Suunto Run 2 arriva a distanza di circa un anno dal primo Suunto Run, di cui trovate qui la nostra recensione, e lo fa portando in dote un display AMOLED da 2.000 nit, tre volte più luminoso rispetto al modello precedente, un nuovo sensore cardiaco al polso a 12 canali, protetto da un vetro curvo 2.5D sul fondello, GNSS dual-band di nuova generazione e mappe offline gratuite per tutto il mondo. Lo abbiamo abbinato per l’intera prova alla nuova Smart Heart Belt 2, la fascia cardio aggiornata pensata proprio per chi vuole spingersi oltre i limiti della lettura ottica al polso, ed è da questa combinazione che partiamo per raccontarvi come è andata.

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Design e display

Il corpo dello sportwatch sportwatch resta fedele alla filosofia della gamma Run di Suunto, leggerezza prima di tutto: 35 grammi per la sola cassa, che diventano 53 con il cinturino in silicone Athletic da 22 mm incluso nella confezione. Secondo la scheda ufficiale la cassa è in gran parte in plastica, con una lunetta in acciaio inossidabile e un vetro frontale Gorilla Glass, mentre il pannello AMOLED da 1,32 pollici arriva a 2.000 nit di luminosità di picco, contro i 600 del primo Run, un salto che Suunto giustifica proprio con la leggibilità di ritmo, frequenza cardiaca e distanza sotto il sole diretto. Sul fronte della precisione, i due cambiamenti principali sono il GPS dual-band L1+L5, su cinque costellazioni satellitari, e il sensore ottico ridisegnato, che resta comunque, come sempre con la rilevazione ottica, un gradino sotto una fascia toracica dedicata: un limite che rende sensato l’abbinamento con la Smart Heart Belt 2 che vi raccontiamo più avanti.

Le mappe offline gratuite sono la novità più evidente rispetto al primo Run, che ne era del tutto privo: si scaricano sull’orologio via Wi-Fi prima di uscire, selezionando le aree dall’app, e visualizzano strade e toponimi anche durante una corsa in un posto nuovo, con indicazioni sul percorso e un avviso quando ci si allontana dalla traccia preparata. Sono pensate soprattutto per la corsa su strada e su sterrato, quindi chi cerca una navigazione outdoor più spinta rientra nella fascia di pubblico a cui Suunto destina i modelli Race e Vertical.

Autonomia e uso quotidiano

È proprio sull’autonomia che vale la pena spendere due parole in più, perché il dato reale racconta qualcosa di più sfumato rispetto quanto potrebbe sembrare limitandosi a leggere la scheda tecnica. Con la modalità Always-on Display attiva, l’autonomia si è confermata buona ma non straordinaria: nel nostro utilizzo siamo arrivati a circa 7 giorni senza alcuna attività sportiva, un valore che scende a circa 4 giorni quando si aggiungono tre allenamenti da circa un’ora a settimana. Non sono numeri da buttare, ma restano lontani dai 10 giorni dichiarati da Suunto per l’uso quotidiano (contro gli 8 giorni indicati per il primo Run nella tabella di confronto ufficiale, con una batteria salita da 295 a 380 mAh e fino a 24 ore di GPS dual-band contro le 20 precedenti), un divario che si spiega facilmente proprio con la scelta di tenere lo schermo sempre visibile. Affidandosi invece al risveglio con rotazione del polso, si allunga sensibilmente il tempo tra una ricarica e l’altra. Chi è disposto a rinunciare all’AoD troverà probabilmente un’autonomia più vicina a quella indicata dal produttore, ma per chi, come noi, preferisce vedere sempre l’ora e i dati principali senza dover muovere il polso, questo compromesso va messo in conto fin da subito.

Il cinturino in dotazione è un altro capitolo su cui vale la pena essere onesti fino in fondo. Non è pensato per un utilizzo realmente continuativo: il materiale non è particolarmente traspirante, e lo abbiamo notato chiaramente indossandolo per una settimana intera senza mai toglierlo, se non per fare la doccia. Il segno lasciato sul polso dopo sette giorni di utilizzo ininterrotto è ben visibile, come mostrano chiaramente le immagini qui sotto. Non è un problema che compromette l’esperienza d’uso quotidiana per chi lo indossa solo per le attività sportive, ma chi ha in mente un utilizzo davvero no-stop, magari per il monitoraggio del sonno ogni notte senza soluzione di continuità, farebbe bene a considerare l’acquisto di un cinturino alternativo maggiormente traspirante non appena possibile.

Funzioni smart e allenamento

Come smartwatch, Run 2 si comporta in modo tutto sommato adeguato al proprio ruolo principale, quello di orologio sportivo pensato in primis per la corsa. La gestione delle notifiche e la possibilità di installare applicazioni terze restano più limitate rispetto a quanto offrono gli smartwatch generalisti o anche alcuni concorrenti diretti nella stessa fascia di prezzo: non è possibile accedere a uno store di app di terze parti come su altri dispositivi della stessa categoria, funzione riservata da Suunto ai soli modelli più costosi della propria gamma, e la lettura delle notifiche in arrivo resta abbastanza essenziale, senza troppi fronzoli nella loro gestione o personalizzazione. Detto questo, è un compromesso che ci sta, considerando che il dispositivo nasce e resta pensato principalmente per l’allenamento, non per sostituire completamente lo smartphone nella gestione quotidiana delle comunicazioni. Musica offline tramite trascinamento di file MP3 direttamente sul dispositivo e utilizzando un paio di cuffie Bluetooth. Chi è abituato alla musica in streaming dovrà ricorrere allo smartphone, ma a nostro avviso la soluzione scelta da Suunto è indubbiamente la più comoda.

Sul fronte dell’allenamento, i piani di preparazione nell’app sono generati e adattati da Suunto AI Coach in base ai progressi registrati, e una modalità dedicata alla maratona aggiunge schermate con la previsione del tempo d’arrivo e l’energia residua. Sono funzioni che saranno sicuramente apprezzate da chi è abituato ad allenarsi con una certa costanza e vuole seguire un piano ben preciso, con obiettivi mirati in testa.

Il vero peccato, quello che ci sentiamo di sottolineare, riguarda l’assenza dei pagamenti contactless al polso. Sarebbe stato comodo poter uscire per una corsa mattutina e fermarsi al bar per un caffè al ritorno senza dover portare con sé telefono o portafoglio, un’abitudine che ormai molti sportivi danno per scontata su altri orologi della stessa fascia di prezzo, Garmin su tutti. Suunto continua a non implementare questa funzione su questa fascia di prezzo, e resta una mancanza che pesa concretamente nell’uso quotidiano, più che un dettaglio marginale da scheda tecnica.

La fascia cardio Smart Heart Belt 2

Passando alla Smart Heart Belt 2, qui il giudizio cambia decisamente in meglio, e senza troppe riserve. La fascia cardio ci ha convinto molto bene su ogni fronte: precisione del dato rilevato, leggerezza al petto e assenza totale di problemi sia in fase di abbinamento con l’orologio sia durante l’utilizzo vero e proprio degli allenamenti. Non abbiamo riscontrato perdite di segnale, letture anomale o difficoltà di connessione in nessuna delle sessioni in cui l’abbiamo indossata, un’affidabilità che fa piacere ritrovare su un accessorio pensato apposta per chi vuole dati più precisi rispetto alla sola rilevazione ottica al polso. Il nuovo sistema di rilevamento degli artefatti, che pulisce il segnale elettrico rilevato dal petto prima ancora che arrivi all’orologio o all’app, è pensato per offrire una lettura più pulita e coerente, e nel nostro utilizzo il dato è sempre apparso stabile.

Sul fronte del comfort fisico, la fascia si è rivelata sorprendentemente morbida, al punto da non lasciare alcun segno visibile sulla pelle nemmeno dopo sessioni di allenamento prolungate, un dettaglio che contrasta piacevolmente con l’esperienza meno felice raccontata poco sopra a proposito del cinturino dello sportwatch sportwatch. Allo stesso tempo, pur essendo morbida, la fascia mantiene il sensore saldamente al proprio posto durante tutta la sessione di allenamento, senza scivolamenti o necessità di doverla riaggiustare a metà corsa, un equilibrio tra morbidezza e tenuta che non è affatto scontato trovare in questo tipo di accessori.

Merita infine una menzione la gestione della batteria della fascia, pensata per durare complessivamente diverse centinaia di ore prima di richiedere una sostituzione, un valore che nell’uso normale si traduce in mesi di autonomia prima di dover intervenire. La batteria è sostituibile direttamente dall’utente, senza dover ricorrere a un centro assistenza, un dettaglio che apprezziamo parecchio su un accessorio di questo tipo. L’unica nota stonata riguarda lo sportellino che protegge il vano batteria, che si è rivelato un po’ più duro da aprire di quanto ci aspettassimo al primo tentativo, richiedendo una certa pressione decisa con l’unghia o con uno strumento sottile per essere sbloccato. Una volta capito il meccanismo, però, la sostituzione della batteria resta un’operazione semplice e alla portata di chiunque, senza bisogno di strumenti particolari o di rivolgersi a un negozio specializzato.

Sul piano delle specifiche, la Smart Heart Belt 2 aggiunge rispetto alla prima versione alcune funzioni pensate per chi si allena in modo più strutturato: fino a tre connessioni Bluetooth contemporanee, utili per inviare lo stesso dato a orologio, ciclocomputer e telefono, circa 20 ore di memoria interna che registrano l’allenamento anche quando l’orologio è fuori portata, un sensore inerziale a sei assi che misura la tecnica di corsa quando è abbinata a un orologio Suunto compatibile e un sistema ECG che scarta gli artefatti direttamente sulla fascia, prima che il dato arrivi all’orologio. Non abbiamo messo alla prova tutte queste funzioni, ma l’abbinamento immediato con Run 2 e la stabilità del dato in ogni uscita ci hanno lasciato una buona impressione complessiva.

Considerazioni finali

Nel complesso, la coppia formata da Suunto Run 2 e Suunto Smart Heart Belt 2 conferma la sensazione di due prodotti pensati con priorità molto chiare fin dal principio: la fascia cardio è quasi ineccepibile in quello che promette di fare, mentre l’orologio convince sul fronte sportivo, precisione del tracciamento e autonomia comunque solida anche se non da record, ma lascia sul tavolo qualche compromesso sul fronte più smart dell’esperienza, dai pagamenti contactless assenti alla gestione delle notifiche più basilare rispetto a quanto offrono alcuni concorrenti diretti. Chi cerca principalmente un compagno di allenamento affidabile, con un’ottima integrazione verso un sensore cardiaco di precisione, troverà in questa combinazione una proposta solida. Chi invece spera di sostituire completamente lo smartphone anche nella gestione quotidiana di notifiche e pagamenti dovrà probabilmente accettare qualche compromesso in più, o guardare altrove.

Pro:

    • fascia cardio precisa, leggera e senza alcun problema di abbinamento o tenuta
    • batteria della fascia facilmente sostituibile dall'utente
    • buona autonomia dell'orologio anche con schermo sempre acceso
    • design leggero e comodo per l'attività sportiva

Contro:

    • cinturino dell'orologio poco traspirante, lascia il segno con un uso continuativo
    • nessun supporto ai pagamenti contactless al polso
    • gestione di notifiche e app installate piuttosto essenziale
    • sportellino della fascia cardio poco agevole da aprire al primo utilizzo

Voto finale:

8,4

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Prezzo e disponibilità

Suunto Run 2 ha un prezzo di listino di 299€ nella versione con 4GB di storage e di 349€ nella versione da 64GB. Smart Heart Belt 2 è acquistabile separatamente a 99€, oppure in bundle con l’orologio a 398€ (versione 4GB) o 448€ (versione 64GB). Entrambi i prodotti sono acquistabili direttamente sullo store ufficiale Suunto.