MOVA ViAX 500 è uno di quei prodotti che vale la pena guardare con attenzione, perché si infila in una posizione di mercato piuttosto furba: una via di mezzo tra la linea entry-level e quella di fascia superiore, capace di adattarsi a tantissimi giardini fino a 500 metri quadri. Per certi versi è una scelta più sensata di robot ben più costosi e, allo stesso tempo, più tranquilla rispetto agli entry-level, che qualche grattacapo possono ancora darlo. Per orientarsi nella gamma conviene tenere a mente tre famiglie: ViAX è l’ingresso, LiDAX si colloca un gradino sopra e poi ci sono i modelli a quattro ruote, dei veri bestioni pensati per i terreni più estesi e impegnativi.

All’interno della serie ViAX, il 500 si distingue dal più piccolo 250 non solo per la superficie gestita, doppia, ma soprattutto perché eredita una caratteristica importante dai modelli superiori: il LiDAR. Il ViAX 250 si affida alle sole fotocamere per muoversi, mentre qui la navigazione si appoggia anche alla scansione laser, e questo cambia parecchio le carte in tavola. Lo scopriamo nella nostra recensione.

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Cosa c’è nella confezione

La dotazione è completa e pensata per mettere il robot al lavoro senza acquisti aggiuntivi. Nella scatola troviamo il robot ViAX 500, la torre di ricarica con la piastra di base, l’alimentatore, gli otto picchetti con la chiave esagonale per il fissaggio, un panno privo di pelucchi per la pulizia, manuale d’uso e guida rapida. Apprezzabile anche la presenza di un set di nove lame di ricambio con relative viti e di un piccolo cacciavite, così da avere già tutto il necessario per la manutenzione ordinaria delle lamette.

Recensione MOVA ViAX 500: un robot tagliaerba razionale e non troppo costoso (video) 1

Qualità costruttiva e design: compatto, agile e ben pensato

Per quello che può valere l’estetica di un oggetto destinato a vivere all’aperto, ViAX 500 si presenta bene: linee gradevoli, plastiche di buona qualità e una sensazione di solidità che si percepisce al tatto. La certificazione IPX6 garantisce resistenza all’acqua e gli consente di affrontare la pioggia senza problemi. Come per tutti i prodotti di questo tipo, però, vi consigliamo di prevedere una piccola tettoia di riparo, più per proteggerlo dal sole prolungato che dall’acqua, senza necessariamente spendere per il garage dedicato.

Sulla parte superiore c’è una maniglia che rende comodo il trasporto, mentre le dimensioni contenute e il peso ridotto lo rendono uno dei robot più agili che abbiamo provato: riesce a infilarsi in varchi stretti fino a 60 cm, ed è probabilmente quello che si incunea negli spazi più angusti tra i modelli passati per le nostre mani. Tenetelo a mente, perché è una qualità tutt’altro che secondaria nei giardini articolati.

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Niente fronzoli sui comandi: sollevando un piccolo sportellino si accede ai tasti fisici, alla manopola di accensione e al pulsante di emergenza con lo stop. Manca un display, sostituito da una rotella per regolare l’altezza di taglio, impostabile tra 2 e 6 cm. Davanti trovano posto le due fotocamere per la visione frontale e il modulo LiDAR. Sotto la scocca, due ruote anteriori motrici e una singola ruota posteriore gommata di tipo universale.

Sono proprio questi dettagli a far capire l’esperienza di MOVA nella categoria. Il peso è concentrato sull’avantreno, dove ci sono le ruote motrici, e la ruota posteriore conferisce un’agilità notevole, aiutando il robot a districarsi quando finisce in posizioni scomode. Le ruote anteriori, inoltre, montano tacchetti alti e sottili: una soluzione intelligente che evita l’accumulo di fango e mantiene il grip anche sul terreno umido o bagnato. Un’ultima finezza riguarda i contatti di ricarica, molto ampi: anche quando il rientro alla base non è perfettamente centrato, il robot si aggancia comunque. Ci è capitato di provare modelli che dovevano centrare la base al millimetro, riprovandoci due o tre volte prima di riuscirci.

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Navigazione UltraEyes 2.0: LiDAR a 360° senza fili né antenne RTK

Il vero motivo per scegliere questo robot è il sistema di navigazione. MOVA lo chiama UltraEyes 2.0 e combina la doppia visione con intelligenza artificiale e un LiDAR a 360°. La promessa è un posizionamento stabile e un rilevamento degli ostacoli affidabile anche dove il segnale satellitare scarseggia, per esempio sotto le fronde degli alberi o nei passaggi stretti. Niente fili da interrare, niente stazioni o antenne RTK e nemmeno GPS: il robot si orienta sfruttando gli elementi presenti nel giardino, esattamente come fa un robot aspirapolvere in casa. Per questo dà il meglio nei giardini ricchi di punti di riferimento, mentre potrebbe trovarsi meno a suo agio in spazi molto ampi e spogli.

Va detto con onestà che l’inizio ci ha lasciati un po’ perplessi. In fase di mappatura il robot ha sbagliato per almeno tre volte, senza riuscire a chiudere correttamente il perimetro a causa di problemi di sfasamento nella posizione. Il punto, lo abbiamo capito strada facendo, è che la modalità di ottimizzazione della mappa è fondamentale: bisogna lasciare che il robot giri liberamente per un po’, così da memorizzare i riferimenti dell’ambiente. Se invece gli si fa creare la mappa di fretta, rischia di lasciare indietro qualche zona ed essere meno efficace nel taglio. Superato lo scoglio iniziale, le cose migliorano: più tagli esegue e più si adatta all’ambiente, registrando informazioni e diventando progressivamente più preciso.

Non lo abbiamo trovato infallibile come alcuni robot a guida LiDAR che abbiamo testato di recente, capaci di non sbagliare al centimetro. Qui ogni tanto qualche imprecisione resta, ma dopo tre o quattro tagli la tendenza era chiaramente al miglioramento, quindi siamo fiduciosi che con l’uso prolungato la resa cresca ancora. Il riconoscimento degli ostacoli, in ogni caso, è garantito: grazie al LiDAR il robot riesce ad avvicinarsi abbastanza agli oggetti e dispone di tutte le funzioni di sicurezza per non passare sopra a tubi, giocattoli e soprattutto animali o persone, con un riconoscimento dichiarato di oltre 300 oggetti diversi. È presente anche una modalità a bassa velocità che concede agli animali più tempo per togliersi dalla traiettoria, oltre alla possibilità di definire dall’app zone in cui evitarli del tutto.

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Mappatura, taglio e la questione dei bordi

La configurazione, una volta presa la mano con l’ottimizzazione, è rapida: ci si collega all’app, si definiscono confini e zone virtuali e il gioco è fatto. ViAX 500 supporta la gestione dual-map e multizona, con la possibilità di impostare zone vietate, percorsi da non tosare e parametri diversi per ogni area. Le modalità disponibili sono cinque, ovvero tutta l’area, zone, bordi, punti e manuale, mentre la pianificazione del percorso segue un andamento a U che ottimizza la copertura. Da tenere presente che essendoci solo la regolazione manuale dell’altezza di taglio è complicato impostare altezze diverse per zone diverse e lasciar fare al robot in autonomia, un intervento umano sarà quasi sempre necessario.

Il sistema di taglio si basa su un disco compatto con tre lamette. Qui si vede la natura economica del prodotto, ma c’è un dettaglio che fa la differenza: si tratta di un disco flottante meccanico. Non è un flottante elettronico, quindi non ci sono sensori che leggono il terreno per adattare dinamicamente l’altezza, ma il sistema è ammortizzato e segue avvallamenti e dossi del prato. Il risultato pratico è un taglio decisamente performante, che uniforma bene la superficie. La larghezza di lavoro è di 20 cm.

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Sul fronte della robustezza, ViAX 500 non ha un doppio paraurti mobile capace di segnalare al robot l’impatto con un ostacolo: gli urti vengono gestiti dalle videocamere. La scocca anteriore è in plastica molto dura e resistente, senza alcun cedimento, ma se deve andare a contatto con qualcosa, ci va. Sul piano della mobilità affronta pendenze fino al 40%, supera ostacoli verticali fino a 4 cm e, come detto, passa in varchi da 60 cm, il tutto grazie alla trazione anteriore abbinata alla ruota pivottante posteriore.

La batteria è da 4 Ah, non enorme, e copre circa 120-150 metri quadri per ricarica con un ciclo di lavoro intorno ai 90-100 minuti, mentre la ricarica completa richiede circa 60 minuti. Per coprire l’intera superficie da 500 metri quadri il robot tornerà alla base una o due volte a seconda del giardino, riprendendo poi in automatico. Sono valori nella media, ma a convincerci è stata la sensazione di un’autonomia ben sfruttata, segno di una buona efficienza nel lavoro. Attenzione a un limite preciso: oltre i 500 metri quadri non si può mappare, quindi chi ha superfici maggiori deve guardare ad altri modelli. Da segnalare anche la rumorosità contenuta, sotto i 57 dB, che lo rende discreto anche nei weekend.

Arriviamo a quello che per noi è il vero limite di questo robot, ovvero il taglio dei bordi. È anche la differenza principale con la serie LiDAX di fascia superiore, dotata di un disco che si sposta lateralmente per arrivare più vicino ai margini. ViAX 500 resta invece molto conservativo e lascia almeno una decina di centimetri di spazio, a meno che non si abbiano bordi a livello tra prato e mattonelle o selciato: in quel caso riesce ad andare anche a cavallo della linea di confine, pur senza essere mai particolarmente efficace. Lo stesso vale attorno agli ostacoli, dove mantiene comunque le distanze. La conseguenza è che dopo i tagli sarà necessaria una rifilatura manuale dei bordi. È giusto chiarire che non si tratta di un difetto isolato di questo modello, ma di un limite comune alla gran parte dei robot tagliaerba.

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App, sicurezza e connettività: tanta sostanza, ma il 4G è a parte

Il robot si gestisce tramite l’app MOVA home, fatta piuttosto bene, intuitiva e facile da usare, con l’unico neo di qualche traduzione in italiano un po’ approssimativa. Per il resto c’è tutto il necessario: adattamento meteo che ferma il robot in caso di pioggia, divisione della mappa in più zone, programmazione settimanale con doppio programma stagionale, taglio a spot, rifilatura dei bordi e persino dei disegni decorativi da realizzare sul prato.

Particolarmente interessante è il sistema TrueGuard, che trasforma il tagliaerba anche in un piccolo presidio per il giardino. Tramite l’app è possibile avviare una funzione di perlustrazione in cui il robot gira per il perimetro impostato restituendo le immagini delle sue due fotocamere di ciò che incontra, con video in tempo reale, invio di foto al rilevamento di una persona e audio bidirezionale. Sul versante antifurto ci sono l’allarme di sollevamento, il tracciamento e l’avviso di uscita dalla mappa, oltre a un comodo vano per inserire un AirTag.

Qui però va fatta una precisazione importante sulla connettività: ViAX 500 non include il 4G. Per avere tracciamento e controllo da remoto a prescindere dalla posizione serve il modulo di collegamento MOVA, venduto come accessorio opzionale, che nella nostra esperienza si è rivelato piuttosto costoso, intorno ai 250 euro, e richiede l’inserimento di una SIM. In alternativa, per gestire il robot da remoto basta disporre di una rete Wi-Fi nella zona in cui si trova la base. Chiariamo comunque che il Wi-Fi non è obbligatorio: il robot funziona benissimo anche senza, controllandolo via Bluetooth quando ci si trova nelle vicinanze.

Scheda tecnica in breve

  • Area di tosatura massima: 500 m²
  • Navigazione e rilevamento ostacoli: UltraEyes 2.0 (doppia visione IA + LiDAR a 360°)
  • Mappatura: IA con dual-map e multizona
  • Modalità di taglio: tutta l’area, zone, bordi, punti, manuale (andamento a U)
  • Altezza di taglio: 2-6 cm, larghezza 20 cm
  • Efficienza: 120 m²/ricarica in standard, fino a 150 m²/ricarica in modalità efficienza
  • Pendenza massima: 40% (22°); ostacoli verticali fino a 4 cm; varchi da 60 cm
  • Trazione: anteriore + ruota universale, ruote off-road
  • Batteria: 4 Ah, ricarica in 60 min, autonomia 90-100 min per ciclo
  • Sicurezza: TrueGuard (video live, rilevamento umano, perlustrazioni), antifurto con allarme sollevamento e vano AirTag
  • Rumorosità: inferiore a 57 dB
  • Resistenza: IPX6 | Garanzia: 3 anni | Modulo di collegamento 4G opzionale

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Conclusioni e prezzo

MOVA ViAX 500 è un prodotto che ci ha convinti per ciò che è, ovvero la soluzione giusta per chi ha un giardino di medie dimensioni e non vuole spendere cifre importanti. Il taglio è performante, l’agilità sui terreni difficili è notevole grazie alle ruote ben studiate, il riconoscimento degli ostacoli con LiDAR fa il suo dovere e l’app è completa, con l’aggiunta gradita delle funzioni di sorveglianza. Sull’altro piatto della bilancia mettiamo il taglio dei bordi conservativo, la mappatura che chiede un po’ di rodaggio per dare il meglio e il 4G non incluso.

Non è il robot da scegliere se cercate il giardino perfetto, senza nemmeno un ciuffo d’erba fuori posto: in quel caso esistono prodotti migliori, a partire proprio dalla serie LiDAX di MOVA, ma bisogna mettere in conto una spesa più alta. Il prezzo di listino è di 749 euro, spesso proposto in sconto attorno ai 649 euro, e a queste cifre lo riteniamo onesto e azzeccato, capace di rendere ViAX 500 versatile e adatto a tanti tipi di utilizzo.

Pro:

    • Rapporto qualità prezzo elevato
    • Ottima trazione
    • Navigazione precisa

Contro:

    • Bordi non tagliati abbondanti
    • Niente 4G integrato
    • Qualche difficoltà nella mappatura

Voto finale:

7.5