permetterci qualche consiglio pratico su quando ha senso orientarsi verso uno o l’altro modello.

Goat O600 RTK è il nostro preferito in termini di rapporto qualità-prezzo, ma a patto che abbiate il giardino giusto. Funziona benissimo in contesti aperti, senza troppi ostacoli, con spazio sopra la testa libero da rami e tetti. Non è il modello più indicato se il vostro giardino è ricco di elementi come sdraio, gazebo, piscinette, sedie sparse o vegetazione fitta, perché il sistema di riconoscimento è meno sofisticato e il posizionamento satellitare richiede le sue condizioni. Per giardini aperti fino a 600 metri quadrati, però, è una soluzione che ci ha stupito per precisione e affidabilità.

Goat O1200 Lidar Pro è la scelta più equilibrata e probabilmente il miglior compromesso della gamma. A circa 350 Euro in più rispetto a O600, si porta a casa la navigazione Lidar che libera da ogni vincolo di posizionamento dell’antenna, un giardino di riferimento doppio in termini di metratura, il True Edge Trimmer e la regolazione elettronica dell’altezza di taglio. Se non sapete da dove cominciare e avete un giardino di media complessità, è il modello su cui puntare gli occhi.

Goat A1600 Lidar Pro ha senso solo in contesti dove la dimensione del giardino giustifichi davvero la larghezza di taglio di 33 cm. Con i suoi quasi 600 Euro in più rispetto a O1200 offre un vantaggio sostanziale solo in termini di velocità di completamento del lavoro su metrature importanti. In un giardino di 400 metri quadrati con qualche passaggio stretto, come il nostro, diventa ingombrante e fatica a passare in alcuni punti. È un modello pensato per chi ha davvero tanto prato da tagliare, altrimenti il passo intermedio è quasi sempre la scelta più sensata.