Da mesi si rincorrono indiscrezioni sempre più insistenti sul primo iPhone pieghevole e, proprio nelle ultime ore, sono emersi dettagli particolarmente interessanti che permettono di farsi un’idea piuttosto chiara della direzione intrapresa da Apple. Non si tratta semplicemente di un nuovo form factor ma, come spesso accade quando l’azienda di Cupertino entra in una categoria già esistente, di un prodotto che punta a ridefinire alcuni standard, a partire da un aspetto ben preciso: lo spessore.
Secondo quando condiviso, il dispositivo (che potrebbe chiamarsi iPhone Ultra, anche se non c’è ancora nessuna conferma ufficiale) dovrebbe misurare appena 4,5 mm quando aperto, arrivando a circa 9-9,5 mm da chiuso. Numeri che, se confermati, lo renderebbero più sottile di qualsiasi iPhone mai realizzato, ma anche più sottile di prodotti recenti come iPad Pro 13 pollici, fermo a 5,1 mm, e persino di smartphone tradizionali non pieghevoli.
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Uno spessore record per il primo iPhone pieghevole (ma con alcuni compromessi)
È evidente che non si tratta di un semplice affinamento progettuale, ma di un vero e proprio cambio di paradigma: ottenere uno chassis da 4,5 mm in un dispositivo pieghevole implica infatti una riprogettazione completa degli spazi interni, della disposizione dei componenti e delle priorità tecniche.
Naturalmente, questo risultato porta con sé alcune conseguenze. Il modulo fotografico del futuro iPhone pieghevole, ad esempio, non potrà essere completamente a filo, i primi schemi indicano una sporgenza che porta lo spessore massimo nella zona delle fotocamere a circa 9 mm; il corpo principale resta sottilissimo, ma il gradino sul retro diventa, in un certo senso, il prezzo da pagare per raggiungere questo traguardo.
Per arrivare a questi livelli di sottigliezza, Apple avrebbe dovuto fare alcune scelte piuttosto nette, che non mancheranno di far discutere.
Il sistema di riconoscimento facciale Face ID, per esempio, sarebbe assente: al suo posto dovrebbe tornare Touch ID integrato nel tasto di accensione, una soluzione già vista sugli iPad più recenti. Anche il comparto fotografico rinuncerebbe alla lente teleobbiettivo, affidandosi a due sensori da 48 MP (principale e ultra grandangolare).
Non è tutto, perché anche il sistema MagSafe potrebbe subire una modifica importante. I magneti interni potrebbero essere eliminati per risparmiare spazio, con la funzione che verrebbe eventualmente demandata a cover dedicate. Si tratta di scelte che, ovviamente, non nascono da limiti tecnici casuali, ma da una precisa volontà progettuale; ogni millimetro guadagnato contribuisce a raggiungere quell’obbiettivo di spessore che sembra essere centrale nella filosofia del dispositivo.

Un display pieghevole quasi senza piega e hardware di fascia altissima
Se lo spessore rappresenta il dato più immediato, è altrettanto interessante il lavoro svolto sul display dell’iPhone pieghevole. Il pannello interno dovrebbe avere una diagonale di 7,76 pollici, affiancato da uno schermo esterno da 5,49 pollici, entrambi con rapporto 4:3.
Ma il vero punto di forza sarebbe la piega praticamente invisibile. Grazie alla collaborazione con Samsung Display, il pannello dovrebbe presentare una profondità della piega di appena 0,15 mm e un angolo inferiore ai 2,5 gradi, valori nettamente inferiori rispetto agli attuali pieghevoli in commercio. In altre parole, la superficie risulterebbe quasi completamente uniforme, risolvendo uno dei principali limiti percepiti di questa categoria di dispositivi.
Sul fronte tecnico, il dispositivo dovrebbe essere equipaggiato con il chip Apple A20 Pro basato su processo produttivo a 2 nm e accompagnato da 12 GB di RAM, confermando un posizionamento decisamente premium.
Per quanto riguarda tempistiche e disponibilità, la produzione di massa (inizialmente prevista per giugno) sarebbe stata posticipata ad agosto. Questo lascia ancora aperta la possibilità di un lancio a settembre, probabilmente insieme alla nuova generazione di iPhone, ma con scorte iniziali piuttosto limitate. Il prezzo infine, dovrebbe superare i 2.000 dollari, collocando il dispositivo nella fascia più alta del mercato.
Considerazioni finali
Al netto delle inevitabili incognite (e della necessità di attendere conferme ufficiali), il primo iPhone pieghevole sembra destinato a distinguersi non tanto per l’adozione della tecnologia in sé, ormai già diffusa, quanto per l’approccio radicale scelto da Apple, che punta tutto su design, sottigliezza e qualità costruttiva.
Resta però da capire quanto questi compromessi (dall’assenza del teleobbiettivo fino al possibile addio al Face ID) verranno percepiti come accettabili dagli utenti, soprattutto considerando il prezzo elevato e una disponibilità che, almeno inizialmente, potrebbe essere piuttosto limitata.
Gli utenti dovranno dunque pazientare ancora un po’ per scoprire se questo dispositivo riuscirà davvero a ridefinire il concetto di smartphone pieghevole o se resterà, almeno in una prima fase, un prodotto di nicchia.
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