Roborock è un nome importante nel mondo della pulizia domestica automatizzata e fra, gli altri, progetta e realizza lavapavimenti cordless per tutte le esigenze. La serie F25 presenta modelli via via più autonomi nella gestione del rullo e dello sporco e la nuova F25 ACE Pro si inserisce fra i prodotti di punta della gamma con un’idea precisa: eliminare il pre-trattamento manuale delle macchie ostinate grazie a un sistema a schiuma attivabile su richiesta. Il posizionamento è nella fascia premium accessibile, tra le proposte più attrezzate del segmento wet&dry verticale. Scopriamo tutti i suoi segreti, come va e quanto è efficace, nella nostra recensione.

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Roborock F25 ACE Pro: design, materiali e scheda tecnica

La Roborock F25 ACE Pro misura 265 × 250 × 1.100 mm e pesa circa 5,5 kg, un valore nella media per la categoria che troviamo però distribuito in modo equilibrato grazie al serbatoio dell’acqua pulita posizionato in basso, vicino alla testa. L’impugnatura integra sia il grilletto che attiva il sistema a schiuma sia un display essenziale con modalità in uso e livello di batteria, mentre abbassando completamente la testa a pavimento l’altezza utile scende a 125 mm, quanto basta per infilarsi sotto la maggior parte dei divani e dei letti con struttura rialzata senza doverli spostare.

Recensione Roborock F25 ACE Pro: lavapavimenti con detergente schiumogeno perfetta per chi ha animali 4

Passando ai serbatoi, quello dell’acqua pulita contiene 1 L, vale a dire il 35 % in più rispetto alla generazione precedente della stessa serie, e quello dell’acqua sporca arriva a 720 mL. Ad affiancarli troviamo un dispenser separato da 100 mL per la soluzione schiumogena, che alimenta il sistema JetFoaming™, il meccanismo che miscela aria e detergente per generare schiuma ultra-densa da spruzzare davanti al rullo. La combinazione tra serbatoio maggiorato e dispenser indipendente per la schiuma è poco comune in fascia e riduce concretamente le interruzioni per rabbocco anche in sessioni su aree ampie.

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Guardando più da vicino il gruppo di lavaggio, il rullo ruota a 430 giri/min ed esercita una pressione verso il basso di 30 N, valori che lo collocano nella parte alta del segmento wet&dry cordless e che nella pratica si traducono in una buona capacità di stacco sullo sporco aderente. A supportare l’azione meccanica del rullo intervengono i 25.000 Pa di aspirazione, sufficienti a gestire contemporaneamente liquidi, polvere fine e piccoli detriti solidi, con un rumore in fase di lavaggio che abbiamo rilevato tra 74 e 75 dB, percepibile ma coerente con la potenza erogata. A completare il quadro della manutenzione ordinaria, la lama raschiante JawScrapers, un profilo a “dente di squalo” che intercetta i capelli prima che si avvolgano, mantiene il rullo libero da grovigli durante l’uso, e sia lo smontaggio del rullo sia l’accesso al filtro avvengono senza attrezzi.

Base di autopulizia e asciugatura del rullo

Terminato il lavaggio, la lavapavimenti va posata sulla base e avviato il ciclo di pulizia del rullo, come suggerito dal sistema, che risciacqua ad alta temperatura e prosegue con l’asciugatura ad aria calda a 95 °C.

La stazione ospita 18 bocchette distribuite su un circuito a 360° che convogliano il flusso d’aria calda fino al nucleo del rullo, coprendo anche il condotto interno, la piastra di copertura e il filtro di scarico. Il ciclo di asciugatura silenziosa dura circa 30 minuti a soli 48 dB e al termine la certificazione TÜV SÜD attesta un tasso di rimozione batterica del 99,99 %, un dato che contribuisce a limitare la formazione di odori sgradevoli nel rullo tra un utilizzo e l’altro.

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L’ultimo elemento che lega macchina e base è il dispenser della soluzione schiumogena, che lavora in modo autonomo: in modalità automatica dosa il detergente nella proporzione corretta senza intervento manuale, mentre per le macchie più resistenti ci basta premere il grilletto per attivare lo spruzzo mirato di schiuma. Questa doppia logica, dosaggio continuo calibrato più intervento spot su richiesta, riduce sensibilmente la necessità di trattamenti manuali preliminari, e tramite app possiamo regolare il rapporto detergente/acqua su tre livelli adattando il consumo alla frequenza di pulizia e al tipo di sporco prevalente.

Roborock F25 ACE Pro: tutte le principali specifiche tecniche

Caratteristica Valore
Dimensioni 265 × 250 × 1.100 mm
Peso in ordine di marcia ~5,5 kg
Altezza in posizione piatta (FlatReach 2.0) 125 mm
Potenza di aspirazione 25.000 Pa
Velocità del rullo 430 giri/min
Pressione verso il basso 30 N
Serbatoio acqua pulita 1.000 mL
Serbatoio acqua sporca 720 mL
Dispenser soluzione schiumogena 100 mL
Batteria 4.000 mAh
Autonomia (ECO / AUTO / MAX) 60 / 40 / 30 min
Rumorosità in lavaggio 74–75 dB
Rumorosità asciugatura silenziosa 48 dB
Temperatura aria calda (base) 95 °C
Durata ciclo asciugatura ~30 min
Bocchette aria calda 18 (circuito a 360°)
Angolo snodo testa 180° (piatto) / 70° (laterale)
Rimozione batterica (TÜV SÜD) 99,99 %
Modalità operative AUTO, MAX, ECO, Sponge
Connettività Wi-Fi (app Roborock)

Come pulisce la Roborock F25 ACE Pro

Una volta accesa, il primo impatto è di controllo: la trazione del rullo si percepisce nell’impugnatura ma non tira il polso, il getto bagna il pavimento in modo regolare e la scia umida si asciuga in pochi minuti, a seconda del livello d’acqua assegnato alla modalità in uso. In un contesto domestico, la lavapavimenti lavora in modo prevedibile, raccogliendo lo sporco e trattenendolo nel serbatoio mentre restituisce una superficie umida uniforme che asciuga rapidamente.

Il rumore è presente ma non aggressivo, un suono costante che consente di parlare a voce normale nella stessa stanza, e l’impressione generale è di un lavaggio calibrato, più vicino a una manutenzione accurata che a una passata affrettata. L’ambiente di test copre un’abitazione con gres porcellanato in tutte le zone giorno, cucina sala e bagno, e parquet nella camera da letto: due superfici che mettono alla prova comportamenti diversi del rullo.

Come in ogni nostra prova di lavapavimenti, partiamo dalla macchia di caffè appena versata sul pavimento. Al primo passaggio in modalità AUTO il rullo ha raccolto il liquido e rimosso l’alone in un colpo solo, lasciando la superficie pulita e senza residui visibili controluce. Abbiamo ripetuto il test in modalità Sponge (Spugna), che lavora con la sola aspirazione senza erogare acqua, e anche in questo caso il caffè è stato assorbito in modo efficace. Su una macchia fresca, insomma, la lavapavimenti non ha mostrato alcuna incertezza indipendentemente dal profilo selezionato.

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La differenza vera emerge attivando la schiuma: premendo il grilletto per un paio di secondi lo strato di microbolle copre l’area incrostata, e il passaggio successivo porta via la macchia senza bisogno di insistere. Il sensore DirTect, un rilevatore a infrarossi che analizza la torbidità dell’acqua sporca in tempo reale, ha aumentato automaticamente la potenza durante il passaggio sulla zona trattata, confermando il funzionamento adattivo della modalità automatica. La schiuma aderisce alla superficie abbastanza a lungo da ammorbidire il residuo prima che il rullo lo stacchi, e questo accorcia sensibilmente i tempi rispetto al solo lavaggio con acqua e detergente tradizionale.

Spostandoci in cucina, abbiamo messo alla prova la lavapavimenti con succo di frutta versato su una zona con fughe larghe circa 5 mm. Lo sporco si era depositato sia sulla superficie piana sia all’interno dei giunti, creando quella patina leggermente vischiosa che si riconosce al tatto. Il rullo a 430 giri/min ha lavorato con una pressione sufficiente a staccare il residuo dalla superficie liscia già al primo passaggio, lasciando le fughe ancora parzialmente sporche; un secondo passaggio più lento, con erogazione dell’acqua al massimo, ha migliorato il risultato nelle fughe ma senza svuotarle completamente, perché i giunti più profondi trattengono una quantità minima di residuo che il rullo non riesce a raggiungere meccanicamente.

Si tratta di un limite comune a tutte le lavapavimenti a rullo rotante, dove la geometria del contatto non permette di entrare nelle fessure più strette. L’attivazione della schiuma sulle fughe ha aiutato a sciogliere lo strato superficiale dello zucchero rendendo più efficace il passaggio successivo, ma nei giunti più profondi il risultato resta parziale; il pavimento intorno alle fughe, tuttavia, risultava pulito e privo di aloni.

Spostandoci lungo i battiscopa e negli angoli, la copertura edge-to-edge è indicata a 0 mm per lato, ma nella nostra prova abbiamo misurato circa 7 mm di distanza residua tra il bordo del rullo e la parete: un valore comunque contenuto, che riduce sensibilmente la striscia sporca che molte lavapavimenti del segmento lasciano a 10–15 mm dal bordo. Negli angoli a 90° il risultato dipende dall’approccio, perché arrivando di fronte la testa copre il lato corrispondente, mentre per pulire l’angolo opposto serve un secondo passaggio con inclinazione diversa.

La differenza rispetto alla concorrenza nella stessa fascia si nota soprattutto lungo gli zoccoli della cucina, dove il profilo della testa aderisce bene anche ai rientranti poco profondi. Non abbiamo rilevato spruzzi laterali durante il passaggio a bordo parete, segno che il flusso d’acqua resta contenuto entro il perimetro del rullo, e il rumore non cambia avvicinandosi al battiscopa, a conferma che l’aspirazione mantiene la stessa intensità indipendentemente dalla posizione.

Il passaggio sul parquet della camera da letto rappresenta il banco di prova più delicato, perché un eccesso d’acqua potrebbe infiltrarsi nelle giunzioni tra i listelli e danneggiarli nel tempo. Abbiamo selezionato la modalità ECO e impostato il dosaggio minimo del detergente: la scia umida lasciata dal passaggio è risultata sottile e uniforme, senza accumuli localizzati né gocce ai bordi del rullo, e l’asciugatura della superficie è avvenuta entro un paio di minuti in un ambiente a temperatura e umidità domestiche normali, un tempo che non lascia margine a infiltrazioni significative.

Aumentando il livello di erogazione passando alla modalità automatica, la scia diventa leggermente più evidente ma resta controllata: il rullo recupera buona parte dell’acqua distribuita. Per il parquet la combinazione tra ECO e dosaggio minimo resta la scelta più prudente nella manutenzione quotidiana.

Tornando in bagno abbiamo simulato l’ultimo scenario quotidiano, versando circa 50 mL d’acqua in una piccola pozza e aggiungendo briciole e qualche capello. La macchina ha aspirato il liquido in un solo passaggio senza proiettare spruzzi ai lati, un risultato favorito dalla combinazione tra l’ottima potenza di aspirazione e la pressione del rullo che canalizza il flusso verso l’interno, e con i piccoli solidi misti il comportamento è altrettanto prevedibile: il rullo cattura i detriti e li convoglia nel serbatoio sporco senza intasamenti evidenti.

Il sistema anti-groviglio ha trattenuto i capelli nel percorso di aspirazione senza che si avvolgessero attorno al rullo, un aspetto che chi ha animali domestici o capelli lunghi apprezza nella routine quotidiana. La portata d’acqua in mL/min non è indicata, un dato che sarebbe utile per confrontare con precisione la quantità distribuita nelle diverse modalità; nella pratica, la differenza tra ECO e MAX si percepisce chiaramente nella scia, che passa da appena umida a visibilmente bagnata.

Dopo ogni sessione di test abbiamo posato la lavapavimenti sulla base per il ciclo di auto-pulizia, e l’acqua calda a 95 °C ha sciolto i residui grassi rimasti sul rullo mentre l’asciugatura con aria calda alla stessa temperatura ha completato il ciclo in circa 30 minuti con la modalità silenziosa. Al termine il rullo risultava asciutto al tatto e privo di odori, pronto per l’utilizzo successivo senza interventi aggiuntivi. Questa gestione automatica del post-lavaggio incide più di quanto sembri sull’esperienza complessiva: un rullo che resta umido tra un uso e l’altro sviluppa rapidamente cattivi odori, e molte lavapavimenti nella stessa fascia di prezzo non integrano un’asciugatura ad aria calda così rapida e silenziosa.

Roborock F25 ACE Pro: quanto dura la batteria e come si manovra

La testa della macchina raggiunge un’inclinazione di 180° grazie al sistema FlatReach 2.0, che consente di stendere il corpo completamente a pavimento mantenendo l’aspirazione attiva. Con soli 125 mm di altezza in posizione piatta, la lavapavimenti passa sotto la maggior parte dei mobili bassi senza perdere potenza e senza costringerci a spostare sedie o tavolini, un aspetto che cambia concretamente la pulizia nelle cucine arredate, dove gli zoccoli da 120–150 mm rappresentano un ostacolo frequente: la macchina si infila sotto e lava senza richiedere contorsioni del polso.

Le ruote motorizzate SlideTech 2.0, dotate di un doppio motore brushless che assiste la spinta e la trazione, alleggeriscono lo sforzo anche nei cambi di direzione e fanno sì che i 5,5 kg di peso si sentano meno di quanto suggerisca il numero. Su sessioni prolungate di 30–40 minuti, tuttavia, il polso e l’avambraccio iniziano ad accusare una leggera fatica, soprattutto se lavoriamo in spazi stretti dove i cambi di direzione sono frequenti. Lo snodo ruota fino a 70° e rende fluide le curve strette, anche se negli spazi molto angusti, come tra le gambe di un tavolo ravvicinate, serve rallentare per evitare di urtare le basi.

La batteria da 4.000 mAh garantisce fino a 60 minuti in modalità ECO, 40 minuti in AUTO e 30 minuti in MAX; con un utilizzo misto tra AUTO e qualche intervento con la schiuma, abbiamo coperto un’area di circa 80 m² con batteria residua intorno al 20 %, un dato coerente con le stime di copertura in modalità automatica. Il tempo di ricarica completa non è esplicitato tra i dati di targa, ma nella nostra esperienza la spia ha segnalato la carica completa dopo circa quattro ore dalla base, un valore da considerare per chi desidera completare due sessioni nella stessa giornata.

Un limite emerso nell’uso prolungato riguarda il trascinamento dei residui in contro-traccia: quando invertiamo bruscamente la direzione su una zona ancora umida, il rullo può ridistribuire una minima quantità di sporco lungo il bordo della scia precedente. La soluzione è semplice e consiste nel mantenere passate lineari sovrapposte di pochi centimetri, rallentando nelle inversioni.

Come funziona l’app Roborock F25 ACE Pro e la base di autopulizia

Roborock F25 ACE Pro si collega all’app Roborock tramite Wi-Fi, estendendo le possibilità di personalizzazione rispetto ai comandi sul display a bordo macchina. Dall’interfaccia possiamo selezionare una delle quattro modalità operative (AUTO, MAX, ECO e SPUGNA) e regolare il rapporto detergente/acqua su tre livelli, adattando il dosaggio alla frequenza di pulizia: il livello minimo conviene a chi lava ogni giorno con sporco leggero, mentre il massimo è pensato per sessioni settimanali più intense o per ambienti con animali domestici. La stessa schermata mostra il livello di batteria residua e lo stato dei serbatoi, e segnala quando il rullo o il filtro necessitano di sostituzione, evitandoci di dover controllare fisicamente i componenti.

Anche la gestione della base passa in parte dall’app. Ogni volta che posiamo la lavapavimenti sulla stazione, il sistema ci suggerisce di avviare il ciclo di auto-pulizia, che possiamo lanciare con il tasto sulla macchina o dall’app: l’acqua calda risciacqua il rullo e le 18 bocchette convogliano aria a 95 °C in un flusso bidirezionale capace di raggiungere anche le zone interne normalmente difficili da asciugare. Se preferiamo posticipare il ciclo o avviare un lavaggio aggiuntivo del rullo in un secondo momento, l’app mette a disposizione i comandi dedicati, mentre gli avvisi vocali integrati nella macchina restituiscono informazioni sullo stato di pulizia e asciugatura senza costringerci a consultare lo schermo.

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La modalità Sponge, selezionabile sia dal display sia dall’app, disattiva l’erogazione dell’acqua e sfrutta la sola aspirazione per assorbire liquidi versati sul pavimento, esattamente come farebbe una spugna: è la scelta giusta per raccogliere rapidamente una pozzetta di acqua, succo o latte senza bagnare ulteriormente la superficie, ma non va confusa con un’aspirazione a secco tradizionale, perché questa modalità non è pensata per raccogliere polvere o detriti senza acqua.

Il vero vantaggio pratico della base, però, sta nella sua completezza: il ciclo automatico di risciacquo, sanificazione e asciugatura ad aria calda elimina la necessità di lavare a mano il rullo o di lasciarlo asciugare all’aria per ore, un’operazione che nella maggior parte delle lavapavimenti della stessa fascia resta parzialmente manuale o limitata a un semplice risciacquo con acqua fredda.

Quanto costa Roborock F25 ACE Pro e dove comprarla

Roborock F25 ACE Pro ha un listino di 649 € e si acquista su Amazon, dove il prezzo può variare in base a promozioni periodiche che lo portano intorno ai 519–549 €. Al momento della pubblicazione consigliamo di verificare il prezzo aggiornato sulla pagina Amazon del prodotto, dove Roborock propone frequentemente sconti temporanei.

La combinazione tra il sistema a schiuma attivabile su richiesta, la copertura edge-to-edge a soli 7 mm dal bordo parete e l’asciugatura del rullo con aria calda a 95 °C giustifica il posizionamento premium rispetto al resto della serie F25. Chi vive in appartamenti con cucina aperta, bambini piccoli o animali domestici, ovvero ambienti dove le macchie ostinate e i peli sono la norma, troverà nel sistema JetFoaming un reale risparmio di tempo rispetto al pre-trattamento manuale. La base completa e silenziosa riduce la manutenzione al minimo, mentre l’autonomia fino a 60 minuti in ECO copre senza problemi superfici fino a 80–100 m² con un’unica carica. I limiti principali restano la pulizia solo parziale delle fughe profonde e un display a bordo macchina piuttosto essenziale, che delega molte regolazioni all’app.

Pro:

    • Sistema a schiuma JetFoaming attivabile su richiesta con dispenser automatico;
    • Asciugatura del rullo con aria calda a 95 °C in 30 minuti;
    • Lavapavimenti Smart con connettività via App.

Contro:

    • Pulizia delle fughe profonde parziale;
    • Copertura edge-to-edge a soli 7 mm dal battiscopa;
    • Display a bordo macchina essenziale.

Voto finale:

8