Volkswagen si trova alle prese con un problema che, a prima vista, sembrerebbe da sogno: in Germania arrivano ormai più ordini di auto elettriche che di vetture con motore a combustione. Il costruttore, però, sta cancellando i turni supplementari nel suo stabilimento più grande, quello di Wolfsburg.

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A Wolfsburg si tagliano i turni

Volkswagen, boom di elettriche in Germania ma Wolfsburg taglia i turni: il paradosso 1

Secondo quanto riportato dalla stampa di settore, il costruttore sta adeguando la produzione perché lo spostamento della domanda è avvenuto più rapidamente del previsto. Volkswagen si ritrova così con troppa capacità produttiva dedicata a benzina e diesel, mentre sempre più clienti scelgono l’elettrico. A Wolfsburg, definita “il cuore del marchio Volkswagen”, i turni aggiuntivi programmati vengono eliminati: quest’anno la fabbrica dovrebbe produrre circa 580.000 veicoli, invece di superare quota 600.000.

Il dato va letto con attenzione, perché non rappresenta un crollo: nel 2025 lo stabilimento aveva prodotto 577.444 veicoli, quindi il nuovo obiettivo lascia la produzione sostanzialmente invariata. La differenza sta nel fatto che fino a pochi mesi fa la direzione aveva basato la pianificazione proprio su turni extra per far fronte alla domanda di modelli endotermici: tra maggio e luglio 2025, Wolfsburg aveva lavorato in otto fine settimana straordinari per consegnare Golf e Tiguan. Oggi quello slancio si è esaurito, e la fabbrica attiva da 88 anni continua a sfornare Golf, Tiguan, Touran e Tayron, sapendo che più avanti, nel 2027, la produzione della Golf sarà trasferita nello stabilimento messicano di Puebla: la Golf non sarà più costruita in Germania.

La maggior parte dei nuovi ordini non riguarda le elettriche di grandi dimensioni, ma quattro piccole a zero emissioni prodotte in due stabilimenti spagnoli: Volkswagen ID. Polo, Cupra Raval, Škoda Epiq e Volkswagen ID. Cross. I quattro modelli condividono la piattaforma MEB+ e insieme hanno superato i 100.000 preordini; la ID. Cross ha avviato la produzione proprio questo mese nello stabilimento di Navarra, vicino a Pamplona.

La vera protagonista del momento resta però la ID. Polo, prodotta in Spagna: ha già raccolto oltre 40.000 ordini in Europa e ha appena vinto la categoria Budget del German Car of the Year, battendo Renault Twingo e Clio. Nel frattempo Emden prevede almeno due turni supplementari per aumentare la produzione della ID.7, nelle versioni liftback e station wagon, mentre Zwickau beneficia della domanda più forte per la ID.3 Neo, il nuovo nome della compatta a trazione posteriore. Dopo anni in cui i clienti lamentavano prezzi elevati e una scelta limitata, l’azienda ha in arrivo una serie di elettriche più piccole e accessibili, proprio mentre la domanda di veicoli a batteria prende slancio in Germania, accelerata anche dal caro carburanti.

Più elettriche non significa automaticamente più margini

Qui si annida il paradosso: vendere più elettriche non vuol dire guadagnare di più, perché i margini restano inferiori rispetto a quelli di un’auto endotermica comparabile, e la cosa è particolarmente delicata per un gruppo impegnato in uno storico programma di riduzione dei costi. Le implicazioni industriali sono significative. Un’elettrica ha meno componenti meccanici e richiede in genere meno manodopera per l’assemblaggio, quindi Volkswagen non può sostituire ogni veicolo a combustione con un’elettrica aspettandosi che l’attuale presenza produttiva in Germania resti pienamente utilizzata. È uno dei motivi per cui la transizione è così difficile per le fabbriche tedesche del gruppo, già al centro di piani annunciati di riduzione della capacità produttiva e dell’occupazione, mentre gli investimenti continuano a spostarsi verso l’elettrico. In passato, quando le elettriche non andavano come sperato, Volkswagen è sprofondata in una crisi pericolosa, tanto che oggi il Gruppo rischia di licenziare decine di migliaia di persone e di vendere o riconvertire diversi stabilimenti in Germania.

Martin Sander, membro del consiglio di amministrazione per le vendite, ha spiegato ad Automobilwoche che la domanda di veicoli elettrici a batteria sta vivendo una fase decisiva:

“Sta aumentando notevolmente in Germania e in altri Paesi europei”, un importante “punto di svolta nella trasformazione del mercato automobilistico”, trainato anche dai prezzi elevati di benzina e diesel, che allo stesso tempo significa “una minore domanda di veicoli con motori a combustione interna”.

Volkswagen stessa, del resto, sembra essere rimasta sorpresa dalla rapidità di questo slancio, visto che la pianificazione produttiva per il 2026 era stata costruita su un ritmo di crescita più lento. Con un’elettrica ancora più economica in arrivo il prossimo anno, la ID. up! (nome non confermato), l’obiettivo dichiarato è convincere un numero ancora maggiore di automobilisti a compiere il passaggio all’elettrico. Per il momento, la più grande fabbrica Volkswagen continua a costruire auto a benzina, proprio la parte del business verso cui i clienti tedeschi sembrano mostrare sempre meno interesse. Wolfsburg si trova al centro di questa transizione, almeno finché le già confermate Golf elettrica e T-Roc elettrica non arriveranno sulle sue linee di montaggio nei prossimi anni.